Dei Sepolcri carme di Ugo Foscolo.
| Autore | FOSCOLO, Ugo (1778-1827) |
| Tipografo | Nicolò Bettoni |
| Dati tipografici | Brescia, 1807 |
| Prezzo | 9800 € |
In 4to grande (cm 32x22,5); legatura di fine Ottocento in piena pergamena rigida con titolo in oro al dorso; pp. 29, (3). Tra i fogli di guardia anteriori è legato un doppio foglio a stampa del Comitato Centrale per il Monumento a Ugo Foscolo in Santa Croce (in data 22 aprile 1887) con l’invito all’adesione e la scheda di sottoscrizione numerata a penna 54. Rifacimento nell’angolo superiore esterno del frontespizio e dell’angolo inferiore esterno dell’ultima carta ben lontano dal testo, lievi fioriture marginali, ma nel complesso bella copia a pieni margini stampata su carta ‘soprafina’.
RARA PRIMA EDIZIONE. L’idea di comporre un carme sui sepolcri nacque in Foscolo da un colloquio da lui avuto su questo argomento con Isabella Teotochi Albrizzi ed Ippolito Pindemente nel 1806. Terminata la stesura negli ultimi mesi dell’anno (Vincenzo Monti, primo sicuro lettore del componimento, espresse le sue impressioni nel gennaio del 1807), nel dicembre Foscolo prendeva i primi contatti con il tipografo bresciano Nicolò Bettoni. Era sua ambizione quella di offrire ai lettori un’opera impressa in una sontuosa veste tipografica. Foscolo, che adorava i libri ben stampati, dopo la bella edizione della sua Chioma di Berenice (1803), non era più riuscito a far stampare con raffinatezza una qualche sua opera, nonostante si fosse persino spinto a contattare il grande Giambattista Bodoni, il quale proprio nel 1806 aveva prodotto contemporaneamente ben quattro edizioni, in diverso formato, del Bardo della Selva Nera dell’amico Vincenzo Monti.
Grazie a quest’ultimo, Foscolo apprese che il tipografo Nicolò Bettoni aveva da poco tempo cominciato ad utilizzare la finissima carta ‘velina’ (particolarmente apprezzata per il suo nitore e per l’uniformità della sua trama priva dei segni prodotti da filoni e vergelle), già da tempo in uso in Francia, ma che in Italia aveva raggiunto per la prima volta un certo grado di perfezione solamente in quegl’anni presso la cartiera di Toscolano, sul lago di Garda, dei fratelli Andreoli. Monti, infatti, apprezzata la qualità della nuova carta, si era subito affrettato a commissionare a Bettoni una ristampa in velina del Bardo della Selva Nera, nonché la prima edizione di un suo nuovo poemetto, La spada di Federico II Re di Prussia.
Bettoni e Foscolo trovarono quindi un accordo commerciale, in cui il tipografo accettava di assumersi tutti gli oneri economici dell’operazione, compreso quello di pagare l’autore secondo quanto previsto dalla legge del 19 Fiorile anno IX sui diritti d’autore. L’accordo prevedeva altresì la stampa in sontuosa veste editoriale di due opere foscoliane, i Sepolcri appunto e l’Esperimento di traduzione della Iliade d’Omero. Fra l’altro, essendo stato istituito il 17 luglio 1806 il nuovo Ufficio della libertà di stampa e per i tipografi, Foscolo ebbe modo di avviare la stampa senza essere costretto a presentare preventivamente il manoscritto delle due opere al censore per la revisione.
I Sepolcri uscirono nella primavera del 1807 in un numero limitatissimo di copie in un solo formato, il quarto grande, e due tipi di carta: la più sontuosa ‘velina’ e la meno costosa, ma comunque pregiata ‘soprafina’ (la sopravvivenza di alcuni esemplari su carta comune si spiega forse considerandoli come copie di prova). Foscolo, trasferitosi a Brescia dopo aver ricevuto le bozze a Milano, seguì personalmente le operazioni di stampa, recandosi quotidianamente presso la tipografia e continuando ad apportare piccole modifiche e correzioni sino a che gli fu consentito dai torchi di Bettoni.
Un certo numero di esemplari venne donato agli amici, come l’Albrizzi, il Monti e il Pindomente, e a persone di particolare riguardo, come Francesco Maria Augusto Caffarelli, ministro della guerra (la sua è l’unica copia a noi nota che rechi un invio a stampa), Saverio Bettinelli e Giambattista Bodoni. Nel frattempo i Sepolcri vennero messi in vendita e la distribuzione affidata ai librai-editori milanesi Pirotta e Maspero.
Da una recensione del carme, apparsa nel numero di ottobre del “Giornale Bibliografico Universale”, si apprende che gli esemplari in carta ‘soprafina’ costavano 4 lire milanesi, mentre per quelli in velina ne erano necessarie 6. Cifre piuttosto elevate che determinarono scarse vendite, tant’è che Bettoni, ancora nel 1810, si lamentava delle molte copie che aveva in giacenza nel suo magazzino. Per di più, già dall’ottobre del 1807, era disponibile una ristampa fiorentina dei Sepolcri assai meno elegante, ma che permetteva di leggere l’opera spendendo un solo paolo (cfr. G. Biancardi, Dalla composizione alla prima edizione, in: “U. Foscolo, Dei Sepolcri carme”, edizione critica a cura di G. Biancardi e A. Cadioli, Milano, 2010, pp. XV-LIII).
A. Ottolini, Bibliografia foscoliana, Venezia, 1928, 119; Foscolo, op. cit., 2010, pp. CIX-CXVI, nr. 1.
LIBRI IN EVIDENZA
Autore: BOTERO, Giovanni (1544-1617)Tipografo: Giovanni e Giovanni Paolo Giolito de’ Ferrari
Dati tipografici: Venezia, 1589
Autore: SCRIPTORES REI RUSTICAETipografo: Francesco Mazzali
Dati tipografici: Reggio Emilia, 1499 20 novembre
Tipografo: Jean de Tournes
Dati tipografici: Lyon, 1546
NOTIZIE IN EVIDENZA
ISCRIZIONE NEWSLETTER
I classici che hanno fatto l'Italia
Nato dal confronto con un celebre testo degli anni Sessanta, il Printing and the Mind of Man, in cui sono descritte più di quattrocento opere a stampa che hanno segnato la storia dell’uomo in tutti i principali campi del sapere, I classici che hanno fatto l’Italia si propone come una sorta di biblioteca ideale di soli autori italiani (per nascita o di adozione), ma nello stesso tempo ambisce ad illustrare la storia della nostra cultura, dal Duecento ad oggi, attraverso una selezione di opere e di edizioni.



