
In 8vo (cm. 15,5); mezza pelle ottocentesca con fregi e titolo oro al dorso; cc. (4), 9-125, (3, di cui 1 bianca). Marche tipografiche al titolo e al verso dell’ultima carta. A parte un lieve alone centrale nelle prime carte, OTTIMA COPIA.
RARA EDIZIONE ORIGINALE della più importante opera del Palmieri, un trattato diviso in quattro libri sul cittadino ideale concepito in forma di dialogo. Gli interlocutori sono Franco Sacchetti il Giovane, Luigi Guicciardini e Agnolo Pandolfini. La scena si svolge nel 1439 al Mugello presso Firenze, dove i tre avevano trovato rifugio dalla peste del 1430.
Il libro I discute i precetti necessari all’educazione dei cittadini dall’infanzia alla maturità, la relazione fra il maestro e l’allievo e l’importanza di un’educazione liberale. Il libro II si apre con un appello allo studio della filosofia antica e tratta delle virtù cardinali. Gli aspetti pratici delle quattro virtù cardinali sono discussi invece nel III e IV libro: in particolare, la Temperanza, la Prudenza e la Fortitudine nel libro III, la Giustizia nel IV. Inoltre l’opera affronta da un punto di vista epistemologico le quattro vie della cognizione, le tre divisioni della saggezza e le quattro passioni basilari che influiscono sull’agire umano. Alla base della concezione del Palmieri vi sono gli ideali della Roma repubblicana e della Grecia periclea: per lui ogni forma di tirannia è contraria alla retta formazione dell’individuo, dal momento che il “bene comune” deve essere posto a fondamento di ogni governo. Il suo cittadino perfetto, colto ed ecclettico, ha delle caratteristiche molto simili a quelle del Cortegiano del Castiglione. Essenza e scopo della vita umana sono i doveri civili e sociali. Ovviamente il processo per il quale un bambino diventa un “cittadino” non può essere lasciato al caso. Palmieri indica infatti i doveri, le responsabilità e gli insegnamenti adatti ad ogni età della vita. La filosofia morale sarà alla base della virtù, l’esperienza nel campo delle arti fornirà l’istruzione (cfr. G.M. Carpetto, The Humanism of Matteo Palmieri, Roma, 1984, p. 8).
«Ma quest’impegno civile, quest’esigenza dell’educazione civile, in nessun luogo forse è così viva come nei trattati di Leon Battista Alberti e di Matteo Palmieri. Già nel primo, che scrive i libri Della Famiglia in volgare, è vivo il problema del rapporto fra la lingua parlata e il latino classico: non a caso sial lui che il Palmieri scrivono in limpido italiano. Ma in entrambi, accanto all’ammirazione per gli antichi, e all’uso larghissimo di Quintiliano e Plutarco, c’è la coscienza dell’unità della città, dell’impostazione della vita civile, e quindi dell’educazione come funzione sociale di primaria importanza, sociale anche nei suoi aspetti familiari, per la considerazione politica della famiglia stessa» (E. Garin, L’educazione in Europa 1400/1600, Bari, 1976, p. 142).
Adams, P-118. G. Müller, Bildung und Erziehung im Humanismus der italienischen Renaissance, Wiesbaden, 1969, pp. 199-203. Edit16, CNC 28791. € 1600,00