Due opere in un volume in 8vo, legatura coeva in mezza pelle, dorso con decorazioni e titolo in oro (piccola mancanza alla parte inferiore del dorso). Minime fioriture, ma ottima copia in parte ancora a fogli chiusi.

RARISSIMA EDIZIONE novarese uscita a spese dell’autore subito dopo la prima di Lodi (1835-1836) e prima di quella milanese del ’37, universalmente considerata come la seconda. Della Memoria, forse qui in edizione originale, sono rintracciabili solamente due edizioni, entrambe del 1837, una stampata a Milano, l’altra a Torino. Si tratta di un supplemento, pressoché sconosciuto, alle due parti dell’opera principale sul calcino.

Già a partire dal 1807 Bassi aveva cominciato ad interessarsi alla malattia dei bachi da seta allora conosciuta in Italia come mal del segno o calcino o calcinaccio, a causa dell’efflorescenza bianca prodotta dai bachi morti. Dopo vent’anni di studi, scoprì che la causa della malattia risiedeva nel contagio di un fungo parassitario, che poteva essere combattuto disinfestando i luoghi contaminati con sostanze chimiche come il cloruro di calcio o il nitrato di potassio. Finalmente le teorie sul contagio di Fracastoro e Kircher ricevevano una solida base scientifica. In qualità di pioniere e fondatore della dottrina dei microbi parassitari, egli precorse e influenzò Swann, Pasteur, che molto da qui attinse nei suoi Studi sulle malattie dei bachi da seta (1870), e Koch (cfr. A. Pazzini, The influence of Agostino Bassi on the Evolution of Microbiology, in: “Scientia Medica Italica”, 3, 1954, pp. 187-195).

Il Bassi, nativo di Mairago presso Lodi, dopo la laurea in legge, abbracciò per alcuni anni la carriera politica, rivestendo diverse cariche amministrative e diplomatiche sia a Lodi che all’estero. Costretto a rinunciare ad ogni incarico a causa di un’affezione oculare che lo porterà negli ultimi anni di vita al limite della cecità, si dedicò interamente all’attività agricolo-zootecnica (coltivazione e allevamento razionali, viticoltura sperimentale) e a quegli esperimenti scientifici che gli daranno fama internazionale. Essi vennero condotti in un podere detto “La Fracchia” e in un fondo di sua proprietà, dove egli aveva fra l’altro eretto una “casara”, che, per il metodo razionale di lavorazione del latte per farne formaggio e per il metodo di tenuta, mirava a servire da modello. Oltre alle opere sulle malattie dei bachi da seta, scrisse diversi saggi dedicati alle patate, al vino e alla parassitologia in generale.

Garrison Morton, 2532 (1a edizione). Wellcome, II, p. 112 (edizione di Milano). ICCU, IT0061461 e IT0582525 (Memoria, edizione di Milano). D.S.B., I, pp. 492-493. € 850,00

 

 

 

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