In 8vo (cm 13,5); legatura recente realizzata con un foglio pergamenaceo di antifonario; cc. 73, (3). Grazioso frontespizio entro bordura in legno, capilettera ornati. Esemplare leggermente brunito in modo uniforme, qualche fascicolo un po’ sciolto, rinforzi in carta velina (un po’ ingiallita) sul margine interno di alcune carte, ma nel complesso buon esemplare.

RARA QUINTA EDIZIONE (prima in 8vo) della Summa lacticinorum, la prima monografia a stampa interamente dedicata al latte e ai suoi derivati (formaggio, ricotta, burro), uscita la prima volta a Torino dai torchi di Jean Fabre nel 1477. Quinta edizione anche del Pillularium, edito per la prima volta a Pavia da Antonio Carcano nel 1474. Le due opere vennere ristampate insieme da Jacopo da Borgofranco a Pavia nel 1508 e nel 1516, quindi dal Blanchard a Lione nel 1525.

Le Cautelae medicorum di Gabriele de Zerbis, medico veronese, professore a Padova, Bologna e Roma, e autore di importanti trattati di anatomia e di gerontologia, erano già apparse singolarmente a Venezia nel 1495 e rappresentano il primo trattato di deontologia medica della storia (cfr. C. Mancini, Un codice deontologico del secolo XV… di Gabriele de Zerbi, Pisa, 1963, passim).

L’importanza della Summa lacticinorum risiede principalmente nel fatto che Pantaleone, pur rifacendosi come di consueto all’autorità degli autori antichi (Rhazes, Averroé, Maimonide, Arnaldo di Villanova, Alberto Magno, Ugo Benzi da Siena, Crisotoforo Barzizza da Brescia, Michele Savonarola, solo per citare alcuni nomi dal cataologo delle fonti), mostra, rispetto ad essi, una modernissima attenzione alla corporeità, escludendo l’astrattezza tipica della speculazione medievale ed effettuando personalmente esperimenti in chiave comparativa e con l’uso di strumenti complessi, che il suo magistero medico gli permetteva di conoscere. Inoltre l’abitudine alla pratica e all’insegnamento eliminano completamente dal trattato ogni traccia di quella pedanteria umanistico-letteraria, che condiziona invece maggiormente l’altra grande opera gastronomica italiana del tempo, il De honesta voluptate del Platina (Roma, 1475). L’interesse scientifico non esclude infine il piacere gastronomico: «mi addoloro al pensiero di dover entrare, se Dio vorrà, in quell’età in cui io, grande divoratore di formaggio, dovrò astenermene» (cfr. E. Faccioli, Introduzione, in: “Pantaleone da Confienza, Trattato dei latticini”, Milano, 1990, pp. 9-14).

La prima sezione dell’opera si apre con la descrizione dei diversi tipi di latte, a seconda della razza e dell'età degli animali, e della varietà dei luoghi e dei climi; indica poi le qualità del latte per il nutrimento dei bambini e tratta delle caratteristiche generali dei formaggi e del burro (coagulazione, forma, salatura, crosta, occhiatura, ecc.). La seconda sezione descrive in dettaglio le diverse tipologie dei formaggi italiani (il marzolino fiorentino, il parmigiano-piacentino diffuso in tutto il territorio padano, la robiola piemontese, i valdostani, ecc.), inoltre i formaggi francesi, inglesi, tedeschi, bretoni e fiamminghi. La terza e ultima sezione prescrive il consumo di formaggio a seconda della costituzione, età e stato di salute delle persone. L’ultimo capitolo tratta del modo di mangiare il formaggio, prima e dopo il pasto (cfr. I. Naso, Formaggi del Medioevo: la “Summa lacticinorum” di Pantaleone da Confienza, Torino, 1990, passim).

Merita menzione un divertente componimento del Blanchard, Ad ementes hunc librum, posto prima del colophon.

Originario di Confienza nella Lomellina fra Vercelli e Pavia, Pantaleone fu dal 1440 archiatra di corte e consigliere al servizio dei duchi di Savoia, prima di Ludovico, «grande intenditore di formaggi» (fino al ’65), quindi di Amedeo IX (fino al ‘72). Esonerato dall’incarico durante la minore età di Filiberto I, lo riottenne nel 1480 al servizio della marchesa Bianca di Monferrato, allora reggente per conto di Carlo Giovanni Amedeo. Pubblico maestro d’arte medica, egli insegnò probabilmente nel Collegio di Medicina e di Arti di Torino e con certezza nello Studio di Pavia, dove il suo nome compare negli atti relativi al 1492. È accertato inoltre che egli viaggiò molto in Italia, Francia (dove nel 1464, in una visita di tredici mesi al seguito del duca Ludovico, si distinse per aver saputo trovare il farmaco adatto ai mali che affliggevano il generale Nicolas Tiglard, carissimo al re di Francia e ormai dichiarato incurabile dai medici di quel paese), Inghilterra, Fiandre, Germania e Svizzera, sempre raccogliendo materiale e facendo osservazioni ed esperienze utili alla sua attività (cfr. I. Naso, Università e sapere medico nel Quattrocento: Pantaleone da Confienza e le sue opere, Cuneo, 2000, passim).

Ai non pochi meriti del Pantaleone va ascritto anche il contributo che egli diede alla diffusione della stampa in Piemonte, dove chiamò a esercitare Jean Fabre di Langres e il tedesco Giovanni di Pietro. Ad essi, attivi a Torino e Caselle, fornì personalmente il manoscritto per l’edizione del Breviarium Romanum del 1478 e contribuì finanziariamente all’edizione delle Vitae sanctorum patrum di San Girolamo apparsa a Caselle nel 1475 (cfr. F. Berlan, L’introduzione della stampa in Savigliano, Saluzzo ed Asti, Torino, 1877, p. 84 e sgg.).

Baudrier, II, 431. Adams, P-181. Waller, 7091. € 7.500,00

 

 

 

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