In 4to (cm 23); bella pergamena originale (qualche macchiolina e traccia d’uso, piccola mancanza all’angolo inferiore esterno del piatto posteriore); cc. (8), 208 con 8 figure in rame su mezza pagina. A parte qualche fascicolo brunito, bellissima copia a pieni margini.

RARA EDIZIONE ORIGINALE di questo dialogo che si immagina avvenuto a Roma nel 1605 fra due osimani, ossia Giulio Severo (l’autore) e un giovane di nome Curio Alati.

L’opera, divisa in cinque libri e sostenuta da un forte afflato morale e didascalico, dà vita a una sorta di enciclopedia della “vita civile”, toccandone ogni aspetto. Si parla del vestire, dei conviti, della grassezza e del vino; di negromanzia, malia e streghe; di gioco, di numeri settenari, binari e ternari; di alchimia, astrologia, musica e poesia; ecc.

Le figure, di fattura nitida e accurata, hanno valenza emblematica e simbolica e sono poste ad illustrazione del testo. Nel libro decimo (c. 196v) si trova uno spazio lasciato bianco per una figura mai impressa, quella del Tau. Cosa assai curiosa, nelle righe precedenti il giovane Alati afferma che, pur conoscendo il Tau, che è più volte citato nel Pentateuco, non ne aveva mai visto la rappresentazione e quindi si era recato da un Rabbino in Ancona, perché questi gliela disegnasse, ma quello aveva risposto che la sua legge glielo proibiva. Il Severo definisce il fatto una superstizione ebraica e disegna il Tau con un’asticella nella polvere. Voltando pagina ci si aspetterebbe quindi di vedere la figura del Tau e ci si trova invece davanti uno spazio bianco.

L’autore, di antica famiglia osimana, fu letterato e uomo d’arme. Nel 1606 si trovava a Venezia al servizio di quella repubblica (cfr. F. Vecchietti-T. Moro, Biblioteca Picena, Osimo, 1790-’96, III, p. 134).

Libreria Vinciana, nr. 25. S.P. Michel, Repertoire des ouvrages imprimés en langue italienne au XVII siècle conservés dans les bibliothèques de France, Paris, 1968, II, p. 22. € 900,00

 

 

 

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