
In 4to (cm. 23 ca.); pergamena floscia coeva (consunta, porzioni del dorso restaurate); cc. 226. Capilettera e testate incise. Note manoscritte coeve a margine. Esemplare con vari difetti dovuti ad un contatto prolungato con l’umidità, ma estremamente genuino, a pieni margini, nella sua prima legatura e con la carta ancora crocchiante.
RARA EDIZIONE ORIGINALE della prima delle tre opere botaniche dello Scaligero, dedicata a Gabriele Minuzio. «The creative approach in classical thought is manifest in Scaliger’s writings on botany. Scaliger thought to advance botany and simples by his admirable editions of three ancient treatises: the De plantis of pseudo-Aristotle (Nicolaus Damascenus) and the two works of Theophrastus on plants. The dedication of the pseudo-Aristotelian treatise remarks that seasonal and regional variations make it difficult to identify European plants with classical descriptions, many of the regional variations also being vague or erroneous. Scaliger tried to effect a new and more consistent classification of plants, but feared that ignorant physicians would continue to adhere to the older descriptions. Elsewhere he remarked: “It is necessary to submit everything to examination and not to embrace anything with servile adulation. The ancients must not pull a brake on us”» (DSB, XII, p. 135).
L’opera venne ristampata nel 1566 a Ginevra dal Crespin insieme al commento al De causis plantarum di Teofrasto e di nuovo nel 1598 a Marburg. Il commento al De historia plantarum di Teofrasto apparve invece nel 1584.
Lo Scaligero nacque probabilmente a Padova o come alcuni ritengono a Riva. Il suo vero nome era Giulio Bordoni, essendo figlio del cartografo Benedetto Bordoni e non discendente, come egli amava far credere, della famiglia veronese dei Della Scala (cfr. M. Billanovich, Benedetto Bordon e Giulio Cesare Scaligero, in “Italia medievale e umanistica”, 11, 1968, pp. 187-256). Studiò a Venezia e a Padova, dedicandosi alle lettere e alla medicina. Nel 1524 seguì ad Agen, in qualità di medico personale, Antonio della Rovere, che era stato nominato vescovo della città. Si fece in breve tempo notare anche in Francia, attaccando duramente prima Erasmo riguardo lo stile ciceroniano, quindi Cardano in uno scritto contro il De sublimitate di quest’ultimo. Nel 1538 fu invitato a presentarsi davanti all’Inquisizione in quanto sospettato di idee eretiche.
«Rese un servigio importante alla botanica, facendo vedere la necessità di abbandonare la classificazione delle piante fondata sulle loro proprietà, e di adottarne una derivata dalle loro forme e dai loro caratteri distinti. Aveva formato una erbario delle piante della Guienna e dei Pirenei; e suo figlio afferma che ne faceva venire con grande spesa dai paesi stranieri, e che le dipingeva con colori vivi; ma tralasciò quel lavoro dopo di aver veduto l’opera di Fuchs De natura stirpium» (G. Vedova, Bibliografia degli scrittori padovani, Padova, 1836, II, pp. 240-248).
M. Magnien, Bibliographie Scaligérienne, in “Acta Scaligeriana”, Agen, 1986, p. 301. C. Lohr, Latin Aristotle Commentaries, II Renaissance Authors, Firenze, 1988, p. 408, nr. 1. Adams, S-587. Pritzel, 8088. € 900,00