Historiarum de Regno Italiae libri quindecim. Ad ill.um, atque excell.um d. Iacobum Boncompagnum... Qui libri omnibus in partibus ex reconditis scriptorum monumentis adaucti, eos, qui scripti sunt de Imperio Occidentali, excipiunt, ac narrationem ab anno 565 usque ad 1200 perducunt. Index quoque rerum, & verborum copiosissimus additus, qui in priore editione desiderabatur

Autore SIGONIO, Carlo (1524-1584).
Tipografo Societ Tipografica Bolognese
Dati tipografici Bologna, 
Prezzo 900,00
De Regno Italiae

In folio (mm 303x205). Pagine 666, [130]. Segnatura: A-Iii6 Kkk46 a-i6 k4. Marca xilografica al frontespizio, fregi e capilettera incisi su legno. Frontespizio un po' sporco nell'angolo inferiore, leggere fioriture, ma bellissima copia fresca e marginosa. Legatura coeva in pergamena floscia, titolo manoscritto lungo il dorso. Al frontespizio due note di possesso manoscritte: “ex lib: Nicolaj Pinellj” e “prof Marco Orio”, qualche sottolineatura nel testo.

I quindici libri del De Regno Italiae furono pubblicati per la prima volta a Venezia da Ziletti nel 1574 senza un indice. Questo fu infatti stampato separatamente a Bologna da Giovanni Rossi solo due anni dopo. A questa prima edizione veneziana seguirono due ristampe pubblicate a Francoforte e Basilea nel 1575. La presente edizione è quindi da considerarsi come la seconda ufficiale e la prima ad essere corredata da un copioso indice.

Una prima versione dell'opera, che il Sigonio cercò ma non riuscì per ragioni sconosciute a pubblicare nel 1571, comprendeva solo otto libri. I quindici libri che furono inclusi nelle due edizoni stampate vivente l'autore, coprono la storia d'Italia negl'anni che vanno dal 565 al 1199. Ulteriori cinque libri, relativi agli anni dal 1200 al 1286, videro invece la luce postumi a Venezia nel 1591.

“In 1580 the Societas Typographiae Bononiensis published the second, definitive edition of the De Regno Italiae, the work which, together with the collected Roman treatises, is the major source of Sigonio's posthumous reputation. The two editions published during the author's lifetime cover the period from A.D. 565 to 1199 in fifteen books. The continuation of the books published posthumously in 1591, containing the remainder of book 15 and books 16-20, covers the period A.D. 1200 to 1286. De Regno Italiae is a great book, but a difficutl one to characterize in terms of the author's personality, since it recounts a period remote from his own life and is in arrangement strictly annalistic… The annalistic approach inhibits narrative, although it may facilitate consultation, and the work as a whole tends to resist literary and intellectual-historical analysis. Sigonio, in other words, was a different kind of historian from Machiavelli or Guicciardini. Nevetheless themes do emerge, and are highlighted in the two longest digressions that give relief to the progress of events, one on the Ottonian constitution of the kingdom, and the other on the internal constitutions of the north Italian communes… The most persistent theme is that of Italian liberty. Sigonio says in his preface that he intends to write the fist national history of Italy, something which on his view Flavio Biondo and Sabellico has failed to accomplish. He elected to begin with the invasion of Italy by the Longobards because their arrival signaled the definitive collapse of the Roman Empire and the creation of the new Kingdom of Italy. The history of the kingdom contained a paradox, for it was a foreign imposition on the people of the peninsula, but it was to give birth to Italian nationality – for which Sigonio's word is libertas… (W. McCuaig, Carlo Sigonio. The Changing World of Late Renaissance, Princeton, NJ, 1989, pp. 80-81).

Carlo Sigonio, modenese, studiò dapprima greco sotto Francesco Porto da Crotone, quindi frequentò le scuole filosofiche di Bologna e Padova. Nel 1545 fu fatto professore di greco nella sua città natale. Nel '52 fu chiamato ad insegnare a Venezia, nel '60 ottenne la cattedra di eloquenza a Padova e dal 1563 in poi insegnò a Bologna. La grande reputazione che le sue opere sulle antichità greco-romane acquisirono già all'epoca fu oscurata solamente nel suo ultimo anno di vita dalle polemiche sorte intorno alla Consolatio Ciceronis, un falso da lui confezionato a partire da alcuni frammenti originali di Cicerone.

Graesse, VI, 403; Adams, S-1123; Edit 16, 32273.

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