Coltura de gl’ingegni del M.R.P. Antonio Possevino della Compagnia di Giesů. Nella quale con molta dottrina, et giuditio si mostrano li doni che ne gl’ingegni dell’huomo ha posto Iddio, la varietŕ, et inclinatione loro, e di dove nasce, et come si conosca, li modi, e mezi d’essercitarli per le discipline, li rimedij a gl’impedimenti, li coleggi, et universitŕ, l’uso de’ buoni libri, e la corretione de’ cattivi.

Autore POSSEVINO, Antonio (1533-1611).
Tipografo Giorgio Greco
Dati tipografici Vicenza, 
Prezzo Venduto/Sold
Coltura de gl’ingegni

In 4to; pergamena semirigida coeva (mancano i legacci); pp. (16), 115, (1 bianca). Marca tipografica al titolo. Timbro a secco della Theological Society of Connecticut. Ex-libris del grande studioso Luigi Balsamo. Ottima copia.
PRIMA EDIZIONE IN ITALIANO dei primi dodici capitoli del primo libro della celebre Bibliotheca selecta (1593). Questa parte dell'opera, che divenne la più diffusa, apparve in prima edizione latina solamente nel 1604. La traduzione è dello stesso Possevino, il quale riorganizzò la materia in cinquantasei capitoli per facilitarne la lettura e il reperimento delle varie topiche (la ridisposizione del primo capitolo della Bibliotheca selecta che l'autore compì in questa occasione divenne definitivo e fu mantenuto anche per l'opera maggiore a patire dalla seconda edizione del 1603). Il manoscritto fu affidato dal Possevino a Mariano Lauretti, il quale lo pubblicò dedicandolo al barone Oswal Tropp. Nel privilegio Possevino ricorda di aver concesso la licenza editoriale dell'opera al tipografo vicentino Giorgio Greco (cfr. L. Balsamo, Venezia e l'attività editoriale di Antonio Possevino (1553-1606), in “La Bibliofilia”, XCIII/1, Firenze, 1991, pp. 65-66 e 88).
Più dettagliata e approfondita della Ratio studiorum gesuitica, la Coltura de gl'ingegni definisce con chiarezza gli obiettivi (sapienza e religione), i mezzi (interni: sviluppo psicofisico; esterni: insegnanti, libri, esperienza) e gli ostacoli di una corretta educazione (errori di metodo e corruzione dello studente attraverso il peccato con conseguente diminuzione delle sue facoltà intellettuali). Il libro discute quindi dei doni distrubuiti da Dio (in proporzione alla capacità di ciascuno, ed in modo da tenerlo adeguatamente impegnato), dei passaggi attraverso i quali si può risalire alle cose più elevate, infine dei libri e delle istituzioni culturali, che sono strumenti insieme di edificazione religiosa e promozione scientifica (cfr. A. Arcangeli, Postfazione, in: A. Possevino, “Coltura degl'ingegni”, Sala Bolognese, 1990, pp. 5-13).
Per il conseguimento di una corretta educazione, il cui scopo principale è quello di raggiungere la virtù cristiana, Possevino spiega quindi il curriculum ideale, descrive numerosi collegi e università europee, soffermandosi in particolare sui metodi d'insegnamento del Collegio Romano, discute di stampa, vendita e conservazione dei libri, censura, ecc. (cfr. G. Fell, a cura di, Pädagogische Schriften von Antonio Possevio, Freiburg i.Br., 1901, pp. 368-391).
Di grande interesse sono anche i capitoli in cui Possevino spiega come gli insegnanti debbano prendere in esame le diverse inclinazioni individuali degli studenti, per sviluppare le loro capacità di apprendimento e far fruttare al meglio i loro talenti. «Zu dem umfassenden Schrifttum, das jene Bildungsauffassung in ihrer universalen Ausrichtung dokumentiert, gehört jener erste Teil der Bibliotheca Selecta, den Possevino 1598 in Vicenza in einer gesonderten Ausgabe unter dem Titel Coltura de gl'ingegni erscheinen liess. Es geht darin umfassend um die “doni che ne gl'Ingegni dell'huomo ha posto Iddio”. Diese Wissensgaben, deren Mannigfaltigkeit und deren Ausrichtungen (“inclinationi”), werden gemäss der Widmungsadresse von Mariano Lauretti als “Cosmo” ganzheitlich gefasst. Wer sich mit diesem Kosmos befasst, entdeckt dessen ganzen Reichtum, der sich als ein nobles “teatro” darstellt und dem die “maraviglie chiuse nell'huomo” entsprechen. Der “intelletto” und der “ingegno” halten diesen Reichtum zusammen. Sie sind dem Menschen deshalb eingegeben, “per poter contemplare, et affaticarlo nelle speculazioni, che poi ne servono all'operare con modi virtuosi”» (W. Oechslin, Architektur als “Scienza speculativa”, in: “Architettura è scienza. Vincenzo Scamozzi (1546-1616)”, Vicenza 2003, p. 23 e sgg.).
Antonio Possevino, nato a Mantova da una famiglia di orefici, dopo aver ricevuto un'educazione umanistica, divenne tutore di due principi Gonzaga, futuri cardinali. Entrò nella Compagnia di Gesù nel 1559. Fra il 1573 e il 1577 a Roma fu segretario del generale dell'ordine, Everard Mercurian. Gregorio XIII lo inviò come nunzio apostolico in Svezia, per indurre alla conversione Giovanni III che aveva mostrato inclinazioni verso il Cattolicesimo, quindi in Polonia, Lituania, Moravia e Transilvania, dove contribuì all'edificazione di seminari. Caduto in disgrazia presso papa Sisto V, fu esiliato a Padova, dove passò gli ultimi anni della sua vita dedicandosi alla stesura di diverse opere di carattere pedagogico e bibliografico. Nel 1574 cominciò la Bibliotheca selecta, la sua opera più importante, che fu completata solo dopo vent'anni di ricerche e compilazioni. Dopo di essa si dedicò all'Apparatus sacer (1603), bio-bibliografia di migliaia di autori ecclesiastici.
Edit16, CNCE34701; A. de Backer-Ch. Sommervogel, Bibliothèque de la Compagnie de Jésus, Liège, 1872, VI, col. 1078; M. Cristofari, La tipografia vicentina nel secolo XVI, in “Miscellanea di scritti di bibliografia ed erudizione in memoria di Luigi Ferrari”, Firenze, 1952, p. 208, nr. 233; H. Schüling, Bibliographie der psychologischen Literatur des 16. Jahrhunderts, Hildesheim, 1967, p. 219; L. Volpicelli, Il pensiero pedagogico della Controriforma, Firenze, 1960, pp. 418-437, 602-603.

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