La civil conversatione del signor Stefano Guazzo gentilhuomo di Casale di Monferrato, divisa in quattro libri. Nel primo si tratta in generale de’ frutti, che si cavano dal conversare, & s’insegna a conoscere le buone dalle cattive conuersationi. Nel secondo si discorre primieramente delle maniere convenevoli a tutte le persone nel conversar fuori di casa [...] Nel terzo si dichiarano particolarmente i modi, che s’hanno a serbare nella domestica conversatione [...] Nel quarto si rappresenta la forma della civuil conuersatione [...] Nuovamente dall’istesso auttore corretta, et in diversi luoghi di molte cose, non meno utili che piacevoli, ampliata

Autore GUAZZO, Stefano (1530-1593).
Tipografo Altobello Salicato
Dati tipografici Venezia, 
Prezzo 480,00
La civil conversatione

In-8vo (mm. 147x97). Cc. (20), 316. Segnatura: a-b8 c4 A-Qq8 Rr4. Marca editoriale incisa in legno al frontespizio, frontalini, fregi e capilettera xilografici. Mezza pelle posteriore con punte, dorso a tre nervetti con fregi, filetti e titolo in oro (lievi abrasioni al dorso e ai piatti, piccoli forellini al dorso). Numero “20” vergato al taglio inferiore. Etichetta con segnatura manoscritta al contropiatto. Lievi fioriture marginali su poche carte, ma ottima copia.

Il Guazzo, nato a Casale Monferrato nel 1530, era l'ultimo dei quattro figli di Giovanni, fedele funzionario dei Paleologhi prima e dei Gonzaga successivamente. Studiò a Pavia e divenne dottore in giurisprudenza. Nel 1561 fu tra i fondatori dell'Accademia degli Illustri, che raccolse e istituzionalizzò l'eredità della vecchia Accademia degli Argonauti. Morì a Pavia nel 1593 e fu sepolto nella chiesa di S. Tommaso de' Predicatori.

Le sue opere ebbero tutte una grande diffusione in Italia e in Europa. Numerosissime le edizioni e le traduzioni dellaCivil conversazione che, dopo la prima stampa bresciana, presso T. Bozzola, e quella veneziana, per A. Salicato, eseguite entrambe nel 1574, e la seconda edizione ampliata del 1579, conobbe 43 edizioni italiane fino alla metà del secolo XVII, oltre a traduzioni in latino, inglese, francese, tedesco. Dedicata a Vespasiano Gonzaga, in quattro libri, l'opera propone i dialoghi tra Guglielmo Guazzo, fratello dell'autore, ammalato di febbri ma soprattutto di malinconia, e Annibale Magnocavallo, filosofo e medico, che intende indurre l'amico e paziente a curarsi soprattutto attraverso la conversazione con gli altri.

La Civil conversazione compendia mirabilmente la tradizione rinascimentale delle opere comportamentali, come quelle di G. Della Casa e B. Castiglione, elogiando la discrezione e la misura e celebrando l'ideale di aristocratica armonia fondata sulla tradizione umanistica, sul vivere civile e sul rispetto dell'ordine costituito. La maggior parte dell'opera è dedicata all'esposizione di una vera e propria fenomenologia della conversazione in tutte le sue modalità e combinazioni: pubblica, privata, tra amici, tra giovani, tra vecchi, tra letterati, tra nobili, tra plebei, tra padre e figlio, ecc.

Edit 16, CNCE22076; Adams, G-1460.

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