In folio (cm 33); cartone coevo con titolo manoscritto al dorso; pp. (8 di 10), 394, (6). Profusamente illustrato. Mancano l’occhietto e l’ottava carta preliminare, contenente la recensione di un libro teologico. Ex-libris e nota manoscritta di Leonardo Trissino (Brescia, 13 giugno 1826). Ottima copia.

Il volume contiene, oltre alla vita del Trissino e del Guarini di A. Zeno e a numerose interessanti recensioni di opere letterarie e storiche, una serie non piccola di opere scientifiche riprodotte integralmente, due delle quali in prima edizione.

Cominciamo dall’interessantissima relazione di G.G. CIAMPINI (1633-1698) dal titolo Nuove invenzioni di tubi ottici dimostrate nell’Accademia Fisicomatematica Romana l’anno 1686. Questo testo (pp. 105-117) è corredato da due tavole incise in rame a piena pagina, che mostrano 33 dettagliate figure di telescopi e microscopi. La relazione del Ciampini, alto prelato, archeologo e uomo di scienza, descrive con grande precisione i nuovi strumenti ottici presentati all’Accademia da Giuseppe Campani, Carlo Tortoni, Marcantonio Cellio e Homberg. Questa importante operetta fu pubblicata in Roma da Komarek con tre tavole nell’anno 1686, ma la sua rarità è tale che apparentemente non si trova in nessuna biblioteca italiana. Abbiamo reperito due copie in Inghilterra ed una in Germania. Qui la troviamo riproposta dall’Albrizzi insieme ad un’altra opera del C. uscita in latino nel 1691 e qui tradotta in italiano: Del lino incombustibile overo della pietra Amianto (con una ilustrazione in legno). Secondo Clay-Court (The history of the microscope, London, 1932, p. 41), il Tortoni è «the originator of the screw-barrel microscope» descritto nella relazione del C. L’Accademia Fisicomatematica fu fondata dal C. nel 1677 nel suo palazzo sotto la protezione di Cristina di Svezia. Essa fu di livello europeo, avendo come corrispondenti Borelli, Coronelli, Meyen e lo stesso Leibnitz (cfr. Maylender, III, pp. 11-17).

Altra opera importantissima contenuta nella presente raccolta in prima edizione è quella di Geminiano MONTANARI intitolata Il Mare Adriatico e la sua corrente (pp. 329-353). Essa fu stampata a sé solo nel 1715. «È questa una delle più pregevoli opere del nostro. Fu egli il primo a combattere l’opinione del Castelli (sulle acque della laguna di Venezia)… Il Guglielmini appoggiò le opinioni del M. suo maestro…» (Riccardi, II, 175-176).

Citiamo ancora, esso pure in prima edizione, un breve scritto di G.D. CASSINI, Osservationi fatte in Bologna della Stella Planetaria di Marte, corredato di una bella tavola in rame.

Concludiamo segnalando l’edizione integrale del De Glandulis del grande Malpighi (pp. 142-150), opera molto importante che l’Albrizzi cerca di far credere inedita, mentre era già stata pubblicata a Londra nel 1689.

La Galleria di Minerva uscì in sette volumi fra il 1696 e il 1717. A questo primo volume collaborò attivamente Apostolo Zeno (cfr. L. Mozzato, La Galleria di Minerva un periodico di Girolamo Albrizzi, tesi di laurea, Università Ca’ Foscari di Venezia, Facoltà di lettere, 2004, passim).

ICCU, IT\ICCU\CFIE\002987. € 1.000,00

 

 

 

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