Les nouvelle récréations et joyeux devis.
| Autore | DES PÉRIERS, Bonaventure (ca. 1510-1544) |
| Tipografo | Robert Granjon |
| Dati tipografici | Lyon, 1558 |
| Prezzo | 18000 € |

«LE TALENT LE PLUS NAÏF, LE PLUS ORIGINAL ET LE PLUS PIQUANT DE SON ÉPOQUE» (CHARLES NODIER) - STAMPATO IN CIVILTÉ
In 4to (cm 18,5); legatura di fine Ottocento in marocchino rosso con grande fregio dorato sui piatti, dorso a cinque nervi con fleurons e titolo in oro, dentelles interne, risguardi in carta marmorizzata, tagli dorati (Trautz-Bauzonnet); cc. (6), CVII, (1). Marca tipografia al titolo. Insignificanti restauri marginali al frontespizio, ma ottimo esemplare reglé appartenuto a H. Bordes (cat. 1902, nr. 146) e al Compte de Lignerolles (cat. I, 1894, nr. 1875).
RARA PRIMA EDIZIONE di questa celebre collezione di novelle, certamente la più importante nella storia della letteratura francese del Rinascimento dopo l’Heptaméron di Marguerite de Navarre.
L’opera, composta da novanta brevi racconti, apparve postuma per le cure di Jacques Peletier du Mans e Nicolas Denisot. In parte ispirata alle Facetiae di Poggio Bracciolini, a Boccaccio e alle Cent Nouvelles nouvelles, essa contiene tuttavia per la maggior parte storie di nuova invenzione, per lo più ambientate nelle regioni dell’Orléanais, del Maine, dell’Anjou e del Poitou, ma anche anche a Parigi negli ambienti di corte.
Le novelle sono molto brevi (mediamente circa tre pagine), ma molto ben raccontate. Non vi sono digressioni, né spiegazioni moraleggianti: le storie hanno il solo scopo di intrattenere e divertire (cfr. L. Sozzi, Les contes de Bonaventure Des Périers, Genève, 1998, pp. 87-95).
Nel dicembre del 1557 Robert Granjon ottenne un privilegio reale (qui riprodotto unitamente a quello dell’opera) per i nuovi caratteri da lui disegnati e fusi, che inizialmente vennero chiamati lettre fançoise d’art de main, perché ispirati alla lettre courante, una scrittura calligrafica corsiva molto diffusa in Francia.
Nati con un intento dichiaratamente patriottico, i nuovi caratteri furono utilizzati per la prima volta nel 1557 per la versione francese del Dialogue de la vie et de la mort di Innocenzo Ringhieri e vennero successivamente ribattezzati civilité dal titolo di una delle prime opere stampate con essi, ossia la Civilité puérile (1558), un’adattamento francese del De civilitate morum puerilium di Erasmo.
«Of the books printed in this style the Joyeux Devis of Des Périers has by far the greatest reputation as literature, both for its own sake and for the influence of the author upon Rabelais. It is a collection of comic stories left unprinted at the author’s death in 1544 and prepared for the press, so the preface tells us, by ‘a certain virtuous person’, supposedly Jaques Peletier… These books [printed in civilité] have been the quarry of great collectors, and they are worthy of their notoriety in the history of printing. Granjon set and printed them beautifully. Up to a point they reproduce the delightful patterns and rhythms of expert handwriting, a combination of neatness and verve needing only Granjon’s admirable title-pages and fluent big initials to make ornamental books» (H. Carter-H.D.L. Vervliet, Civilité types, Oxfrod, 1966, p. 20).
Les nouvelles récréations vennero ristampate a Lione da Guillaume Rouillé nel 1561, in quanto nel frattempo Granjon gli aveva ceduto il privilegio dell’opera, ma non quello del carattere (cfr. J.W. Hassel, The French Editions of Des Périers’ Tales: a Bibliographical Study, in: “Kentucky Romance Quarterly”, 12, 1975, pp. 186-201).
Bonaventure Des Périers nacque in Borgogna vicino Beaune. Pupillo dell’abbate di Saint-Martin, Robert Hurault, che era stato in precedenza tutore di Margurite de Navarre, egli si avvicinò alle idee riformate. Prese parte alla realizzazione della Bibbia di Olivétan e, successivamente, lavorò per alcuni mesi nella bottega di Estienne Dolet. Nel 1536 entrò al servizio della Regina di Navarra come valet de chambre. Ma due anni dopo, in seguito alla pubblicazione del pamphlet antireligioso Cymbalum mundi, Marguerite fu costretta ad allontanarlo dalla sua corte, pur continuando ad aiutarlo segretamente. Negli anni successivi condusse una vita raminga, cominciando a manifestare i primi sintomi di squilibrio psichico. Come riferisce Henri Estienne (Apologie pour Hérodote, 1566), Des Périers si tolse la vita nell’agosto del 1544. Nello stesso anno Antoine du Moulin pubblicò alcuni suoi scritti sotto il titolo di Oeuvres (cfr. M.C. Smith, A Sixteenth-Century Anti-Theist, in: “Bibliothèque d’Humanisme et Renaissance”, LII, 3, 19, pp. 596-597).
Cioranesco, 7715. Tchemerzine, 858. Baudrier, II, 60. Carter-Vervliet, nr. 5.
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