In 12mo piccolo (cm 13); pelle coeva con dorso a nervi, fregi e titolo in oro, tagli picchiettati (in parte macchiata, restauri al dorso e alle cuffie); pp. (28), 232, (2 bianche), 233-455, (17) con bel titolo inciso e 6 tavole in rame ripiegate fuori testo. Titolo sottolineato anticamente a penna, antica firma cancellata sullo stesso, per il resto ottima copia.
Seconda tiratura della prima edizione latina (la prima tiratura è identica ma riporta la data 1668) della più importante opera del Seicento sulla fabbricazione del vetro, apparsa per la prima volta in italiano a Firenze nel 1612 (cfr. L. Zecchlin, Il libro di prete Neri, in: “Vetro e Silicati”, 7, 1963, pp. 17-20).
L’opera, che si articola in sette libri, tratta per lo più della colorazione e della smaltatura del vetro ad imitazione delle pietre preziose. Molti dei segreti della fabbricazione del vetro e molte delle formulazioni per creare gemme artificiali sono riportati qui per la prima volta: è il Neri stesso nella dedica a ricordare che molti di essi sono di sua invenzione. Di grande interesse anche la prefazione al lettore, che elogia il vetro, la sua utilità, le sue applicazioni (sulla tavola, bicchieri, vasi, brocche, ecc.; in medicinina e chimica, alambicchi, fiale, ampolle, occhiali, ecc.; nella distillazione; nei monili; e così via) e ne rintraccia le origini nell’antichità.
Neri fu il primo a realizzare il vetro con il piombo, insegnando come calcinare il rame usato per la colorazione in rosso e come utilizzare i residui dell’evaporazione di una soluzione di oro in acqua regia per la colorazione violacea. Grazie alle sue scoperte i vetri veneziani divennero famosi in tutto il modo.
«He recommended that glass be made from rocchetta (a fairly pure sodium sesquicarbonate from the Near East) and tarso, which he described as a kind of marble but which must have been some form of silica» (D.S.B., X, p. 23).
Neri, un prete originario di Firenze, figlio pare di un medico, prima di stendere la sua opera, visitò personalmente le vetrerie di Murano e di Anversa, città dove rimase per lungo tempo risiedendo presso la casa dell’amico portoghese Manuel Ximenes.
Le osservazioni del Merret, che spiegano come si prepara ogni genere di gemme artificiali, encausti e lacche, occupano la seconda metà del volume e costituiscono la prima opera inglese sulla vetreria: apparvero la prima volta nell’edizione inglese del 1662. Le tavole rappresentano fornaci e strumenti per la lavorazione del vetro.
J. Ferguson, Book of Secrets, London, 1959, I, 33. Graesse, IV, 658. G. Duncan, Bibliography of glass, London, 1960, 9299 (I edizione). € 550,00