
In 4to (cm 18); bella pergamena recente con tassello e titolo in oro al dorso; cc. (53), (1 bianca). Piccolo restauro al margine inferiore bianco di alcune carte, piccoli timbri di biblioteca su alcune pagine, per il resto ottima copia marginosa.
RARA EDIZIONE ORIGINALE ben completa dell’ultima carta, spesso mancante, che contiene l’errata ed una lettera del Minuziano, indirizzata al dedicatario dell’opera, Giovanni da Tolentino, riguardante la correttezza dell’edizione stampata da suo genero L. Vegio.Nella dedica dello Spagnoli allo stesso Giovanni da Tolentino l’autore narra brevemente le vicende della stesura dell’opera. Il Tolentinum è un poemetto in versi ambientato nelle Marche, che contiene la descrizione di diverse località (Ancona, Recanati, Pesaro, Fermo, Macerata, Tolentino), racconta le origine mitologiche del Piceno e accenna più volte ad eventi della storia contemporanea.
Alla fine del volume vi è un componimento di cira nove pagine di Lancino Curti, sempre indirizzato a Giovanni da Tolentino, in cui si tessono le lodi dello Spagnoli e delle sue opere e si espongono con tono accorato eventi recenti della storia italiana.
G.B. Spagnoli, poeta carmelitano nato a Mantova da padre spagnolo, studiò grammatica sotto G. Tifernate e filosofia a Pavia sotto P. Bagelardi. Dopo alcuni anni di cattive frequentazioni e accuse di usura e calunnia entrò nell’ordine dei Carmelitani, biasimando nel De vita beata, la sua prima pubblicazione, i suoi precedenti errori di gioventù. Entrato nelle grazie del duca di Mantova, fu incaricato dell’educazione dei giovani rampolli di casa Gonzaga. Nel 1513 fu nominato generale dell’ordine. Considerato dai suoi contemporanei come un novello Virgilio, nel 1885 fu beatificato (cfr. W. Zabughin, Un beato poeta, Roma, 1918, passim).
L. Curti, milanese, si formò nelle lettere classiche sotto Giorgio Merula. Legato al cenacolo umanistico sorto alla corte di Lodovico il Moro, dove fu anche Leonardo, strinse amicizia con poeti neolatini e storici come P. Piatti, A. Fregoso, P. Sassi e B. Corio. Poeta lui stesso, la sua produzione fu raccolta e data alle stampe postuma dal nipote G. della Chiesa nel 1521 (cfr. F. Malaguzzi Valeri, La corte di Lodovico il Moro, Milano, 1913-’23, IV, pp. 154-157).
Su Giovanni da Tolentino (m. 1525), frate agostiniano, vedi D.A. Perini, Bibliographia augustiniana cum notis biographicis. Scriptores Itali, Firenze, 1929-’37, IV, 13.
Edit16, CNCE 41119. BMSTCItalian, p. 635. Index Aureliensis, 112.478. Biblioteca Nazionale Braidense, Le edizioni del XVI secolo, II-Edizioni milanesi, Milano, 1984, p. 136, nr. 1392. G. Bologna a cura di, Le Cinquecentine della Biblioteca Trivulziana, I Le edizioni milanesi, Milano, 1965, p. 161, nr. 444. E. Sandal, Editori e tipografi a Milano nel Cinquecento, Baden-Baden, 1979, II, p. 35, nr. 195.€ 2.900,00