Die Menschenerziehung, die Erziehungs-, Unterrichts- und Lehrkunst, angestrebt in der allgemeinen deutschen Erziehungsanstalt zu Keilhau; dargestellt von dem Stifter, Begrunder und Vorsteher desselben Friedrich Wilhelm August Fröbel. Erster Band. Bis zum begonnen Knabenalter [tutto il pubblicato].

Autore FRÖBEL, Friedrich Wilhelm August (1782-1852)
Tipografo Verlag der allgemeinen deutschen Erziehungsanstalt; Leipzig, in Commission bey A. Wienbrack (Rudolstadt, gedruckt in der Fröbel’schen Hofbuchdruckerei)
Dati tipografici Keilhau, 1826
Prezzo 5000 €

In 8vo (cm 20,8); legatura in cartonato editoriale stampato (le note esplicative delle due vignette poste al centro dei piatti, “Die Lilie im Garten” e “Jesus im Tempel”, si trovano incollate sui risguardi fissi anteriore e posteriore); pp. (4), 497, (1), (2: elenco degli scritti di Fröbel fino a quella data). Sul risguardo libero anteriore firma di appartenenza di Johann Heinrich Langethal (1792-1879), amico e collaboratore di Fröbel a Keilhau. Ottima copia solo lievissimamente brunita.
RARA EDIZIONE ORIGINALE del capolavoro pedagogico di colui che viene universalmente riconosciuto come il fondatore del kindergarten, ossia della moderna scuola materna.
Alla stregua (e forse ancor più) di Wie Gertrud ihre Kinder lehrt (1801) di Johann Heinrich Pestalozzi, da cui Fröbel fu profondamente influenzato, Die Menschenerziehung rappresenta una pietra miliare del pensiero pedagogico moderno, uno spartiacque nella scienza dell’istruzione che ha avuto un enorme impatto su educatori del calibro di Peter Petersen, Hermann Lietz, Maria Montessori e John Dewey. Fröbel anticipò alcuni principi di psicologia dello sviluppo e di teoria del gioco che sarebbero stati sviluppanti compiutamente solo un secolo dopo.
La sua teoria si fondava essenzialmente sulla convinzione che al bambino dovesse essere consentito di crescere in un ambiente a lui congeniale, nel quale gli fosse possibile muoversi ed esprimersi con creatività e piena libertà (“Pädagogik des Wachsenlassens”). L’insegnante, grazie all’intuito e all’osservazione, doveva metterlo in grado di seguire le sue inclinazioni senza porre costrizioni che non fossero le regole del gioco e il rispetto degli altri. Il lavoro si svolgeva in gruppo. Ciascun bimbo disponeva di una sedia e di un proprio posto al tavolo da gioco comune. Le attività, diversificate in base alle diverse età, erano incentrate soprattutto sul lavoro manuale (colori, strisce di carta, mattoni di legno, ecc.), sul canto, sul linguaggio (proverbi, filastrocche) e sul gioco con la palla. Questioni specifiche poste al bambino servivano poi per permettergli di razionalizzare le proprie attività e legarle al passare del tempo, collocandole sempre più consapevolmente nel flusso dei giorni della settimana. Al centro di tutto stava comunque l’obiettivo prioritario del raggiungimento da parte del bambino  di una piena autonomia manuale e psicologica.
Fröbel realizzò una felice sintesi delle idee pedagogiche non solo di Rousseau e Pestalozzi, ma anche di Fichte e Von Humboldt, dai quali mutuò l’importanza del valore civile che una corretta educazione riveste all’interno di una nazione. La sua azione, per l’epoca veramente rivoluzionaria, si diresse infatti non solo verso l’istruzione primaria, ma anche verso la formazione professionale, con tra l’altro una speciale attenzione per le donne (nella vastissima bibliografia su Fröbel, vedi N. Brosterman-K. Togashi, Inventing kindergarten, New York, 1997; inoltre S. Hebenstreit, Friedrich Fröbel - Menschenbild, Kindergartenpädagogik, Spielförderung, Jena, 2003; infine H. Heiland-M. Gebel-K. Neumann, Perspektiven der Fröbelforschung, Würzburg, 2006).
La storia di Fröbel comincia nel 1782 a Oberweißbach, piccolo paese della Turingia. Orfano di madre dalla nascita, negletto dalla matrigna, viene mandato dal padre pastore nel villaggio di Stadtilm presso la famiglia del fratello, anch’egli pastore. Bambino introverso e sognatore, viene trattato con poco riguardo dagli insegnanti che lo considerano tonto; giudizio che gli rimarrà sempre impresso lungo tutto il corso della sua vita.
Dopo gli studi di agraria e scienze naturali compiuti a Jena tra il 1802 e il 1805, Fröbel comincia la sua attività didattica nel 1805 in una scuola di moda a Francoforte sul Meno, dove per la prima volta viene a contatto con le idee di Pestalozzi. Nel 1806 diviene precettore dei tre figli di una nobile famiglia locale. Nel 1808 ottiene il permesso dei genitori di trasferirsi con loro presso l’Istituto di Pestalozzi a Iferten (Yverdun) in Svizzera, dove rimane fino al 1810. Successivamente prosege gli studi a Göttingen e Berlino e partecipa alle campagne militari napoleoniche del 1813 e del 1814. Rientrato a Berlino è nominato assistente presso il Museo di Mineralogia.
Ma la carriera pedagogica vera e propria di Fröbel comincia solamente nel 1816, anno in cui fonda a Griesheim vicino Arnstadt nella sua Turingia la “Allgemeine Deutsche Erziehungsanstalt”, che l’anno seguente trasferisce nella vicina Keilhau. La nuova scuola, che applica i metodi di Pestalozzi, ha tuttavia modesto successo. Dieci anni dopo il numero degli allievi non superava le cinquanta unità, numero ancora insufficiente per poter mandare avanti l’attività e mantenere i suoi due collaboratori, Wilhelm Middendorff e Heinrich Langethal, entrambe conosciuti in guerra. La scuola chiude definitivamente nel 1831 per mancanza di fondi.
Fröbel si trasferisce quindi in Svizzera, dove a Wartensee nel cantone di Lucerna fonda un istituto per ragazze, che due anni dopo, nel 1833, sposta a Willisau. Dal 1835 al 1836 dirige poi l’orfanatrofio di Burgdorf nel cantone di Berna. Rientrato in Germania, torna a dedicarsi anima e corpo all’insegnamento dei bambini di età prescolare e nel 1837 fonda a Blankenburg in Turingia un istituto per la cura, il gioco e l’attività dei bimbi piccoli, che nel 1840 prende il nome definitivo di “Kindergarten”. Tra il 1837 e il 1840 dirige un giornale settimanale, il “Sonntagsblatt”, per diffondere le proprie idee, e nel 1844 pubblica a Blankenburg l’altro suo capolavoro, i Mutter- und Kose-Lieder, raccolta di canzoni e poesie per bambini (cfr. Printing and the Mind of Man, nr. 317).
L’iniziativa di Fröbel ebbe una grande eco in tutta la Germania, ma la popolarità acquisita attirò anche la curiosità del ministero della cultura prussiana, il quale, dopo un’indagine, nel 1851 decise di proibire i kindergärten in quanto considerati atei, demagogici e quindi tendenzialmente pericolosi per la religione e la politica. Il divieto fu ritirato solamente nel 1860, otto anni dopo la morte del povero Fröbel.
La riabilitazione postuma di quest’ultimo si deve soprattutto all’azione della Baronessa Bertha von Marenholtz-Bülow, la quale nel 1849 aveva messo a disposizione di Fröbel il suo castello di Marienthal come sede della prima scuola professionale per donne da lui fondata. La baronessa diffuse i principi pedagogici di Fröbel in Inghilterra, partecipando nel 1854 all’Educational Exhibition of the Society of Arts di Londra e pubblicando l’anno seguente il primo libro in inglese ispirato a Fröbel, Woman’s Educational Mission. Inoltre fondò nel 1859 il primo kindergarten del Belgio e nel 1860 stampò a Bruxelles il Manuel pratique des jardins d’enfants, rendendo così Fröbel disponibile anche in lingua francese. L’estremo gesto commemorativo fu infine la pubblicazione delle Erinnerungen an Fridriech Fröbel (1876), un affascinante ritratto del geniale e sfortunato pedagogo (cfr. H. Heiland, Friedrich Wilhelm August Fröbel (1782-1852), Hohengehren, 2002, passim).
H. Heiland, Bibliographie Friedrich Fröbel, Hildesheim-Zürich-New York, 1990, p. 4, nr. 0023.

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