
In 12mo (cm 14); cartoncino posteriore; cc. 54. Marca tipografica al titolo. Ottima copia marginosa.
RARA
SECONDA EDIZIONE (la prima apparve a Roma nel 1552) di questa commedia in
cinque atti in prosa, la prima e più licenziosa fra quelle scritte dal Pino, in
cui si narrano le avventure galanti di un vecchio e dei suoi due figli che si
innamorano della stessa giovane, disposta a concedersi con una certa generosità.
L’edizione si apre con una nuova dedica al cavalier Dandino, datata Roma 22
agosto 1562. La commedia fu rappresentata per la prima volta il 22 novembre del
«The
first of his plays, Lo Sbratta, produced in
«Il programma dello Sbratta prevedeva il riuso di modelli classici e il loro adattamento a una configurazione urbana, topografica e sociale, moderna, in ordine alla quale si orientasse il meccanismo dei personaggi e le loro rispettive funzioni prendessero corpo… Lo Sbratta non doveva presentarsi come un’opera “finta”, immaginaria, sorta da un vezzo letterario o da un’intenzione esclusivamente moralistico-intrattenitiva. Pino teneva a collocarla in una forma urbana verosimile, a descrivervi rapporti interpersonali che rispecchiassero gli equilibri della città post-rinascimentale e a sostituire i procedimenti comici più logori e irrealistici con altri, che gli sembrassero adeguatamente attestati nella realtà quotidiana… Il “realismo” dello Sbratta era il primo livello di una trasformazione della commedia che Pino andò perfezionando nelle opere seguenti, propagandandone gli esiti nei prologhi. Il passaggio dalla “commedia” al “ragionamento” – per riprendere le definizioni d’autore - portava con sé l’ampliamento della dimensione didascalica rispetto alle diffuse formule intrattenitive» (S. Termanini, Introduzione, in: “B. Pino da Cagli, Lo Sbratta. Commedia del XVI secolo”, Ravenna, 2003, pp. 59 e 63-64).
Bernardino Pino, nato a Cagli da una antica famiglia di Osimo, compì gli studi a Roma. Preso l’abito ecclesiastico, nel 1557 fu nominato canonico e rettore della chiesa di Castel Buccione vicino Urbino, quindi nel 1569 abbate di S. Angelo de Sortecchi, infine nel 1589 preposto della Cattedrale di Cagli, carica che mantenne fino alla morte. Frequentò assiduamente la corte urbinate in qualità di segretario ed ambasciatore. Guidobaldo della Rovere gli concesse nel 1566 il titolo nobiliare. Amico di Bernardo e Torquato Tasso, compose numerose commedie in prosa e scrisse anche una Breve considerazione sulla commedia (1578). Tramite l’amico Dionigi Atanagi, anch’egli cagliese, il Pino ebbe modo di entrare in contatto con tutti i maggiori intellettuali dell’epoca. Fu con la messa in scena di una sua opera che nel 1585 si inaugurò la prima sala per spettacoli di Cagli, ricavata all’interno del Palazzo Comunale (cfr. G. Mangaroni Brancuti, Bernardino Pino, commediografo cagliese del secolo XVI, Cagli, 1897, passim).
Edit16,
CNCE37458. M. Bregoli Russo, Renaissance Italian Theater, Firenze, 1984,
nr.