Le bizzarre, faconde, et ingeniose rime pescatorie, nelle quali si contengono sonetti, stanze, capitoli, madrigali, epitaphij, disperate, e canzoni. Et il commento di due sonetti del Petrarcha, in antiqua materna lingua per m. Andrea Calmo.
| Autore | CALMO, Andrea (ca. 1510-1571) |
| Tipografo | [Vincenzo Valgrisi per] Giovanni Battista Bertacagno [e Bartolomeo Turrato] |
| Dati tipografici | Venezia, 1553 |
| Prezzo | 7800 € |

(legato con:)
EIUSDEM. Le giocose moderne et facetissime egloghe pastorali, sotto bellissimi concetti, in nuovo sdrucciolo, in lingua materna, per m. Andrea Calmo. Venezia, [Vincenzo Valgrisi per] Giovanni Battista Bertacagno [e Bartolomeo Turrato], 1553.
(legato con:)
La Fiorina comedia facetissima, giocosa, et piena di piacevole allegrezza. Nuovamente data in luce, per m. Andrea Calmo. Venezia, [Vincenzo Valgrisi per] Giovanni Battista Bertacagno [e Bartolomeo Turrato], 1553.
Tre opere in un volume in 8vo (cm 15,5); bella legatura dell’Ottocento in marocchino biondo con filetti dorati sui piatti, dorso a cinque nervetti con fregi e titolo in oro, tagli dorati, risguardi in carta blu (C. Hering) (lieve macchia al piatto posteriore); pp. 104 + pp. 119, (1) + pp. 30 (manca l’ultima carta bianca). Marche tipografiche sui titoli (anche in fine nel caso delle Egloghe). Ottima copia proveniente dalla collezione Thomas Gaisford (bel ex-libris inciso), Giuseppe Martini (sua scheda manoscritta incollata al risguardo anteriore libero) e Sergio Colombi (ex-libris).
PRIME EDIZIONI di queste tre fortunate opere che furono stampate da Vincenzo Valgrisi per gli editori-librai Giovanni Battista Bertacagno e Bartolomeo Turrato. Mentre il nome del primo è espressamente indicato sul titolo e nel colophon di tutte e tre le opere e la sua marca (Mosé sul monte Sinai riceve dalle mani di Dio le tavole della legge) è riprodotta sul frontespizio delle Egloghe, del Turrato non figura il nome, ma solo la marca tipografica (un sole con volto di fanciullo).
Le Rime pescatorie, dedicate dal Calmo a Brandolino della Valle Marin, figlio del conte Guido, costituiscono un vero e proprio canzoniere parodico, in cui l’autore si cimenta con vari metri e sperimenta nuovi generi come gli epitaffi scherzosi (v. A. Calmo, Le bizzarre, faconde et ingegnose rime pescatorie, testo critico e commento a cura di G. Belloni, Venezia, 2003, passim).
Le Egloghe, dedicate a Gabriele Gradenigo, sono quattro farse giocose in endecasillabi sciolti in cui diverse persone parlano in vari dialetti (veneziano, bergamasco, padovano e italiano dei Dalmati); in quanto tali possono essere considerate come un primo tentativo di pastorale drammatica.
La Fiorina, dedicata dall’editore Bertacagno a Giovanni Raini, è una commedia in tre atti in prosa dialettale tratta dall’analoga pièce del Ruzzante. «Scarsely less famous than Ruzzante was the Venetian comic actor and playwright Andrea Calmo, who produced a number of eclogues, comedies, and farces. Ruzzante had used the Paduan dialect in his plays. Calmo went much further; in fact, ha ran riot in dialects, Venetian, Paduan, Bergamask, Dalmatian, Greco-Venetian, and others… The Fiorina is a peasant farce in three acts. The scene is the countryside. All the characters use some kind of dialect, including Coccolin, an educated Venetian who if fond of interlarding his discourse with a little Latin» (M.T. Herrick, Italian Comedies in the Renaissance, Urbana-London, 1966, pp. 55-56).
«The theatrical contributions of Andrea Calmo mark a crossroads in the development of cinquecento Italian comedy toward the gradual diminution of textual values in favor of the mise-en-scène. As a precursor to the actor-centered Commedia dell’arte, Calmo innovated procedures that increased the range of performance choices for the actor, while placing new emphasis upon each component of the performance text. Unlike Calmo’s predecessors and contemporaries, who considered the text as object to be of primary concern in performance, Calmo focused upon the subjective response of the spectator (audience reaction). In this sense, Calmo’s aesthetic was similar to the spectator-orientated Mannerist painters of the cinquecento, whose frescoes of gestural frenzy and furious action mirrored the restive spirit of the times. Proceeding by trial and error, Calmo developed a way of thinking which considered the performance as an entire system, capable of adjusting itself to changing conditions. Calmo’s pragmatic yet imaginative approach, deviated from the established litany of prescribed renaissance conventions, thus seeding the notion of mente teatrale (theatrical mind). Eventually, the resultant move from the tradition of humanae letterae to the mente teatrale culminated in the Golden Age of the Commedia dell’arte, a period between 1575-1625, during which the itinerant compagnie achieved great success throughout the courts and cities of Europe. While many theatre historians consider the Commedia dell’arte’s commercial success and international appeal as giving birth to the modern professional theatre, it was Calmo who initiated the thinking, functional response that made this phenomenon possible. Calmo realized the mente teatrale as a spatial metaphor which anticipated a priori the actualization of the performance text in space and time..» (P.C. Castagno, ‘Mente teatrale’: Andrea Calmo and the Victory of the Performance Text in Cinquecento Commedia, in: “Journal of Dramatic Theory and Criticism”, Spring 1994, p. 37).
Poco si sa della vita di Andrea Calmo e quel poco lo si ricava soprattutto dal suo ricchissimo epistolario, che apparve a stampa in quattro parti fra il 1547 e il 1566. Figlio di artigiani, attore, commediografo e poeta, egli raccolse l’eredità del Ruzzante e divenne l’esponente di spicco di un teatro poliglotta che nella Venezia di metà Cinquecento attirava pubblico di diverse estrazioni sociali. Le sue commedie al limite della farsa, ossia Las Spagnolas (1549), Saltuzza (1551), La potione (1552), La Rodiana (1553), La Fiorina (1553) e Travaglia (1556), sono oggi considerate come delle antesignane della Commedia dell’arte. Calmo stesso interpretò vari ruoli teatrali, tra cui quello di Pantalone. Abile musicista, egli si inserì anche nella grande tradizione rinascimentale degli improvvisatori. Inoltre alcune delle sue composizioni furono messe in musica da Lodovico Agostini (Musica sopra le rime bizzarre di M. Andrea Calmo, et altri autori, 1567) (cfr. L. Zorzi, Andrea Calmo, in: “D.B.I.”, XVI, 1973, pp. 775-781; inoltre P. Vescovo, ‘Sier Andrea Calmo’. Nuovi documenti e proposte, in: “Quaderni Veneti”, 2, 1985, pp. 25-47).
«Lungi dall’essere un epigono del Beolco, il Calmo mirò dunque a servirsi del dialetto in funzione parodistica della letteratura ufficiale: parodia del Petrarca e dei suoi imitatori e commentatori nelle Rime; parodia della versificazione bucolica nelle Egloghe; parodia dell’epistolografia imperante nelle Lettere; parodia di celebrati autori teatrali in alcune delle commedie» (G. Da Pozzo, a cura di, Storia della letteratura italiana. Il Cinquecento, Padova, 2007, I, p. 604).
Edit16, CNCE8533, CNCE8535, CNCE8534; D. Rhodes, Silent Printers. Anonymous Printing at Venice in the Sixteenth Century, London, 1995, C4, C5, C6; B. Gamba, Serie degli scritti impressi in dialetto veneziano, Venezia-Roma, 1959, pp. 70-72; Index Aureliensis, 129.624, 625, 626; N. Vianello, Per un’edizione delle opere di Andrea Calmo: saggio di bibliografia, in: “Letteratura e critica: studi in onore di Natalino Sapegno”, Roma, 1976, III, pp. 235, 231, 234, Bregoli Russo, nr. 130 (Fiorina); Clubb, nr. 218 (Fiorina) e nr. 222 (Egloghe); G. Belloni, Per il testo delle ‘Bizzarre rime’ del Calmo, in: “ Studi di filologia italiana”, XXXVI, 1978, p. 421.
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