La prima parte de Ragionamenti di M. Pietro Aretino, cognominato il flagello de prencipi, il veritiero, e’l divino. Divisa in tre giornate. La contenenza de le quali si porra ne la facciata seguente. MDLXXXIIII. [seguito da:] La seconda parte de ragionamenti di M. Pietro Aretino, cognominato il flagello de prencipi, […] divisa in tre giornate, […] Doppo le quali habbiamo aggiunto il piacevol ragionamento del Zoppino, composto da questo medesimo autore [seguito da:] Commento di ser Agresto da Ficaruolo sopra la prima ficata del padre Siceo. Con la diceria de nasi. Colophon (c. Cc6r): Stampata, con buona licenza (toltami) nella nobil città di Bengodi, ne l’Italia altre volte più felice, il viggesimo primo d’Octobre MDLXXXIV [i.e. Londra, John Windet per John Wolfe, ca. 1595-‘97]

Autore: ARETINO, Pietro (1492-1556) - CARO, Annibale (1507-1566)

Tipografo: John Windet per John Wolfe

Dati tipografici: London, 1595

Formato: in ottavo

Tre parti in un volume in 8vo (mm. 161x98). Parte prima: pp. [12], 228. Segnatura: A-P8. Impronta: ean- i.i- a-ni sono (3) 1595 (Q). Parte seconda e terza: pp. [10], 401, [5 bianche], 142, [2 bianche]. Segnatura: A-Z8 Aa-Mm8. Impronte: f-di i?a- i,i- cano (7) 1595 (Q); lalo O.ol o.er teco (3) 1595 (Q). Le carte A1, Cc7, Cc8 e Mm8 sono bianche. Alle cc. Z7r-Dd7r si trova: Segulta [sic] il piaceuol ragionamento de l'Aretino, nel quale il Zoppino fatto frate, e Lodovico puttaniere trattano de la vita, e de la genealogia di tutte le Cortigiane di Roma. Da c. Dd1r, con paginazione propria, comincia, di Annibale Caro, il Commento di ser Agresto da Ficaruolo sopra la prima ficata del padre Siceo [i.e. Francesco Maria Molza]. Con la diceria de nasi. Piccola figura in legno alla c. Kk6r. Pergamena rigida coeva con unghie e nervi passanti, titolo manoscritto al dorso, tagli colorati (tracce di legacci). Piccola macchia d'inchiostro nel margine inferiore di alcune carte al fascicolo K, mancanza nell'angolo inferiore esterno di c. Bb3 che comporta una significativa perdita di testo, forte alone al margine inferiore delle ultime 50 carte circa, leggera brunitura uniforme. Nel complesso buona copia genuina recante sui risguardi e sui margini di alcune carte interessanti note e postille manoscritte di almeno due mani, una coeva ed una di epoca posteriore.

RARA EDIZIONE, pubblicata a Londra da John Windet per John Wolfe intorno al 1595-‘97 circa, dei celebri Ragionamenti di Pietro Aretino, apparsi per la prima volta presso i torchi di Francesco Marcolini rispettivamente nel 1534 e nel 1536. Il volume include anche il Commento di ser Agresto da Ficaruolo sopra la prima ficata del padre Siceo di Annibal Caro, ristampa della prima edizione del 1538.

La presente edizione “printed by Windet for Wolfe can be dated approximately by the deterioration in their factotums and initials” (Woodfield, op. cit., p. 114).

I due Ragionamenti dell'Aretino hanno per protagonista la Nanna che, dialogando con l'Antonia, istruisce la figlia Pippa sui tre stati canonici della condizione femminile (monaca, maritata, puttana), consigliandole in fine di perseguire la carriera di cortigiana, considerata tutto sommato la più sicura e la più onesta. Da buona mamma, la Nanna insegna poi alla figlia i segreti del mestiere e i rischi, che consistono essenzialmente nei tradimenti che commettono gli uomini nei confronti delle sprovvedute che si fidano di loro.

I due dialoghi, stampati clandestinamente per il loro contenuto osceno, sono divisi in tre giornate ciascuno. Essi ebbero un successo straordinario e furono spesso ristampati insieme come Sei giornate o Ragionamenti. Il tipografo londinese John Wolf li ripubblicò per la prima volta insieme nel 1584 unitamente allo spurio Ragionamento del Zoppino fatto frate, e Lodovico puttaniere dove contiensi la vita e la genealogia di tutte le cortigiane di Roma (prima edizione: Venezia, Francesco Marcolini, 1539), creando in questo modo il canone dei Ragionamenti per i secoli seguenti.

Questi dialoghi, a cui risale la fama dell'Aretino come scrittore pornografico, sfruttano il codice praticato dell'osceno per mettere in burla la società contemporanea secondo un registro satirico e caricaturale, che l'autore padroneggiava con grande maestria. Ma essi sono anche il prodotto di una studiata strategia editoriale, perseguita dall'Aretino in accordo con il “suo” tipografo, Francesco Marcolini, che tra il 1534 e il 1545 pubblicò ben trentasette opere aretiniane, diciannove delle quali in prima edizione.

Sono quelli gli anni in cui a Venezia, capitale italiana del libro, la letteratura volgare, fatta di testi cavallereschi, libri devozionali, più o meno eterodossi, e raccolte di rime, di lettere e di novelle, vive il suo momento di maggior splendore e fortuna, prima che le maglie della censura ecclesiastica, verso la metà degli anni Quaranta del secolo, si facciano sempre più strette, imponendo dei canoni molto rigidi.

Ai Ragionamenti sopra citati si ricollegano per stile e intento caricaturale il Ragionamento nel quale Pietro Aretino figura quattro suoi amici, che favellano delle corti del mondo, e di quella del cielo, apparso per la prima volta senza note tipografiche nel 1538, e il più sobrio Dialogo di Pietro Aretino, nel quale si parla del giuoco con moralità piacevole (Venezia, Giovanni Farri, 1543).

Edit 16, CNCE2484; D. B. Woodfield, Surreptitious Printing in England 1550-1640, New York, 1973, nn. 46-47; Eros invaincu, La Bibliothèque Gérard Nordmann, Fondation Bodmer, 2004, nr. 2; P. Larivaille, Pietro Aretino, Salerno, 1997; P. Aretino, Dialogues, R. Rosenthal, ed., Toronto, 2005; I.F. Moulton, Whores as Shopkeepers: Money and Sexuality in Aretino's Ragionamenti, in: “Money, Morality, and Culture in Late Medieval and Early Modern Europe”, J. Vitullo & D. Wolfthal, eds., Farnham, 2010, pp. 71-86.


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