Due tomi in un volume in 8vo (cm 19,5); legatura coeva in mezza pelle con fregi, tassello e titolo in oro al dorso; pp. (8), 248 + pp. 280, (2) con una pianta di S. Pietroburgo più volte ripiegata (cm 30x34) incisa in rame da S. Stucchi e 8 tavole fuori testo sempre incise in rame (alzate e spaccati della stufa russa e della stuffa inglese). Ex-libris Bibliothèque de la Famille de Luserna. Ottima copia.

SECONDA EDIZIONE aumentata. L’opera era uscita nel 1812 con solo sei lettere, mentre la presente edizione ne contiene venti, oltre a quaranta pagine di note poste alla fine del secondo volume.L’autore racconta il suo viaggio attraverso la Svezia e la Finlandia, descrive S. Pietroburgo dapprima in termini generali, quindi soffermandosi sull’arte e l’architettura (Osservazioni sullo stato presente della Architettura a Pietroburgo, lettera V del I voume), le scienze, la medicina (le cautele praticate dai Russi per difendersi dal freddo, il bagno russo, l’ospedale dei dementi), l’esercito, l’economia (la zecca e la banca imperiale), la politica, ecc., dando vita ad un’opera di grande respiro ed interesse.Come precisato nell’Avviso al lettore, le lettere furono scritte «tra l’ultimo trimestre dell’anno 1810 ed i primi tre mesi del seccessivo», quindi prima che iniziasse la campagna napoleonica del 1812. Nel libro Fagnani predisse, con sorprendente esattezza, il disastroso esito della spedizione di Napoleone in Russia.

Federico Fagnani, primogenito maschio di Giacomo Fagnani e Costanza Brusati, nacque a Milano l’8 novembre del 1775. Studiò presso il collegio dei nobili di Siena, laureandosi in legge nel 1794. Tornato a Milano partecipò alla vita politica fino a diventare nel 1810 Auditore del Consiglio di Stato. Nello stesso anno partì per la Russia degli zar dove rimase per circa sei mesi. Al rientro in patria si dedicò nuovamente alla politica, che tuttavia in breve tempo lo amareggiò e lo spinse a ritirarsi a vita privata. Fagnani passò gli ultimi anni nella sua villa di Gerenzano, occupandosi della conduzione delle sue aziende agricole e continuando a raccogliere libri e a scrivere saggi. Alla sua morte, avvenuta l’8 ottobre del 1840, lasciò la sua ingente raccolta di 23000 libri, 4300 disegni e 1600 stampe alla Biblioteca Ambrosiana (cfr. D.B.I., XLIV, p. 185).

ICCU, IT\ICCU\IEIE\004528. € 650,00

 

 

 

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