Gli opuscoli di Scipione Ammirato. I titoli de quali nell'altra faccia son posti

Autore: AMMIRATO, Scipione (1531-1601)

Tipografo: Giorgio Marescotti

Dati tipografici: Firenze, 1583

Formato: in ottavo

In-8vo (mm. 161x105). Pp. [16], 287, [13]. Segnatura: π8 A-S8 T6. Stemma xilografico del dedicatario, Francesco de' Medici, al frontespizio. Marca tipografica e colophon a c. π8r. Frontalini, capilettera e fregi xilografici. Bella legatura settecentesca in piena pergamena rigida, dorso a quattro nervetti con titolo in oro su tassello in marocchino rosso e piccola etichetta con segnatura manoscritta, tagli azzurri, risguardi marmorizzati. Al contropiatto anteriore etichetta con segnatura manoscritta (la stessa del dorso) e bel ex-libris nobiliare inciso “Ex libris Nob. V. Aloysii Cibrarii”. Luigi Cibrario(Torino, 1802-Trebiolo, 1870), insigne storiografo sabaudo, fu funzionario nel ministero degli Interni del Regno di Sardegna e nel 1827 pubblicò la sua prima opera storica (Delle storie di Chieri). Dal 1830 fu membro dell'Accademia delle scienze. La sua fama è legata all'opera Della economia politica del Medioevo. Uomo di fiducia di Carlo Alberto durante il periodo delle riforme e senatore dal 21 ottobre del 1848, fu poi nominato ministro delle Finanze e successivamente dell'Istruzione pubblica e degli Esteri durante il governo di Cavour. Diminuito l'impegno politico, tornò a dedicarsi agli studi storici. Macchia d'inchiostro al frontespizio, fioriture marginali su alcune carte, piccolo forellino a c. G8 che comporta la perdita di alcune lettere. Ottima copia fresca e marginosa.

RARA PRIMA EDIZIONE. Il volume contiene otto opere, i cui titoli sono elencati al verso del frontespizio: Della Hospitalità, Della Diligenza, Se gli honori si debbono proccurare, La Vita del Re Ladislao, La Vita della Reina Giovanna, Orazione in morte del Gran Duca Cosimo, Lettera alla Signora Donna Leonora di Toledo in materia d'una impresa, I Paralleli. Si tratta di scritti di carattere occasionale che furono poi inclusi nella raccolta postuma in tre volumi edita dal segretario dell'Ammirato, Cristoforo dal Bianco, fra il 1637 e il 1642.

Scipione Ammirato, originario di Lecce da famiglia oriunda fiorentina, studiò diritto a Napoli, dove venne in contatto con i circoli letterari della città. Come molti dei letterati dell'epoca, viaggiò a lungo tra Roma, Padova, Venezia (quivi strinse amicizia coll'Aretino e con lo Speroni, ma fu costretto a fuggire a causa della scoperta di una sua relazione con una Contarini) e Lecce, dove fondò l'Accademia dei Trasformati. Nel 1569 si trasferì a Firenze, dove, entrato nelle grazie del granduca, rimase fino alla morte. Scrittore molto versatile, fu poeta, storico, novelliere, commediografo e moralista. La sua fama è comunque soprattutto legata alle Istorie fiorentine (1600-1647) (cfr. D.B.I., III, pp. 1-4; A. Vallone, Scipione Ammirato poeta, in: “Studi e ricerche di letteratura salentina”, Lecce, 1959, pp. 29-96).

Edit 16, CNCE1568; Gamba, 1195; Moreni, 52; Guarducci, 171; Passano, I, 11; Adams, A-983.


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