In 8vo; pergamena floscia coeva, tagli colorati; pp. (8), 400, (8). Marca tipografica al titolo e ritratto a piena pagina del cardinal Hosius inciso in rame. Restauri marginali su quattro carte senza danno al testo, per il resto ottima copia genuina.

RARA PRIMA EDIZIONE di questa vasta biografia del cardinale e principe-vescovo di Ermland, Stanislaus Hosius (Stanislaw Hosz, 1504-1579). Nato da genitori tedeschi a Cracovia, si laureò presso la locale università nel 1520. Fervente umanista e ammiratore di Erasmo, da lui elogiato in numerosi componimenti, ottenne il patronato di Peter Tomicki, vescovo di Cracovia e vicecancelliere di Polonia, che lo assunse come segretario e gli fornì i mezzi per poter continuare gli studi di teologia e giurisprudenza a Padova e Bologna, dove ebbe come docenti Lazzaro Buonamico, Romolo Amaseo e Ugo Buoncompagni (il futuro papa Gregorio XIII). Tra i suoi compagni di studi ricordiamo invece Reginald Pole, Otto Truchsees di Waldburg e Crisoforo Madruzzo.

Dopo la laurea, nel 1534 fece ritorno a Cracovia, dove divenne dapprima segretario della cancelleria reale, quindi nel 1538 segretario personale del re Sigismondo II, dal quale ottenne anche vari benefici ecclesiastici. Nel 1549 Hosius fu infatti nominato vescovo di Culm e ricevette importanti incarichi diplomatici presso la corte del re Ferdinando a Praga e presso l’imperatore Carlo V a Bruxelles e Gand. Nel 1551 divenne vescovo di Ermland, posizione che gli permise di esercitare un ruolo importante nella politica del regno. Egli divenne soprattutto lo strenuo difensore dell’autorità papale e il principale promotore della Controriforma in Polonia. Al sinodo di Piotrkow (giugno 1551) Hosius riuscì a convincere i prelati polacchi a giurare sopra una confessione da lui stesso redatta, la Confessio fidei catholicae christiana (1553). Nel maggio del 1558, su richiesta di Paolo IV, si recò a Roma, dove ricevette l’incarico di consigliere per la ripresa delle attività del Concilio di Trento. Nel 1564 fece ritorno a Ermland e fondò a Brunsberg il primo collegio gesuitico della Polonia. Nel 1573 ricevette da Gregorio XIII il titolo di gran penitenziere.Attraverso la sua fitta corrispendenza Hosius ebbe un ruolo di primo piano nella difesa del Cattolicesimo, non solo in Polonia, ma anche in Germania e in Svezia. Morì a Capranica vicino Roma e fu sepolto nella Basilica di Santa Maria in Trastevere. Le sue opere furono stampate in un volume collettivo a Colonia nel 1584 (cfr. J. Lortz, Kardinal Stanislaus Hosius. Beiträge zur Erkenntnis der Persönlichkeit und des Werkes, Braunschweig, 1931, passim).

Stanislaus Rescius, nativo di Buk, studiò a Cracovia, Francoforte sull’Oder, Lipsia e Wittenberg. Nel 1560 entrò al servizio del cardinal Hosius, svolgendo le mansioni di segratario e accompagnandolo nei suoi numerosi viaggi in Italia. Nel 1579 andò in pellegrinaggio a Loreto ed ottenne un dottorato dall’università di Perugia. Dopo la morte di Hosius fu nominato rettore della chiesa di San Stanislao a Roma, dove ebbe modo di conoscere Montaigne durante il soggiorno romano di quest’ultimo. Nel 1583 fu richiamato in patria dal re Stefano Bathory, che lo elesse segretario reale e canonico della chiesa di S. Giovanni Battista a Varsavia. Quello stesso anno accompagnò il nipote del re Andrea Bathory che si recava a Roma per prendere il cardinalato. Al ritorno fecero tappa Milano, dove incontrarono Federico Borromeo. Nel 1586 il neoeletto re Sigismondo III lo nominò ambasciatore presso la Santa Sede, mentre nel 1592 lo mandò a Napoli, dove ebbe modo di conoscere Torquato Tasso e dove diede alle stampe il suo vasto epistolario (1594-’98). Il suo importante diario non vide invece la luce fino al 1915 (cfr. J.W. Wos, Stanislao Reszka, segretario del Card. S. Hozjusz e ambasciatore del re di Polonia a Roma e a Napoli, in: “Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa. Classe di lettere e filosofia”, s. III, VIII/1, 1978, pp. 187-202).

Adams, R-363. Edit16, CNCE 34429. € 1.400,00

 

 

 

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