In folio (cm 30,8); legatura del XIX secolo in tutta tela con cornice a secco sui piatti e fregi in oro al dorso (piccoli danni alle cuffie e alla cerniera anteriore); pp. (4), 132. Frontespizio stampato in rosso e nero entro bella cornice xilografica con al centro la marca tipografica. Testo e notazione musicale stampati in parte in rosso. Capilettera ornati. Con inoltre 3 belle incisioni in rame a piena pagina nel testo, di cui la prima (Ultima cena) firmata con le iniziali C.C. e l’ultima (Resurrezione) firmata da Claude Deruet (1588-1662), ritrattista e pittore allievo di Jacques Callot. Bruniture diffuse, alone chiaro nella parte inferiore delle prime carte, alcuni restauri e rinforzi nei margini interni ed inferiori di alcune carte, margine superiore sobrio, ma nel complesso buona copia che ha subito i danni di un’assidua frequentazione, come accade sovente in opere di questo genere.
SECONDA EDIZIONE RIVISTA. «L’opera qui descritta è una revisione del libro originale di Guidetti [1a edizione Roma, 1587] curata dal celebre compositore di scuola Romana Francesco Soriano, che curò anche, assieme a Felice Anerio, l’editio Medicea del Graduale (1614). Contiene: De ordine in universo servato in hoc opere (p. [3]); Feria V in cena Domini ad Matutinum (1), ad Laudes (24), Ad primam, tertiam, sextam, nonam, vesperas e completorium senza notaz. (34); Feria VI in Parasceve (tutte le ore liturgiche c.s., p. 43); Sabbato sancto (79) con Messa. Il Benedictus delle lodi e l’inizio del salmo Miserere sono notati in polifonia a 4 vv.: Cantus, Altus, Tenor e Bassus (Giovedì santo: p. 32-33; Venerdì santo: p. 68-69; Sabato santo, con Miserere a 6 vv.: p. 100-101; versione a doppio coro alternato: p. 102-103)» (M. Gozzi, a cura di, Le fonti liturgiche a stampa della Biblioteca musicale L. Feininger presso il Castello del Buonconsiglio di Trento, Trento, 1994, II, pp. 726-727).
«I Miserere in falso bordone che si trovano per entro l’opera sono fattura di Gio. Pierluigi da Palestrina» (G. Gaspari, Catalogo della Biblioteca musicale G.B. Martini di Bologna, Bologna, 1892, II, p. 242). Si tratta di tre Miserere mei Deus a quattro, cinque e sei voci, che erano presenti anche nella prima edizione dell’opera.
Il Guidetti, compositore bolognese allievo di Giovanni Pierluigi da Palestrina, collaborò con quest’ultimo e con Annibale Zoilo alla revisione del graduale e dell’antifonario. Nel 1575 divenne cantore della cappella papale. Tra le sue opere ricordiamo un Directorium Chori (1582), un Cantus ecclesiasticus Passionis (1586) e le Praefationes in cantu fermo (1588). Morì a Roma nel 1592 (cfr. D.B.I., LXI, pp. 192-193).
ICCU, IT\ICCU\DE\90134001176. M. Gozzi, op. cit., nr. 745. € 950,00

 

 

 

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