In folio (cm 31); cartone originale con quattro nervi passanti; pp. (12), 148. Bel frontespizio architettonico (lo stesso usato per il Vitruvio di Venezia del 1584 e per l’Alberti di Venezia del 1568). Con oltre 150 figure in legno nel testo, spesso di grande formato. Antica nota di appartenenza al titolo in parte un po’ scolorita. Bellissimo esemplare intonso con barbe.
SECONDA EDIZIONE che contiene un piccolo trattatello sugli orologi solari di Bartolomeo Stramegioli (pp. 144-147), non presente nella prima edizione giolitina del 1590. Le figure, «intagliate in legno con infinito gusto» (Cicognara, nr. 641), sono le stesse della prima edizione, salvo alcune che furono intagliate nuovamente per l’occasione. Benché il Cicognara vanti la maggior freschezza di stampa della prima edizione, il nostro esemplare ha le figure così nitide e ben impresse che si stenta a credere che si possa trovare di meglio.
L’opera del Rusconi non è né una traduzione integrale né un commento sistematico del De architectura di Vitruvio. «Il testo dello scrittore antico è qui invece utilizzato come traccia e pretesto per sviluppare un’ampia operazione di commento grafico secondo modi interpretativi affatto differenti da quelli ormai affermati dall’ampia ed articolata esperienza cinquecentesca, se mai riconducibili alle manifestazioni postrinascimentali. Si deve però osservare…, che la grafica del Rusconi tende ad assumere atteggiamenti antipalladiani, pur essendo ovviamente influenzata dai modi del Palladio in alcune sue parti (per esempio libro III). In tal senso, mentre il testo non arreca nuovi contributi filologici o critici per Vitruvio ed anzi dimostra forse una tendenza all’esaurimento degli interessi ache avevano animato tutto il Cinquecento verso l’autore antico, l’apparato iconografico è meritevole della maggiore attenzione per il chiarimento che offre alla problematica del Manierismo» (L. Vagnetti-L. Marcucci, Per una coscienza vitruviana. Regesto cronologico e critico delle edizioni, delle traduzioni e delle ricerche più importanti sul trattato latino “De Architettura libri X” di Marco Vitruvio Pollione, in: “Studi e documenti di architettura”, n. 8 (2000 anni di Vitruvio), Firenze, settembre 1978, pp. 72-73, nr. 48).
G.A. Rusconi, fu architetto e pittore, oltreché scrittore, originario del Canton Ticino o di Como. Collaborò con il Palladio ed altri nel Palazzo Ducale di Venezia, proseguì l’opera del Sanmicheli in Palazzo Grimani e realizzò le prigioni di Venezia.
Vagnetti-Marcucci, op. cit., p. 95, nr. 60. Berlin Katalog, 2603. Riccardi, I, 2a, col. 403. Fowler, p. 227, nr. 281. ICCU, IT\ICCU\VIAE\000946. € 3.200,00