
In
4to (cm 20); cartonato recente; pp. (16), 115, (1 bianca). Marca tipografica al
titolo. Ex-libris manoscritto coevo di un certo Francesco Barnio medico. Lievi
aloni nelle prime carte, ma ottima copia.
PRIMA
EDIZIONE IN ITALIANO dei primi dodici capitoli del primo libro della celebre
Bibliotheca selecta (1593). Questa parte dell’opera, che divenne la più
diffusa, apparve in prima edizione latina solamente nel 1604. La traduzione è
dello stesso Possevino, il quale riorganizzò la materia in cinquantasei
capitoli per facilitarne la lettura e il reperimento delle varie topiche (la
ridisposizione del primo capitolo della Bibliotheca selecta che l’autore compì
in questa occasione divenne definitivo e fu mantenuto anche per l’opera
maggiore a patire dalla seconda edizione del 1603). Il manoscritto fu affidato
dal Possevino a Mariano Lauretti, il quale lo pubblicò dedicandolo al barone
Oswal Tropp. Nel privilegio Possevino ricorda di aver concesso la licenza
editoriale dell’opera al tipografo vicentino Giorgio Greco (cfr. L. Balsamo, Venezia
e l’attività editoriale di Antonio Possevino (1553-1606), in “
La Bibliofilia
”, XCIII/1, Firenze, 1991, pp. 65-66 e 88).
Più
dettagliata e approfondita della Ratio studiorum gesuitica,
la Coltura
de gl’ingegni definisce con chiarezza gli obiettivi (sapienza e religione), i
mezzi (interni: sviluppo psicofisico; esterni: insegnanti, libri, esperienza) e
gli ostacoli di una corretta educazione (errori di metodo e corruzione dello
studente attraverso il peccato con conseguente diminuzione delle sue facoltà
intellettuali). Il libro discute quindi dei doni distrubuiti da Dio (in
proporzione alla capacità di ciascuno, ed in modo da tenerlo adeguatamente
impegnato), dei passaggi attraverso i quali si può risalire alle cose più
elevate, infine dei libri e delle istituzioni culturali, che sono strumenti
insieme di edificazione religiosa e promozione scientifica (cfr. A. Arcangeli, Postfazione,
in “A. Possevino, Coltura degl’ingegni”, Sala Bolognese, 1990, pp. 5-13).
Per
il conseguimento di una corretta educazione, il cui scopo principale è quello
di raggiungere la virtù cristiana, Possevino spiega quindi il curriculum
ideale, descrive numerosi collegi e università europee, soffermandosi in
particolare sui metodi d’insegnamento del Collegio Romano, discute di stampa,
vendita e conservazione dei libri, censura, ecc. (cfr. G. Fell, a cura di, Pädagogische
Schriften von Antonio Possevio, Freiburg i.Br., 1901, pp. 368-391).
Di
grande interesse sono anche i capitoli in cui Possevino spiega come gli
insegnanti debbano prendere in esame le diverse inclinazioni individuali degli
studenti, per sviluppare le loro capacità di apprendimento e far fruttare al
meglio i loro talenti. «Zu dem umfassenden Schrifttum, das jene
Bildungsauffassung in ihrer universalen Ausrichtung dokumentiert, gehört jener
erste Teil der Bibliotheca Selecta, den Possevino
1598 in
Vicenza in einer gesonderten Ausgabe unter dem Titel Coltura de gl’ingegni
erscheinen liess. Es geht darin umfassend um die “doni che ne gl’Ingegni
dell’huomo ha posto Iddio”. Diese
Wissensgaben, deren Mannigfaltigkeit und deren Ausrichtungen (“inclinationi”),
werden gemäss der Widmungsadresse von Mariano Lauretti als “Cosmo”
ganzheitlich gefasst. Wer sich mit diesem Kosmos befasst, entdeckt dessen ganzen
Reichtum, der sich als ein nobles “teatro” darstellt und dem die
“maraviglie chiuse nell’huomo” entsprechen. Der “intelletto”
und der “ingegno” halten diesen Reichtum zusammen. Sie sind dem Menschen
deshalb eingegeben, “per poter contemplare, et affaticarlo nelle speculazioni,
che poi ne servono all’operare con modi virtuosi”» (W. Oechslin, Architektur
als “Scienza speculativa”, in: “Architettura è scienza. Vincenzo
Scamozzi (1546-1616)”, Vicenza 2003, p. 23 e sgg.).
Antonio
Possevino, nato a Mantova da una famiglia di orefici, dopo aver ricevuto
un’educazione umanistica, divenne tutore di due principi Gonzaga, futuri
cardinali. Entrò nella Compagnia di Gesù nel 1559. Fra il 1573 e il
1577 a
Roma fu segretario del generale dell’ordine, Everard Mercurian. Gregorio XIII
lo inviò come nunzio apostolico in Svezia, per indurre alla conversione
Giovanni III che aveva mostrato inclinazioni verso il Cattolicesimo, quindi in
Polonia, Lituania, Moravia e Transilvania, dove contribuì all’edificazione di
seminari. Caduto in disgrazia presso papa Sisto V, fu esiliato a Padova, dove
passò gli ultimi anni della sua vita dedicandosi alla stesura di diverse opere
di carattere pedagogico e bibliografico. Nel 1574 cominciò
la Bibliotheca
selecta, la sua opera più importante, che fu completata solo dopo vent’anni
di ricerche e compilazioni. Dopo di essa si dedicò all’Apparatus sacer
(1603), bio-bibliografia di migliaia di autori ecclesiastici.
Edit16,
CNCE34701. A. de Backer-Ch. Sommervogel,
Bibliothèque de
la Compagnie
de Jésus, Liège, 1872, VI, col.
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Schüling, Bibliographie der psychologischen Literatur des 16. Jahrhunderts,
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1.600,00
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