
In 4to; senza legatura (conservato in una scatola di tela); cc. (12, di cui l’ultima bianca). Titolo entro bordura ornamentale. Minime bruniture, ma ottima copia.
RARISSIMA PRIMA EDIZIONE del primissimo trattato che affronta, da un punto di vista medico, gli effetti dell’intossicazione alcolica sul corpo umano. La dissertazione, che era già stata pubblicata in latino all’interno dell’opera Decreta aliquot medicae quae in disquisitionem publicam proponetur (luglio 1531), fu tradotta in tedesco subito dopo dall’umanista Georg Spalatin (cfr. H. Volz, Bibliographie der im 16. Jahrhundert erschienen Schriften Georg Spalatins, in: “Zeitschrift für Bibliothekswesen und Bibliographie”, 5/1958, nr. 31).
Come risulta dai resoconti dei molti viaggiatori che visitarono la Germania durante il Cinquecento (tra questi spiccano ovviamente i nomi di Erasmus, Henri Estienne e Montaigne) e dal proliferare di quel genere di letteratura chiamato Trinkliteratur, il flagello dell’alcolismo e dell’ubriachezza costituiva un problema molto serio in tutte le città tedesche, tanto che predicatori, umanisti e autorità municipali si adoperarono con ogni mezzo per porvi rimedio, dando vita a quella che può essere definita la prima campagna europea a favore della temperanza. I medici medievali si erano maggiormente dedicati ad elencare i pregi curativi del vino, piuttosto che ad analizzarne l’abuso e le sue conseguenze sulla salute. Fu solo con il Cinquecento che i medici cominciarono ad interessarsi al problema dell’intossicazione alcolica e a considerarla una vera e propria malattia (anche se non nell’accezione moderna di dipendenza). Il merito di questa dissertazione dello Stromer risiede nel fatto che in essa egli per primo affrontò il tema non più da un punto di vista morale o teologico, ma esclusivamente da una visuale medico-scientifica.
Secondo Stromer, l’ubriachezza deriva da un uso superfluo e improprio del vino e rappresenta una deliberata sciocchezza. Inoltre, da un punto di vista fisiologico, essa è una vera e propria malattia («ein kranckheit ist des haubts, des gehirns und der adern, die vom gehirn wachssen, Sey auch ein ursach des haubts wehthumbs, des zitterns, des schlags der lehme, der hinfallenden krankheit, des krampffs, der podagra und zipperlens jn beinen, des zipperlens jnn henden, der kröten, und dazu eines solchen alders und tods, die da komen fur rechter natürlicher zeit», carta A3v) (cfr. H. Spode, The first step toward sobriety: the ‘Boozing Devil’ in sixteenth-century Germany, in: “Contemporary Drug Problems”, Fall/1994, pp. 459-460).
Heinrich Stromer si laureò all’università di Lipsia nel 1501 e cominciò subito ad insegnare. Nel 1511 si laureò in medicina, divenendo in breve tempo un medico molto rispettato e ricercato. Chiesero i suoi consigli il duca Giorgio di Sassonia, l’elettore Federico di Sassonia, l’elettore Gioachino di Brandeburgo e Alberto di Brandeburgo, arcivescovo di Magonza, a cui Stromer dedicò il suo trattato sulla peste. Nel 1516 egli divenne professore di patologia a Lipsia. A questo periodo risale anche la sua amicizia con Petrus Mosellanus, Erasmus, Ulrich von Hutten, Willibald Pirckheimer, Gregor Kopp e Wolfgang Capito. Presente alla disputa di Lipsia, fu molto impressionato dalle argomentazioni di Lutero. Nel 1520 diventò membro del consiglio cittadino di Lipsia e dal 1523 fu fatto preside della facoltà di medicina. A lui si deve l’introduzione dell’insegnamento dell’anatomia in quell’università. Grazie alle buone entrate di cui godeva, tra il 1520 e il 1523 egli fece costruire il Auerbachhof, all’interno del quale vi era anche una taverna da lui gestita, la Auerbach Keller, resa famosa dalla celebre scena del Faust di Goethe in essa ambientata. Intorno al 1538 un terzo del vino venduto a Lipsia proveniva dalla sua cantina. Nel 1539, quando, alla morte del duca Giorgio, la Riforma entrò in Sassonia, Lutero giunse a Lispia e fu ospitato dallo stesso Stromer. Questi morì il giorno 26 novembre del 1542, dopo aver scrupolosamente provveduto a dividere la propria eredità tra i suoi due figli e le sue sei figlie (cfr. T. Reich, Zwischen Pest und Humanismus. Der Arzt und Weinwirt Heinrich Stromer von Auerbach, in: “Leipziger Blätter”, 36, 2000, pp. 28-30).
VD16, S- 9711. Durling 4268. € 4.400,00