Congestorium artificiose memorie v.p.f. Ioannis Romberch de Kyrspe regularis observantie predicatorie, omnium de memoria preceptiones aggregatim complectens: opus omnibus theologis, predicatoribus et confessoribus, iuristis, iudicibus procuratoribus, aduocatis et notariis, medicis, philosophis, artium liberalium professoribus, insuper mercatoribus nuntiis et tabellariis pernecessarium

Autore ROMBERCH DE KYRSPE, Johannes (Johann Host, ca. 1480-1532).
Tipografo Melchiorre Sessa
Dati tipografici Venice, 
Prezzo Venduto/Sold
Congestorium artificiose memorie

Cc. 104 con 23 figure in legno nel testo, per lo più a piena pagina. Segnatura: A-N8. Marca tipografica, registro e colophon a c. N8r. Carta N8v bianca.

(legato con:)

TOMASI (o TOMAI), Pietro (Petrus Ravennas, ca. 1448-1508). Foenix domini Petri Ravennatis memoriae magistri. In fine: Venezia, Pietro Nicolini da Sabbio per Melchiorre Sessa, settembre 1533. Cc. [20, di cui l'ultima bianca]. Segnatura: A-B8 C4. Carte C3v e C4 bianche. Grande marca tipografica al titolo. Colophon a c. C3r.

Due opere in un volume in 8vo (mm. 159x102). Legatura coeva in pergamena rigida, dorso a nervi con titolo manoscritto lungo il dorso (mancano i legacci). Note manoscritte sul risguardo libero anteriore. Sul frontespizio la data “1573 4 Feb. Ii” e varie firme di appartenenza (in parte cassate): “Gasparis Jovanelli Gandinensis”, “ex libris Julij Caesaris Lallini [?]”, “Hieronymi de Reverello”. Qualche lieve brunitura e fioritura sparsa, ma ottima copia fresca e genuina.

I. SECONDA EDIZIONE (1a Venezia, 1520). Insieme al fiorentino Cosimo Rosselli, Johann Host von Romberch riassume nel suo trattato la tradizione scolatica dell'arte mnemotecnica che era stata appannaggio per secoli dell'Ordine dei Domenicani. Il Congestorium «was widely read throughout sixteenth-century Europe» (P. Rossi, Logic and the Art of Memory. The Quest for a Universal Language, London, 2000, p. 20).

«Il Congestorium artificiosae memoriae ha un titolo appropriato perché si tratta veramente di una strana congerie di materiale mnemonico. Romberch conosce tutte e tre le fonti classiche, non solo, dunque, l'Ad Herennium, ma anche il De oratore ciceroniano e Quintiliano. Con la sua frequente citazione del nome di Petrarca, assorbe il poeta nella tradizione domenicana; sono pure trascinati nella “congerie” Pietro da Ravenna e altri. La sua base, però, resta Tommaso d'Aquino, le cui formulazioni sono citate quasi ad ogni pagina. Il libro è diviso in quattro parti: la prima è un'introduzione; la seconda è dedicata ai luoghi; la terza, alle immagini; la quarta abbozza un sistema di memoria enciclopedico. Romberch considera tre diversi tipi di sistemi di luoghi, come apparteneti tutti alla memoria artificiale. Il primo tipo usa il cosmo come sistema di luoghi… Questo tipo di memoria artificiale può essere chiamato il tipo “dantesco”, non perché il trattato sia influenzato dalla Divina Commedia, ma perché Dante fu influenzato da un'interpretazione della memoria artificiale come quella indicata nell'ultimo capitolo. Come secondo tipo di sistema locale Romberch propone di usare i segni dello zodiaco come idonei a dare un ordine di luoghi facile da fissare nella memoria… Il suo terzo tipo di sistema di luoghi è il metodo più normalmente mnemotecnico di fissare nella memoria luoghi reali in edifici reali come nell'abbazia e negli edifici collegati… [Dopo aver affrontato il tema degli alfabeti visivi, Romberch nella parte finale del libro] abbozza un programma estrememente ambizioso per affidare alla memoria tutte le scienze, teologiche, metafisiche, morali, e così pure le sette arti liberali» (F.A. Yates, L'arte della memoria, Torino, 1972, pp. 106-113).

«Romberch's schemes incorporate what is in the Ad Herennium, but add to it an enormous amount of advice on how to fashion complex grid systems based both on alphabetical and numerical orders. Several of the alphabetical ones involve animal images; in one case, the letters are associated with animals whose names begin with those letters, so that for A on might think of an eagle (aquila), for B an owl (bubo), fo N a bat (noctycorax), etc… In another case, Romberch suggests using animals or various implements whose figures are bent into shapes of the various letters» (M. Carruthers, The Book of Memory. A Study of Memory in Medieval Culture, Cambridge, 2001, p. 128).

Nato a Romberg bei Kierspe in Vestfalia, Johann Host entrò nell'ordine domenicano all'età di sedici anni a Colonia, città dove rimase come predicatore fino al 1514 circa. In quell'anno partecipò, in qualità di procuratore dell'inquisitore Jakob von Hoogstraeten, al processo di Spira contro J. Reuchlin. Recatosi a Roma, vi rimase per due anni approfondendo lo studio della teologia sotto Silvester Prierias. Dal 1516 al 1519 soggiornò a Bologna, quindi nel 1520 si rasferì a Venezia, dove fece pubblicare il suo trattato di mnemotecnica. Dal 1523 professore di teologia a Colonia, Host si schierò apertamente contro Lutero e prese parte attiva alla lotta contro la Riforma (cfr. Biographisch-Bibliographisches Kirchenlexikon, II, 1990, coll. 1078-1079).

Edit16, CNCE22790. Bibliotheca magica. Dalle opere a stampa della Biblioteca Casanatense di Roma (secc. XV-XVIII). Firenze, 1985, nr. 1071. M.N. Young, Bibliography of Memory, Philadelphia-New York, 1961, p. 164. Durling, 2476.

II. RARA EDIZIONE di questa importante opera di mnemotecnica che, apparsa per la prima volta a Venezia nel 1491 e ristampata numerose volte fino alla fine del secolo successivo, ebbe notevole influenza su Giordano Bruno.

«La Phoenix di Pietro da Ravenna divenne, fra i manuali sulla memoria, quello più conosciuto. Ebbe parecchie edizioni in parecchi paesi, fu tradotto, incluso nel diffusissimo manuale di cultura generale di Gregor Reisch, copiato da ammiratori entusiasti sulle edizioni a stampa. Pietro era un formidabile propagandista di se stesso, e ciò contribuì a diffondere i suoi metodi, ma la sua fama come maestro di memoria fu probabilmente dovuta, in larga misura, al fatto che egli portò la mnemotecnica al mondo laico: coloro che avevano bisogno di un'arte di memoria per scopi pratici, e non per ricordare l'Inferno, poterono rivolgersi alla Phoenix di Pietro da Ravenna. Pietro dà consigli pratici. Quando discute la regola secondo cui i loci di memoria debbono essere formati in posti tranquilli, dice che il miglior tipo di edificio utilizzabile è una chiesa non frequentata… Pietro era probabilmente una persona dotata di ottima memoria naturale, che si era esercitata nella tecnica classica al punto da poter realmente compiere stupefacenti imprese mnemoniche. Penso che si possa nettamente cogliere l'influsso di Quintiliano nell'elencazione, da parte di Pietro, del suo streminato numero di luoghi, perché Quintiliano è la sola fonte classica che dica come ci si possa formare luoghi di memoria viaggiando. Per le immagini, Pietro fa uso del principio classico secondo il quale le immagini di memoria dovrebbero, se possibile, rassomigliare a persone sconosciute… Pietro laicizzò e popolarizzò la memoria e ne mise in rilievo il lato puramente mnemotecnico… Molti scrittori di memoria successivi lo menzionano, non escluso il domenicano Romberch, che lo cita tra le autorità» (Yates, op. cit., pp. 104-105).

«In Peter of Ravenna's scheme a letter of the alphabet acts as the primary key or locus or file.. The texts are placed in the file by a secondary key, a word beginning with the primary letter… The key words are themselves arranged also by general topic: natural history, sacred subjects, vices and virtues, etc. And the confirmation of his orderly arrangement lies in his ability to replicate his lists. In other words, the memory in this scheme is organized like a subject concordance of texts» (Carruthers, op. cit., pp. 114-115).

Giureconsulto e poeta originario di Ravenna, allievo di Alessandro Tartagna a Padova, P. Tomasi (o Tomai)  insegnò diritto civile e canonico in Italia e a Greifswald, in Germania, ove probabilmente morì intorno al 1508. «The great fame which this singular figure enjoyed in Italy and throughout Europe was not on account of his (by no means negligible) legal scholarship, but rather because he presented himself as a living example of the validity of an art in which many scholars had invested their hopes and aspirations… As professor of law at Bologna, Ferrara, Pavia, Pistoia and Padua, Pietro Tommai doubtless contributed to the increasing interest in the ars memorativa throughout Italy… Most of the Italian and German theorists of the sixteenth and seventeenth centuries owed a considerable debt to the work of Ravenna» (Rossi, op. cit., pp. 20-22).

Edit 16, CNCE32736. L. Carpané, Annali tipografici, Venezia 1521-1551, in: “Il mestier de le stamperie de i libri. Le vicende e i percorsi dei tipografi di Sabbio Chiese tra Cinque e Seicento e l'opera dei Nicolini”, a cura di E. Sandal, Brescia, 2002, p. 168, nr. 29. Durling, 3609. M.N. Young, Bibliography of Memory, Philadelphia-New York, 1961, p. 276. Bibliotheca magica. Dalle opere a stampa della Biblioteca Casanatense di Roma (secc. XV-XVIII). Firenze, 1985, nr. 1174. P. Rossi, Clavis universalis. Arti della memoria e logica combinatoria da Lullo a Leibniz, Bologna, 1983, p. 27.

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