Dialogi maritimi di M. Gioan Iacopo Bottazzo. Et alcune rime maritime di M. Nicolo Franco, et d'altri diversi spiriti, dell'Accademia de gli Argonauti.

Autore: BOTTAZZO, Giovanni Iacopo (m. dopo il 1574) - FRANCO, Niccolò (1515-1570)

Tipografo: Iacopo Ruffinelli.

Dati tipografici: Mantova ,   1547

Formato: in ottavo

In 8vo (cm 15,5); pergamena coeva con titolo manoscritto lungo il taglio inferiore (mancano i legacci); cc. 168. Marca tipografica al titolo. Carattere corsivo. Ottima copia.
EDIZIONE ORIGINALE dedicata a Massimiano Stampa, marchese di Soncino. La prima parte dell'opera contiene i tre dialoghi del Bottazzo, che trattano rispettivamente di geografia generale, dei venti e di astronomia («sfera e cose celesti»). Essi contengono in forma concisa tutto il sapere pratico dell'epoca in materia di navigazione e furono pensati per essere letti da marinai e navigatori.La seconda parte del volume (cc. 128-167) contiene invece vari componimenti di Nicolò Franco, Giovan Francesco Arrivabene ed altri ''argonauti'' sullo stesso argomento (cfr. M. Maylender, Storia delle Accademie d'Italia, Bologna, 1926-'30, I, p. 333).Un ulteriore dialogo su Alessandro Magno, la bussola, la calamita e gli inventori degli strumenti navali, annunciato in un secondo libro di imminente pubblicazione, non vide invece mai la luce. Il Bottazzo, letterato nato a Montecastello (AL), nel terzo dialogo narra alcune sue vicende giovanili, in particolare di un amore infelice che lo avrebbe allontanto «dal patrio nido» e portato a viaggiare a lungo in compagnia di un maestro siciliano, acquistando grande esperienza di uomini e cose. Rientrato in Piemonte, nel 1540 a Casale fu insieme a N. Franco tra i fondatori dell'Accademia degli Argonauti. Successivamente venne incaricato dell'educazione di Isabella Gonzaga, futura sposa di Francesco Ferdinando d'Avalos, marchese di Pescara. In occasione del loro matrimonio, nel 1554, egli pubblicò un Epithalamium e dedicò un altro scritto alla sua pupilla. Nominato Cavaliere dello Speron d'oro, nel 1562 entrò a far parte con il nome di ''Pensoso'' dell'Accademia degli Illustrati, fondata quello stesso anno a Casale da Stefano Guazzo. L'amicizia tra quest'ultimo e il Bottazzo emerge anche dal quarto libro della Civil Conversazione (1574), dove tra i convitati vi è un personaggio bonario ed ironico chiamato ''Cavalier Bottazzo'' (cfr. D.B.I., XIII, pp. 422-423).N. Franco, nato a Benevento da famiglia povera, dopo essere entrato negli ambienti letterari napoletani prima, veneziani poi, fu presentato a Pietro Aretino, di cui divenne segretario. La loro amicizia tuttavia non durò a lungo e divennero presto acerrimi nemici, tanto che il Franco decise di lasciare Venezia dopo essere stato ferito in volto da uno dell'entourage dell'Aretino. Visse a Casale Monferrato, Mantova, Cosenza e Roma, sempre dedicandosi all'attività  letteraria. Portato davanti all'inquisizione per le sue satire contro Paolo IV, fu impiccato dal ponte Sant'Angelo il 10 marzo del 1570. Edit16, CNCE7315. Index Aureliensis, 122.776. D.E. Rhodes, A Bibliography of Mantua, in: ''La Bibliofilia'', LVIII, 1956, pp. 173-174.


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