
In
4to (cm 20); legatura dei primi del XIX secolo in mezza pergamena con angoli,
dorso con tassello e titolo in oro; pp. (16), 136, (16). Bellissimo frontespizio
inciso in rame (F. Valesio f.), in cui, accanto ad attrezzi agricoli e figure
ornamentali, campeggiano le armi dei Medici. Con una figura in legno nel testo a
tutta pagina. Due pagine preliminari con lievi macchie, per il resto bellissima
copia di grande freschezza.
RARA
PRIMA EDIZIONE pubblicata postuma per le cure di L. Baralli, decano del
monastero di Vallombrosa, e da questi dedicata a Lorenzo de’ Medici. La
Coltivazione toscana, cha fu più volte ristampata fino ad Ottocento inoltrato,
costituisce una delle prime monografie di agricoltura regionale italiana ed in
essa si ha una delle prime notizie sulla coltivazione e il consumo della patata
in Italia. «[Dall’opera] si raccoglie che le patate erano conosciute a
Firenze prima del tempo in cui, secondo altri, vuolsi fossero coltivate in
Italia. Furono colà trasportate dalla Spagna e dal Portogallo col mezzo dei
padri Carmelitani Scalzi» (F. Re, Dizionario ragionato, Venezia, 1808-‘09,
III, pp. 88-89). Nel mese di marzo l’autore avverte: «Le patate… si
mangiano in fette o a guisa di tartufi o di funghi fritte e infarinate o nel
tegame con agresto e sono ragguardevoli al gusto con sapore di cardoni. E
moltiplicano innumerabilmente e facilmente si cuocono e son tenere» (pp.
21-22).
La prima parte dell’opera è dedicata ai lavori agricoli, mese per mese. Seguono quindi sei capitoli riguardanti contadini, padroni, fattori, agenti, servi, ecc. Chiudono il volume tredici capitoletti sui venti, ai quali si attribuisce una fondamentale importanza per la pratica agricola.
L’autore, monaco vallombrosano
(cfr. T. Sala, Dizionario storico-biografico di scrittori, letterati ed artisti
dell’Ordine di Vallombrosa, Firenze, 1936, II, p. 6), pur conoscendo tutti gli
autori classici, antichi e moderni, di agricoltura, dice di confidare
maggiormente nella propria esperienza quarantennale e vuol proporre al lettore
soluzioni pratiche, da lui sperimentate in campagna, che non si trovano
solitamente nei libri. Egli si rivolge infatti direttamente agli operatori del
settore, ai proprietari, ai fattori, ai contadini stessi.
ICCU, IT020782. Libreria Vinciana, nr. 1800. Gamba, 1988. S.P. Michel, Repertoire des ouvrages imprimés en langue italienne au XVII siècle conservés dans les bibliothèques de France, Paris, 1975, V, p. 77. M. Lastri, Biblioteca georgica, Firenze, 1787, p. 78. D. Moreni, Bibliografia storico ragionata della Toscana, Firenze, 1805, II, pp. 9-10. V. Niccoli, Saggio storico e bibliografico dell’agricoltura italiana, Torino, 1902, p. 97. € 1.600,00