
In 8vo; pergamena molle coeva (mancano i legacci, piccola mancanza alla parte inferiore del dorso); pp. (24), 539, (13, di cui le ultime 2 bianche). Marca tipografica al titolo. Firma di appartenenza e piccolo timbro sul frontespizio, per il resto ottima copia genuina nella sua prima legatura.
RARA PRIMA EDIZIONE di questo trattato che rese l’autore celebre in tutta Europa come esperto di diritto internazionale. Verso la fine del Cinquecento, la stanchezza prodotta dalle continue guerre aveva portato ad un interesse crescente verso la diplomazia. Negli anni novanta del secolo furono infatti ristampati almeno una volta tutti i più importanti libri sull’argomento (Le Vayer, Maggi, Gentili, ecc.) e apparvero due nuovi importanti contributi: l’opera di Christopher Warsewicki, intesa coma summa dei maggiori teorici occidentali in materia ed indirizzata ai lettori dell’Europa orientale, e il Legatus del Paschalius, che rappresenta il più esaustivo trattato del Cinquecento sugli ambasciatori e divenne il più citato e rispettato testo di diplomazia per molti anni a seguire (cfr. G. Mattingly, Renaissance Diplomacy, London, 1955, p. 213).
Carlo
Pasquale, proveniente da una famiglia aristocratica di Cuneo, studiò a Genova.
Inizialmente di idee calviniste, si convertì al cattolicesimo e si trasferì in
Francia, dove ricevette vari incarichi diplomatici sotto il patronato di Guy de
Pibrac, il raffinato cancelliere di Marguerite de Valois. Giuseppe Giusto
Scaligero, che probabilmente ebbe modo di conoscerlo, espresse il seguente
giudizio su di lui: «Paschal est un gentil personnage, il escrit bien, il a
fait des si jolies prières, il a esté nourry a Genève; il est conseiller d’Estat.
Je m’esbahis qu’il a quitté l’estat d’Avocat Général à Rouen». Le
«jolies prières» sono le Christianae praeces, che andarono incontro a tre
edizioni tra il 1602 e il 1603 ed auspicano una duratura pace per
P. Aquilon, Bibliographie Normande, Baden-Baden, 1992, IV, pp. 106-107, nr. 83. Adams, P-368. € 1.900,00