
In 8vo (cm 16); legatura del XVII secolo in piena pelle, taglio marmorizzato (dorso rifatto); pp. 312, (16). Marca tipografica al titolo. Ex-libris B.A. Chassagne. Una nota sul risguardo libero anteriore ricorda che il libro fu donato in premio ad un certo Louis Maumenet del Collegium Belnense in data 13 agosto 1670 per la munificenza del signor De Cordaillot. Ottima copia.
EDIZIONE ORIGINALE di questa raccolta di componimenti neolatini, nella quale il Pigna pubblicò i suoi propri poemi, aggiungendovi una scelta di carmina del Calcagnini e dell’Ariosto.
Per quanto riguarda quest’ultimo, «il Pigna nella dedicatoria al principe Alfonso, confessa d’aver avuto i materiali per questa edizione da Virginio Ariosto, il quale lo lasciò libero di scegliere a suo piacimento “il meglio de’ versi latini”… I componimenti, scelti e pubblicati dal Pigna, sono 53: 9 nel libro primo, e 44 nel libro secondo» (G. Agnelli-G Ravegnani, Annali delle edizioni ariostee, Bologna, 1933, II, p. 139). Tra questi l’epitalamio per le nozze di Lucrezia Borgia e Alfonso I d’Este.
«Per
i Carmina, i nuclei più saldi sono offerti da un manoscritto in buona parte
autografo, oggi nella Comunale di Ferrara, e dall’edizione curata nel 1553 da
G.B. Pigna sulla scorta di un originale perduto… La sezione più vasta e
compatta della raccolta risale alla prima fase dell’attività del poeta, fra i
venti e i trent’anni (solo pochi componimenti e quasi sempre brevi, epigrammi
o epitaffi, appartengono a un’epoca più tarda) e rispecchia i diversi momenti
di un’educazione soprattutto stilistica e tecnica, che pur lascia intravedere
già, nella scelta stessa dei modelli e dei temi, il primo orientarsi delle
preferenze, del gusto e dell’umanità dello scrittore» (D.B.I., IV,
pp. 176-
Celio Calcagnini, poeta, filosofo e scienziato ferrarese, svolse compiti diplomatici e militari per conto degl’Este, di cui divenne anche storiografo ufficiale. Considerato come uno degli uomini più sapienti del suo tempo, fu celebrato da Ludovico Ariosto e formulò una teoria sul moto della terra vicina a quella copernicana (Opera aliquot, 1544). Conobbe personalmente e fu in contatto epistolare con Erasmo, cui era vicino per posizioni religiose (cfr. Q. Breen, Celio Calcagnini (1479-1541), in: “Church History”, vol. 21, nr. 3, settembre 1952, pp. 225-238).
«La personalità letteraria del Calcagnini è tipicamente quella di un intellettuale di stampo umanistico… Perciò forse l’opera sua più rappresentativa è costituita dai Carmina – che G.B. Pigna volle pubblicare, unitamente alle poesie latine dell’Ariosto, come appendice ai quattor libri delle proprie liriche (Venezia 1553) - ove la curiosità del letterato, le velleità satiriche o moraleggianti, le ambizioni didascaliche, la serietà connessa ad un messaggio ecumenico e la licenza concessa ad una scrittura cortigiana si fondono in una varietà, ancora scarsamente sondata, di metri e di stile, e lasciano scoprire delle precise matrici culturali. Ciò che appare soprattutto notevole in questa esperienza lirica, parallela a quella, in latino e in volgare, dell’Ariosto, è la rimozione di ogni schema petrarchistico e l’accoglienza, invece, di motivi “volgari” cui aveva fatto ricorso la letteratura di ispirazione riformistica sulla fine del Quattrocento… Una parte considerevole, forse la più appariscente, dei Carmina è occupata dagli elogi o dalle commemorazioni di amici mediocri (B. Lampridio, C. Rodigino, L.G. Giraldi) o famosi: Ariosto… e Raffaello, significativamente lodato, più che come artista, come studioso dell’antica topografia romana…(D.B.I., XVI, pp. 496-497).
Giovanni Battista Pigna, originario di Ferrara, studiò nella sua città sotto Lilio Gregorio Giraldi, Alessandro Guarino, Francesco Porto e Vincenzo Maggi. A vent’anni divenne insegnante dello Studio di Ferrara e più tardi segretario, cancelliere e storiografo di Alfonso II d’Este. Pubblicò i Romanzi e un’opera intitolata Il duello nel 1554, un trattato sull’onore e le qualità del gentiluomo, un trattato politico (Il Principe, 1561), una difesa della poetica dell’Ariosto, una storia della casa d’Este (1570) e un commento alla poetica di Orazio (1561).
Adams, P-1200. Edit16, CNCE37517. € 1.800,00