
In 8vo (cm 16); cartone recente; pp. 144. Ottima copia.
RARA PRIMA EDIZIONE. Salmon aveva trentotto anni quando, il 2 agosto del 1528, sposò la diciottenne Guilonne Boursault (Gelonis). L’evento fu celebrato con la pubblicazione del Carminum libellus. Il 14 giugno del 1550 Guilonne morì a Loudun. Il marito era assente e ricevette la notizia durante una cena in compagnia di Eustache du Bellay. Poco dopo Salmon decise di commemorare la moglie, dando alle stampe un tombeau poetico, al quale invitò a partecipare numerosi amici, tra i quali Jean Dorat, Joachim du Bellay e Antoinette Deloynes.
La raccolta è dedicata a Marguerite de France e si apre con una lunga ode all’amico Jean Moreau, segretario del cardinale Jean du Bellay, nel quale Salmon spiega cosa si aspettasse dalle Naeniae. La modernità dei suoi componimenti è stata recentemente sottolineata da Perrine Galand-Hallyn, che li ha messi a confronto con quelli scritti da Paul Eluard per la morte della moglie Nusch: «Macrin, comme Eluard, sont bien deux poètes ‘lyriques’ au sens moderne du terme: chacun d’eux donne à voir sa vérité intime, à travers le language qu’il s’est confectionné. Mais, contre toute attente, c’est peut-être du côté de Macrin, et non d’Eluard, que l’on trouve distillé par tout l’arsenal rhétorique et mythologique qui lui est si familier, l’expression la plus immédiate, la plus ‘naïve’, la plus pesante aussi sans doute, de la douleur. Le poète de Nusch est plus épuré, plus abstrait, en un sens plus artificiel» (Le ‘Jour en trop’ de Jean Salmon Macrin, in: “Devis d’amitié. Mélanges en l’honneur de Nicole Cazauran”, Paris, 2002, p. 542).
Jean Salmon, originario di Loudun nel Poitou, fu soprannominato Maigret o Macrin a causa della sua costituzione fisica. Studiò a Parigi sotto Jacques Lefèvre d’Etaples e Girolamo Aleandro. Amico di Germain de Brie e Guillaume Budé, nei primi anni godette della protezione del cardinale Antoine Bohier e, dopo la morte di quest’ultimo, della famiglia Robertet. Intorno al 1530 divenne un protégé di Guillaume e Jean Du Bellay, che gli fecero incontrare, in qualità di “valet-de-chambre”, il re Francesco I. La carriera poetica di Salmon, iniziata già sotto il regno di Luigi XII, si consolidò dopo la pubblicazione del sopracitato Carminum libellus (1528). Questa raccolta, ispirata ai modelli classici (Catullo e Orazio in particolare) e italiani come Marullo e Pontano, segna una profonda frattura con la tradizione lirica amorosa europea, in quanto Gelonis, la musa del poeta, non è una figura distante ed irragiungibile, ma una donna concreta che divide il letto con il poeta. Salmon esercitò una notevole influenza anche sulla poesia volgare, in particolare sui poeti della Pléïade. Joachim du Bellay, nei suoi Amores Faustinae, menziona Salmon tra i grandi poeti contemporanei, insieme a Pontano, Sannazzaro, Marullo, Bèze, Pontus de Tyard e Baïf (cfr. I.D. McFarlane, Jean Salmon Macrin, in: “Bibliothèque d’Humanisme et Renaissance”, XXI, 1959, pp. 55-84, 311-349).
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