Orationes duodeviginti. Addita sunt acta Legationis Japonice cum aliquot orationibus, quarum auctores, & argumentum post Catalogum orationum Perpiniani reperies.
| Autore | PERPIÑA, Pedro Juan S.J. (Petrus Joannes Perpinianus Valentinus, ca. 1530-1566) |
| Tipografo | Claude Michel |
| Dati tipografici | Tournon, 1588 |
| Prezzo | 2500 € |

LA PRIMA AMBASCIATA GIAPPONESE IN EUROPA
In 8vo (cm 16,7); legatura coeva in pergamena semirigida con titolo manoscritto al dorso e al taglio inferiore (piccole mancanze, ma ben conservata); pp. 16, 255, (2 bianche), 40, (1). Marca tipografica al titolo. Lievi arrossature sparse, ma ottima copia genuina.
Le Orazioni del padre gesuita Perpiña uscirono per la prima volta in numero di cinque a Roma nel 1565 (Orationes quinque). L’anno seguente vennero ristampate a Colonia con l’aggiunta di una nuova orazione (Orationes sex). La prima edizione a contenere tutte e diciotto le sue orazioni venne data a Roma nel 1587 (Orationes duodeviginti). Su quest’ultima stampa romana vennero poi esemplate le tre edizioni che apparvero nel 1588 a Ingolstadt, Parigi e Tournon. Di queste tre solo l’ultima contiene un’appendice (Orationes aliorum), nella quale figurano in versione integrale gli Acta consistorii legatis Iaponiis publicae exhibiti (cc. 15v-24v) relativi alla prima celebre ambasciata giapponese in Europa.
Gli Acta, pubblicati per la prima volta a Roma nel 1585, furono ristampati innumerevoli volte nel corso degli anni seguenti e tradotti in diverse lingue. Questa è la prima volta che essi figurano a seguito delle Orationes del Perpiña, le quali continueranno ad essere rieditate fino a Seicento inoltrato, ma solo alcune ristampe lionesi del 1594, 1602 e 1603 riproporranno in appendice gli Acta, che nel frattempo, per ovvi motivi, avevano perso di attualità.
Gli Acta si compongono, oltre che di Litterarum exempla regum Iaponiorum ad Gregorium XIII. Pont. Max, di un’orazione pronunciata in quell’occasione da Gaspar Goncalves (1540-1590).
«The Japanese mission to Pope Gregory XIII in 1585 undoubtedly had a strong popular appeal, which is seen from the great number of printed booklets, relating only to it, printed in Europe for the occasion. The mission, planned by Alessandro Valignano, the great organizer of the missionary work in Orient, had two predominant aims. The most important was to obtain from the Pope the rights to Japan for the Jesuits, the second was to make Europe known to the Japanese. Valignano’s intentions were for the four young boys to be witnesses, once back home, for a reality which was somewhat incomprehensible to the Japanese. They could hardly believe that someone would leave such an extolled place to live in poverty and insecurity in their country. But on the other hand, sixteenth century Europe too did not know much about Japan. he mission was the event which provided the opportunity to propagate news about it. The fact that Pope Gregory XIII decided to give them public concistory (which meant that he regarded them as official ambassadors) gave final spur to people’s curiosity.... The three feudal lords (incorrectly called “kings”), who sent the mission were all from Kyûshû: Ôtomo Yoshishige (Francisco) in Bungo, Arima Harunobu (Protasio) and Ômura Sumitada (Bartolomeo) in Hizen province. Ôtomo sent Itô Mancio, who was the chief envoy, the lords of Arima and Ômura chose Cijiwa Miguel. Two other young boys were added as escort: Nakaura Juliano and Hara Martino» (A. Boscaro, Sixteenth Century European Printed Works on the First Japanese Mission to Europe, Leiden, 1973, pp. XI-XII).
Nell’appendice si trovano poi un’orazione tenuta da Alfonso Salmerón (1515-1585) durante il Concilio di Trento, un’orazione di Stefano Tucci (1540-1597) per le esequie di Gregorio XIII (1502-1585) (in cui è nuovamente ricordata l’accoglienza data dal papa ai legati giapponesi) ed infine un’altra orazione pronunciata da Francesco Benci (1542-1594) per la morte di Marc-Antoine Muret (1526-1585).
Il volume si apre con una dedica di Francesco Benci a Odoardo Farnese, cui fa seguito una nota “sociis eloquentiae studiosis” di Orazio Torsellino (1545-1599). Le orazioni del Perpiña riguardano vari argomenti, in particolare la gestione dei ginnasi dei Gesuiti e l’insegnamento della retorica.
Nato probabilmente intorno al 1530 a Elche (Valencia), Pedro Juan de Perpiña entrò nella Compagnia di Gesù nel settembre del 1551. Insegnò per un certo periodo eloquenza a Coimbra e a Roma, quindi teologia a Lione e Parigi. Morì a Parigi nel 1566.
OCLC, 51363589; H. Cordier, Bibliotheca Japonica, Paris, 1912 (reprint Hildesheim-New York, 1969), p. 96; A. Boscaro, op. cit., nr. 63; De Backer-Sommervogel, VI, col. 549.
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