In folio (cm 40x33); cartone editoriale illustrato; pp. 145. Sul titolo dedica manoscritta dell’editore a Ettore Petrolini: «Al gr. uff. Ettore Petrolini perché ricordi sempre Ferrara che l’ha acclamato. Novembre 1932 XI°». Esemplare pressoché perfetto di questa bellissima edizione.

EDIZIONE ORIGINALE. «Credo che sarebbe di significativo interesse, non solo per gli addetti ai lavori o di chi in modo specifico si interessa di Ferrara, riproporre alla attenzione della critica e alla lettura degli appassionati i testi dedicati alla città da Ferruccio De Lupis in una stagione letteraria dominata da D’Annunzio e, in particolare, dal Notturno prima e dalle Faville del maglio dopo... Si tratta di un libro, un grosso libro in-folio, progettato scritto ed editato da Ferruccio De Lupis, e dalla sua bottega d’arte La Cisterna, nel 1921, insieme a un nome di grande eccellenza nella editoria d’arte di quegli anni, operoso a Milano: Alfieri & Lacroix... Attraverso le immagini che compongono il volume e i testi poetici che le commentano (sono 146 le pagine in carta pesante, ordinate in dodici capitoli), si può cogliere la qualità che ho chiamato “monumentale” dell’opera. Essa è costituita in prevalenza da tavole litografiche di Guido Marussig che si soffermano su monumenti simbolo della città ai quali è dedicato un commento sempre di scrittura ad alta tensione poetica dettato da De Lupis.... Nell’opera i testi hanno una rilevanza fondamentale perché si inscrivono in quel filone di ricerca che partiva da noi dalle pagine di D’Annunzio (per finire nelle “parole in libertà” di F. T. Martinetti) e che i critici hanno definito “prosa d’arte”: “oro liquido senza forma” secondo Renato Serra. Bisogna dire che De Lupis si nutriva avidamente di queste primizie con risultati eccellenti» (C. Bassi, “Ab insomni non custodita dracone”. Dentro la poesia di Ferrara. Ferruccio De Lupis e la grande impresa editoriale del 1921, in: “Ferrara. Voci di una città”, anno 12, nr. 22, giugno 2005).

Le tavole di Marussig e degli altri due artisti, applicate e racchiuse entro una bordura pastello, monocrome e a colori, sono stampate con il massimo della perizia per restituire al meglio la qualità delle acqueforti originali. Esse rappresentano palazzi, chiese e vie in un’atmosfera sospesa, senza figure umane, come a voler confermare alla città estense l’epiteto dannunziano di «città del silenzio». I testi del De Lupis, incorniciati da un duplice filetto rosso, descrivono i luoghi raffigurati nelle tavole.Guido Marussig (Trieste, 1885 - Gorizia, 1973), pittore, incisore, cartonellista, è uno degli artisti più significativi del nostro Novecento (cfr. L. Servolini, Dizionario illustrato degli incisori italiani moderni e contemporanei, Milano, 1955, p. 504). Ferrarese è invece lo xilografo e acquafortista Carlo Parmeggiani (1881-1967) (cfr. Servolini, op. cit., p. 608).

ICCU, IT\ICCU\FER\0171707. € 1.500,00

 

 

 

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