Le cose volgari di messer Francesco Petrarcha

Autore PETRARCA, Francesco (1304-1374).
Tipografo Aldo Manuzio
Dati tipografici Venezia, 
Prezzo Venduto/Sold
Le cose volgari

In 8vo (mm. 162x96); sontuosa legatura in marocchino marron con ricche decorazioni in oro sui piatti e sul dorso, contropiatti in marocchino verde con impressioni in oro e al centro le iniziali del possessore (“RVR”), risguardi liberi in carta marmorizzata, tagli dorati e marmorizzati (Chambolle-Duru, 1867); cc. [192]. Fascicolazione: a-y8, z4, A8, B4. I fogli z4 e A8 sono bianchi. Colophon alla carta z3v. Esemplare abilmente lavato, ultima carta interamente rimarginata, ma nel complesso bella copia marginosa magnificamente rilegata.

RARA PRIMA EDIZIONE ALDINA del Canzoniere e dei Trionfi di Francesco Petrarca. Il testo, che comprende Sonetti e Canzoni in vita di Madonna Laura (verso del titolo), Sonetti e Canzoni in morte di Madonna Laura (c. n3 verso), Triomphi (c. s5 verso) e un ampio indice dei versi (fascicolo A), fu curato dal giovane Pietro Bembo sulla base di un presunto autografo del poeta. Così è scritto nell'avviso ai lettori. In realtà Aldo Manuzio si servì del codice Vaticano lat. 3197 di mano del Bembo, fondato per il Canzoniere su due codici antichi ed autorevoli, prima di essere completato con la trascrizione degli ultimi componimenti direttamente dall'attuale Vaticano lat. 3195, che è autografo del Petrarca, e tutto poi collazionato su di esso (cfr. G. Mestica, Il Canzoniere del Petrarca nel codice originale a riscontro col manoscritto del Bembo e con l'edizione aldina del ‘501, in: “Giornale storico della letteratura italiana”, 21, 1893, pp. 309-312).

Pietro Bembo (1470-1547) conobbe Aldo Manuzio tramite il protettore di quest'ultimo, Alberto Pio da Carpi, e aderì immediatamente al suo programma editoriale, apportandovi idee innovative. Nel giro di due anni, tra il 1501 e il 1502, Manuzio cominciò a lanciare le stampe in carattere corsivo e formato tascabile di testi essenziali per ogni persona colta: Virgilio e Orazio, quindi Petrarca e Dante. La grande novità di questa operazione risiede nel fatto che i due autori volgari furono messi sullo stesso piano dei due classici e i loro testi sottoposti allo stesso scrupolo editoriale. Partendo dall'assunto, poi teorizzato nelle Prose della volgar lingua (1525), che il volgare trecentesco fosse più puro e nobile di quello in uso nel mondo accademico-umanistico e cortegiano del tempo, Bembo operò sistematicamente per ripulire i testi di Petrarca e Dante dai ritocchi quattorcenteschi. Così facendo, pose le basi della filologia volgare e codificò le edizioni standard delle due celebri “Corone” per i secoli a venire.

Il presente è inoltre il primo libro in italiano impresso nel carattere corsivo aldino intagliato da Francesco Griffo, utilizzato per la prima volta solo tre mesi prima nell'edizione di Virgilio. Ideato e fortemente voluto da Aldo, per il quale ottenne anche un privilegio, l'italico rivoluzionò l'arte tipografica, favorendo la stampa dei piccoli formati. Questi erano parte essenziale del programma editoriale aldino, che intendeva mettere a disposizioni di studenti e studiosi i migliori testi dei classici greco-latini e volgari (cfr. L. Balsamo, A note on the Aldine Italic type and octavo format, in: “F. Petrarca, The 1501 Aldine edition of Le cose volgari di messer Francesco Petrarcha revised and amended by master Pietro Bembo”, a cura di J. Parzen, London, 1997; inoltre L. Balsamo-A. Tinto, Origini del corsivo nella tipografia italiana del Cinquecento, Milano, 1967, pp. 25-123).

Poco tempo dopo la pubblicazione del volume, Aldo stampò quattro carte di avviso ai lettori e di errata, per rispondere alle critiche che avevano accolto l'uscita del volume. Ai suoi detrattori, che negavano l'attendibilità del testo, egli ribadiva l'autografia della propria fonte e quindi l'assoluta correttezza dell'edizione ed annunciava l'uscita a breve di un'edizione dantesca altrettanto scrupolosa. Questa postilla costituisce un documento molto importante, perché in essa, per la prima volta, la letteratura volgare assume ufficialmente quell'attenzione filologica che gli umanisti avevano riservato esclusivamente al latino (cfr. G. Frasso, Appunti sul Petrarca aldino del 1501, in: “Vestigia. Studi in onore di Giuseppe Billanovich”, a cura di R. Avesani, Roma, 1984, pp. 315-335).

Edit 16, CNCE36111; Adams, P-787; Renouard, pp. 28-29, nr. 5; Mortimer, II, nr. 371; A. Hortis, Catalogo delle opere di Francesco Petrarca esistenti nella Petrarchesca Rossettiana di Trieste, Trieste, 1874, nr. 24.

  • Le cose volgari
  • Le cose volgari
  • Le cose volgari
  • Le cose volgari