In folio (cm 29,4x20); legatura moderna in piena pergamena floscia con titolo manoscritto al dorso; cc. (4), pp. 115, (1) con 2 cc. fuori paginazione inserite fra le pp. 88-89. Bel frontespizio architettonico con le armi del dedicatario dell’opera e 42 TAVOLE a piena pagina. Sul titolo piccola abrasione in parte bianca, due minuscoli rifacimenti sul margine esterno e inferiore del medesimo eseguiti con grande abilità, forellino rotondo di tarlo quasi invisibile che attraversa tutto il volume, a parte ciò OTTIMA COPIA di grande freschezza e dagli ampi margini. L’esemplare si raccomanda poi per l’impressione nitida e la perfetta inchiostratura delle tavole.

PRIMA EDIZIONE, dedicata dall’editore a Rainuccio Gambara, di uno dei grandi classici tra i libri di macchine del tardo Rinascimento italiano. Insieme al Branca, al Ramelli, al Veranzio, al Biringuccio, al Cardano, Zonca rappresenta uno degli esponenti di spicco di quella che da A.P. Usher (A History of Mechanical Inventions, New York, 1929) è stata definita la «scuola degli ingegneri italiani», tutti in qualche modo debitori, direttamente o indirettamente, dell’opera di Leonardo. Con essi lo Zonca condivide la superba qualità e la quantità copiosa delle figure, lo scopo pratico di informare artigiani e ingegneri dello sviluppo delle nuove tecnologie, la ricerca di nuove sorgenti di energia e, non da ultimo, il desiderio filantropico di alleggerire e semplificare il lavoro umano.

 

 

Tutte le macchine sono illustrate e descritte minuziosamente. Di particolare interesse sono quelle che riguardano la lavorazione delle seta e degli altri tessuti e quelle che riguardano la stampa. L’opera include anche la prima rappresentazione conosciuta di un follone, ossia della macchina utilizzata per la follatura di feltri e tessuti, che talvolta veniva utilizzata come una sorta di lavatrice ante litteram del villaggio (cfr. U. Forti, Storia della tecnica dal Medioevo al Rinascimento, Firenze, 1957, pp. 154-155).

Della figura a pagina 94 (Cartiera overo pistogio che pesta le strazze per far la carta) D. Hunter (Papermaking through eighteen centuries, New York, 1930, p. 167) dice essere «the first illustration of a stamping mill».

Di interesse culinario invece la tavola intitolata Machina da voltar spiedi per cuocer vivande (cfr. Arte della cucina e alimentazione nelle opere a stampa della Biblioteca Nazionale Marciana dal XV al XIX secolo, Roma, 1987, p. 285, nr. 1714).

Alcune figure riportano il monogramma FV, che sta per Francesco Valesio, altre il monogramma Ben W sc, ossia Benjamin Wright, altre ancora un non identificato AH o AHI o AI (cfr. G.K. Nagler, Die Monogrammisten, II, nr. 2535 e I, nr. 1792).

Poco si sa della vita dello Zonca, architetto ed ingegnere padovano (cfr. G. Vedova, Biografia degli scrittori padovani, Padova, 1836, II, p. 454).

L’editore, Pietro Bertelli, era attivo in Veneto in quegl’anni sia come tipografo che come incisore (cfr. Bénézit, I 689). L’opera godette di grande fortuna, venendo ristampata per ben 4 volte nella prima metà del XVII secolo.

Riccardi, I 667. Ron Moshe, Bibliotheca tinctoria: annotated catalog of the Sidney M. Edelstein collection, Gerusalemme, 1991, 1132. Cicognara, 970. BL 17th cent. Italian books, p. 979. € 9.500,00

 

 

 

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