Sei libri della cosmografia universale, ne quali secondo che n'hanno parlato i più veraci scrittori son disegnati, i siti de tutte le parti del mondo habitabile et le proprie doti: le tavole topographice delle regioni. Le naturali qualità  del terreno, onde nascono tante diferenze, et varietà  dicose, et animate et non animate. Le nature, et le dipinture degli animali pellegrini. L'imagini, et descrittioni delle città  più nobili: i principij de regni, gli accrescimenti, e tramutamenti. I costumi di tutte le genti, le leggi, la religione, i fatti. Le mutationi: le genealogie altresì de re, e de principi. Autore Sebastiano Munstero.

Autore MÜNSTER, Sebastian (1488-1552).
Tipografo Heinrich Petri
Dati tipografici Basel, 1558 marzo
Prezzo € 24.000,00

In folio (cm 31,5); legatura coeva in pelle di scrofa su assi di legno con ricche impressioni a secco, dorso a sei nervi scoperti (fermagli solo in parte conservati, piccole mancanze e spellature); pp. (24), 14 carte geografiche su doppia pagina, 1237 [i.e. 1259], (1). Con circa 930 figure in legno nel testo (in parte ripetute), tra cui un mappamondo sul frontespizio, il ritratto dell'autore al verso del titolo, 38 vedute e piante su doppia pagina e 3 vedute su quattro pagine più volte ripiegate. Marca tipografica al verso dell'ultima carta. Piccoli timbri sul margine inferiore del frontespizio, buco di ca. 2 cm a p. 172 con perdita di parte incisa, leggero alone nel margine superiore al centro del volume, per il resto bellissima copia genuina e marginosa in legatura strettamente coeva.

RARA PRIMA EDIZIONE IN ITALIANO della più importante e celebre cosmografia del Rinascimento; un'opera che dalla sua prima apparizione nel 1544 fino all'ultima edizione del 1628, ebbe una straordinaria influenza in tutta Europa, venendo ristampata per ben 35 volte e tradotta in cinque lingue diverse.

EDIZIONI. La prima edizione della Cosmographia uscଠnel 1544 dai torchi di Heinrich Petri con testo tedesco. Nuove edizioni aumentate apparvero nel 1545, 1546 e 1548, tutte sempre in lingua tedesca. Risale invece al 1550 la versione definitiva dell'opera prodotta da Münster prima di morire. Questa edizione, uscita contemporaneamente in latino e tedesco e considerevolmente aumentata nel testo e nell'apparato iconografico, costituଠla base di tutte le successive ristampe (in latino, tedesco, italiano, francese e ceco) che furono pubblicate fino al 1572.
A partire dall'edizione tedesca del 1572 fu infatti aggiunto del nuovo materiale che Münster aveva raccolto prima di morire, ma non aveva fatto in tempo ad includere nella sua ultima versione: il nuovo materiale era affiorato dopo la morte di sua moglie avvenuta in quell'anno. Con l'edizione del 1572, apparsa sia in tedesco (la versione tedesca fu nuovamente stampata nel 1574 e nel 1578) sia in latino (ultima in questa lingua), finଠil totale controllo della casa editrice basileese di Heinrich Petri sulla Cosmographia; ad eccezione dell'edizione ceca del 1554 stampata a Praga, tutte le altre edizioni erano infatti uscite dai suoi torchi.
Nel 1575 Franà§ois de Belleforest curಠuna riedizione in francese, contenente più di seicento nuove pagine riguardanti la Francia, e nello stesso periodo apparvero due nuove edizioni italiane, una stampata a Colonia nel 1575, l'altra a Venezia senza data ma verosimilmente dello stesso anno. Queste due edizioni italiane, basate su quella del 1558, non presentano aggiornamenti ed integrazioni (l'ultima data citata nel testo risale alla fine del 1557), ma furono in compenso parzialmente censurate.
L'edizione italiana del 1558 presenta la stessa dedica a Carlo V della definitiva edizione latina del 1550; modifica perಠla data da marzo 1550 a marzo 1558. Il colophon sull'ultima carta recita che l'edizione fu stampata nel marzo del 1558 a spese di Heinrich Petri, la cui marca figura al verso della stessa carta. L'edizione italiana del 1558 è inoltre l'ultima edizione della Cosmographia ad indicare il Sud America con la dicitura ''Insula Atlantica quam vocant Brasilij et Americam'', successivamente ribattezzata ''Nova Insula Atlantica'' (cfr. H.J.W. Horch, Bibliographische Notizen zu den Ausgaben der 'Kosmographie' Sebastian Münsters in italienischer Sprache, in: ''Gutenberg Jahrbuch'', 1976, pp. 237-247).

GENESI DELL'OPERA. Quello che Sebastian Münster riuscଠa realizzare in poco più di venticinque anni, da quando nel 1526 cominciಠad abbozzare il suo primo progetto di patria illustrata, ossia di descrizione storico-geografica e cartografica della Germania, sino al 1550 (anno della sua ultima edizione della Cosmographia) e, ancora oltre, fino alla morte, raccogliendo nuovo materiale per ulteriori aggiornamenti, ha quasi del prodigioso.
Erede allo stesso tempo sia della tradizione geografica antica di matrice matematica che, facendo capo a Claudio Tolomeo, aveva trovato nel primo Cinquecento degni eredi quali Pietro Apiano e Gemma Frisio, sia di quella di stampo corografico-descrittivo che aveva in Strabone e Plinio il Vecchio i due cardini fondanti, Münster raccolse l'appello di Conrad Celtis, che nel 1492 durante una lezione tenuta a Ingolstadt aveva esortato gli umanisti tedeschi a realizzare per la Germania quello che gli Italiani avevano fatto per il loro paese (i riferimenti principali erano in questo senso l'Italia illustrata di Flavio Biondo e l'Europa di Enea Silvio Piccolomini), proponendo uno sforzo collettivo verso la realizzazione di una Germania illustrata, ossia di una descrizione storico-geografico-cartografica attualizzata dei paesi di lingua tedesca, che rendesse finalmente giustizia delle virtù e dell'intraprendenza di quei popoli che dopo Tacito non avevano più avuto un vero storico.
Jacob Wimpfeling fu uno dei primi a raccogliere l'appello di Celtis, pubblicando nel 1505 l'Epitoma rerum germanicarum usque ad nostra tempora. Ma fu solo con la generazione successiva e, soprattutto, nell'ambito della cosଠdetta Sodalitas Basiliensis, formatasi intorno alla carismatica figura di Erasmo durante il suo soggiorno a Basilea, che il progetto della patria illustrata progredଠin modo significativo. Storici, geografi ed umanisti di lingua tedesca, quali Heinrich Glareanus (autore di un fortunato manuale intitolato De Geographia, Basilea, 1527), Aegidius Tschudi (la cui celebre De prisca ac vera alpina Rhaetia, descrizione storico-geografia dei Grigioni, fu stampata a Basilea nel 1538 per le cure di Sebastian Münster, che la tradusse anche in latino, e con la complicità  di Beatus Rhenanus), lo stesso Beatus Rhenanus, Joachim Vadian (professore a Vienna ed curatore di importanti edizioni di Plinio il Vecchio e Pomponio Mela), Simon Grynaeus (cui si deve il Novus Orbis, 1532, al quale collaborಠcome cartografo lo stesso Münster), Johannes Strumpf (autore di una Chronik della Svizzera, apparsa a Zurigo nel 1548) e molti altri, tutti amici e collaboratori in diversa misura di Münster, seppur con scopi e metodi differenti, attraverso una stretta cooperazione ed un grande entusiasmo, contribuirono enormemente a portare avanti l'ambizioso progetto, raccogliendo materiale e mettendolo a disposizione dei colleghi.
Il primissimo abbozzo della Cosmographia si ebbe nel 1524, quando Münster e Beatus Rhenanus (entrambe renani), incontrandosi a Basilea, progettarono di scrivere una descrizione delle regioni tedesche attraversate dal Reno. Münster, che in quegli anni divideva il suo tempo fra Basilea e Heidelberg, cominciಠa intraprendere le prime escursioni scientifiche per raccogliere materiale e compiere misurazioni. Consapevole della vastità  del progetto, nel 1528 pubblicಠuna Vermanung an alle Liebhaber der Künstenn im Hilff zu thun zu warer und rechter Beschreybung Teütscher Nation, che uscଠal seguito della sua Erklerung des newen Instruments der Sunnen (una delle sue pubblicazioni scientifiche sulle meridiane). Si trattava di una vera e propria richiesta di aiuto e collaborazione per un progetto che, nel frattempo, dai confini renani si era già  esteso a tutta l'area tedesca e che presto avrebbe valicato anche quei confini per coprire tutta l'Europa ed infine tutto il mondo.
I metodi utilizzati da Münster per raccogliere materiale erano essenzialmente tre: i viaggi da lui stesso compiuti, le informazioni tratte dalle opere a stampa o manoscritte circolanti ai suoi tempi e la collaborazione degli altri.
Per quanto riguarda i viaggi, Münster compଠsvariate escursioni scientifiche in Svizzera e in varie parti della Germania, soprattutto renana, ma non si spinse mai oltre quei confini. Durante questi viaggi, raccontati spesso in prima persona nella Cosmographia, egli compiva rilevamenti e misurazioni con il sistema allora in uso della triangolazione che egli contribuà¬, tra l'altro, a migliorare e sul quale si sofferma per un intero capitolo dell'opera; incontrava umanisti e studiosi di altre zone con i quali poteva confrontarsi; esaminava nuove biblioteche alla ricerca di libri che gli potessero essere utili; visitava monasteri allo scopo di raccogliere documenti e cronache inedite. Münster continuಠa viaggiare anche dopo l'uscita della Cosmographia, provando su di sé i vantaggi di essere ormai diventato un autore conosciuto ed apprezzato, in quanto spesso veniva ospitato ed accolto con un trattamento solitamente riservato a persone di maggior prestigio sociale.
Risiedendo in uno dei maggiori centri editoriali del tempo, Münster aveva poi la possibilità  di venire a conoscenza dell'esistenza di certe opere prima di molti altri. Come docente universitario, incontrava quotidianamente colleghi e studenti provenienti da fuori che giungevano a Basilea per un breve periodo, mentre, come collaboratore editoriale, poteva mettere le mani su tutti i numerosissimi testi che passavano per le officine tipografiche della città  in vista di una futura pubblicazione. Senza contare poi il fatto che, essendo Basilea la più tollerante tra le città  riformate della Svizzera, per le sue strade si potevano incontrare molti dei rifugiati cattolici scappati dalla Francia e dall'Italia per motivi religiosi.
Ma, data la vastità  dell'impresa, il più efficace dei sistemi di reperimento del materiale fu senz'altro la collaborazione altrui. Münster scriveva svariate lettere al giorno per richiedere e sollecitare a colleghi, principi, uomini di chiesa e reggenti l'invio di materiale (relazioni, documenti, genealogie, cronache, descrizioni e, soprattutto, mappe e carte geografiche) relativo alle loro zone. Il destinatario veniva lusingato dall'idea di vedere la propria città , la propria famiglia o il proprio monastero celebrati in una grande opera di respiro europeo.
L'aiuto maggiore giunse naturalmente dai membri di quella respublica litterarum che condividevano la stessa passione e gli stessi obiettivi di Münster. Figure come Konrad Pellikan, Beatus Rhenanus, Bonifacius Amerbach, Konrad Peutinger, Heinrich Glareanus, Joachim Vadian, Aegidius Tschudi, Wolfgang Lazius, Willibald Pirkheimer, Johann Aventin, Johannes Schöner, Conrad Gessner, Konrad Lycosthenes e Johannes Honter (solo per citarne alcuni), attraverso un fitto scambio epistolare con l'autore, diedero un fondamentale contributo alla realizzazione dell'opera. In alcuni casi Münster giunse persino ad inserire direttamente veri e propri passi di altri autori sui loro luoghi di origine, come per esempio quello di Hieronymus Bonerus su Colmar (illustrata nella Cosmographia da una bellissima veduta) o come quello di Johannes Fischart su Francoforte.
Oltre agli studiosi, Münster fece appello anche ai consigli municipali delle molte città  europee e ai vari reggenti d'Europa, ai quali richiedeva (e spesso otteneva) non solo materiale di prima mano, ma anche finanziamenti e protezioni.
Una volta ottenuta una tale ingente messe di informazioni, Münster dovette vagliare, dove possibile, riorganizzare e riscrivere tutto il materiale. Anche per quanto riguarda la parte iconografica, egli utilizzಠsଠdisegni pervenutegli da tutti gli angoli d'Europa, ma gran parte di essi furono da lui rielaborati, senza contare quelli realizzati integralmente da lui durante i suoi viaggi.
Münster si occupಠpersonalmente anche della parte più prettamente cartografica, realizzando sia le grandi carte generali che gran parte di quelle regionali. Prima della pubblicazione della Cosmographia nel 1544, egli aveva già  maturato una vasta esperienza come cartografo, non solo limitandosi a copiare carte preesistenti ma anche delineandone di nuove, come il mappamondo inserito nell'edizione del 1532 del Novus Orbis di Simon Grynaeus che è ispirato a quello di Waldseemüller del 1507 oppure la carta della Svizzera allegata all'opera di Tschudi del 1538. Münster pubblicಠinoltre nuove edizioni di Solino, Pomponio Mela e Tolomeo (rispettivamente nel 1538 e nel 1540), corredandole di un vasto apparato cartografico, che sarà  poi in parte riutilizzato anche per la Cosmographia.
Dopo la pubblicazione del Tolomeo nel 1540, Münster cominciಠa stringere i tempi sulla Cosmographia. I quattro anni seguenti furono i più difficili: il reperimento del materiale era spesso esasperante e richiedeva frequenti solleciti; i rapporti con il Petri, che si sobbarcಠquasi interamente il rischio d'impresa, si facevano a volte molto tesi a causa dei costi altissimi che andavano sempre più lievitando (lo stesso Münster nel 1548 calcolಠche il solo costo degli illustratori era pari a 600 fiorini, ossia dieci volte superiore al salario da lui percepito nel 1528 come docente universitario); gli impegni di docenza gli portavano via molto tempo; lo preoccupava inoltre la concorrenza del progetto per molti versi simile che Johannes Strumpf stava portando avanti negli stessi anni, quella Chronik che sarebbe poi apparsa solo nel 1548.
Nonostante tutto questo, nell'autunno del 1544, seppur non completa come la desiderava il suo autore, la Cosmographia si trovava in vendita tra i banchi della fiera di Francoforte. E fu subito un grandissimo successo anche commerciale, ripagando ampiamente gli investimenti del Petri.
Münster continuಠtuttavia a lavorarci sopra, introducendo nuovo materiale e perfezionando nella qualità  ed aumentando nel numero le illustrazioni. Se la prima edizione del 1544 contava 640 pagine, 520 illustrazioni e 24 mappe su doppia pagina, la definitiva edizione del 1550 raddoppiಠil numero delle pagine (1233) e delle figure nel testo (910). Solo le carte geografiche iniziali, riprese dalla Geografia del 1540 e reincise, furono ridotte a 14 (cfr. H.L. Ruland, A Survey of the Double-page Maps in Thirty-Five Editions of the 'Cosmographia Universalis' 1544-1628 of Sebastian Münster and in his Editions of Ptolemy's 'Geographia' 1540-1552, in: ''Imago Mundi'', 16, 1962, p. 89).
Per l'incisione in legno delle mappe e delle figure Münster si servଠdi vari artisti, a volte commissionando loro anche solo una singola figura. I principali sono: Hans Holbein, che tuttavia abbandonಠpresto il progetto e si trasferଠin Inghilterra; Conrad Schnitt, che incise molte vedute di città ; David Kandel; e, soprattutto, Hans Rudolf Manuel Deutsch, a cui si deve la maggior parte delle vedute di città  e delle altre illustrazioni di maggior formato.
Lo straordinario successo della Cosmographia fu senza dubbio dovuto anche alla grande qualità  delle immagini, che alzarono notevolmente il livello per questo tipo di pubblicazioni. Se nel Liber Chronicarum dello Schedel i profili delle città  riprodotte erano piuttosto vaghi e a volte erano pure ripetuti, la precisione delle vedute proposte dal Münster raggiunse il massimo di verosimiglianza ottenibile a quei tempi. Per di più, questi introdusse importanti innovazioni tecniche come quella di inserire la descrizione delle tavole componendo il testo con caratteri mobili esterni al blocco di legno della figura; in questo modo la matrice poteva essere riutilizzata indipendente dal testo, il quale quindi poteva essere corretto nelle ristampe successive oppure variato per le traduzioni.
Anche le carte geografiche di Münster ebbero una notevole influenza; ad esse esplicitamente si rifecero, tra gli altri, il Mercatore e l'Ortelio.
Le immagini intercalate nel testo, intagliate appositamente per la Cosmographia, si dividono in due gruppi principali: quelle più rozze che raffigurano scene generiche e sono quindi riutilizzate più volte; e quelle più specifiche che raffigurano stemmi araldici, ritratti di sovrani e uomini famosi, eventi storici e fenomeni naturali di particolare rilevanza, animali esotici e attività  umane specifiche di una zona, che si segnalano per la loro maggior precisione ed verosimiglianza.

CONTENUTI. La Cosmographia del Münster, che per certi versi puಠessere considerata come una vasta enciclopedia di tutto il sapere storico-geografico del tempo, si presenta come una ''periegesis'', ossia come un pellegrinaggio o viaggio intorno al mondo che si sviluppa luogo per luogo. Il mondo è diviso in continenti; i continenti sono suddivisi in territori più piccoli, i quali a loro volta sono composti da specifici luoghi geografici che l'autore idealmente attraversa come in un viaggio.
Gran parte dell'opera è dedicata all'Europa (84% del totale, contro il 12% per Asia e Nuovo Mondo e il 4% per l'Africa). In Europa il 18% è riservato a Gran Bretagna, Spagna, Francia e Italia, il 15% ai paesi del nord e ben il 48% alle regioni di lingua tedesca. Il restante 3% forma il libro primo, in cui si trovano istruzioni generali di carattere matematico, fisico-geografico e cartografico.
Il metodo periegetico aveva il grande vantaggio di permettere una facile memorizzazione della grande messe di informazioni che Münster, in quanto praeceptor, metteva a disposizione dei suoi lettori per il loro apprendimento; nello stesso tempo, permetteva al lettore di non smarrirsi nei meandri delle digressioni e divagazioni varie che rendono l'opera apparentemente un po' caotica, ma ne costituiscono uno dei principali motivi di attrazione.
Münster, finché fu in vita, si interessಠdirettamente anche dell'impaginazione dell'opera, volendo che fosse ricca di titoli e titoli correnti per aiutare il lettore a capire in quale punto del viaggio si trovava durante la lettura, nonché di immagini nel testo che rendessero la narrazione più agevole ed accessibile.
Lo stile è molto vario e passa dalla severità  professorale alla levità  colloquiale, adeguandosi alla grande varietà  di contenuti. Non infrequenti sono infatti nel testo aneddoti e piccoli racconti personali che animano la narrazione.
Nel descrivere una regione o una città , Münster segue solitamente un ordine prestabilito: prima viene la geografia (mappa, veduta e descrizione corografica); seguono quindi l'etimologia del nome e le sue versioni in altre lingue (cosa fondamentale per evitare malintesi ed ambiguità  e per collegare la storia antica alla geografia moderna), le risorse del territorio (Münster è particolarmente interessato a tutto ciಠche è utile all'uomo come i metalli o le acque termali, i prodotti della terra, il cibo, il vino, la fertilità  del suolo, gli animali), i monumenti (monasteri, castelli, palazzi, chiese, ecc.) ed infine le notizie storiche.
Da un punto di vista prettamente geografico e cartografico, non solo per i meriti già  sopra ricordati nel campo della misurazione delle distanze e della triangolazione e nel campo della tecnica da lui introdotta nella stampa delle carte con testo in caratteri mobili, Münster fu un grande innovatore. L'uso che egli fece dei diagrammi nella illustrazione delle miniere o l'uso dei simboli nella mappa della Boemia per distinguere le diverse confessioni religiose della varie località  sono senza precedenti. Münster fu inoltre il primo geografo ad introdurre mappe separate per ciascuno continente; a fornire la prima carta separata delle Isole britanniche e la prima in assoluto della Scandinavia; il primo infine a citare le fonti da lui utilizzate per le carte non tolemaiche.
Le 14 mappe poste all'inizio del volume, una sorta di piccolo atlante volto a dimostrare attraverso la precisione matematica e l'uniformità  di proiezione l'alto valore scientifico dell'opera, contengono: un mappamondo moderno, un mappamondo tolemaico, una carta dell'Europa, quindi la Spagna, la Francia, la Germania, la Svevia e la Baviera, la Polonia e l'Ungheria, l'India, l'Africa, il Nuovo Mondo, la Grecia, la Svizzera e il Reno, la Boemia.
Le 54 carte inserite nel testo (su quattro, due o singola pagina) sono invece molto diverse. Talvolta anche abbastanza piccole, presentano sovente una prospettiva a volo d'uccello che mette in evidenza le città  e i rilievi. Esse sono pensate per accompagnare il testo e intendono quindi dare un maggior senso di spazialità  seppur a scapito della precisione matematica.
In un epoca in cui era ancora dibattuto se l'America fosse un continente oppure un'isola, nella Cosmographia Münster propende decisamente per la seconda ipotesi, presentando l'America come un'isola all'interno di un mondo tripartito, formato da soli tre continenti. Nella carta riservata al Nuovo Mondo, questo figura quindi come separato dall'Asia, ma non assurge nella visione geografica di Münster allo stesso livello di importanza di Asia, Africa ed Europa. All'America è poi riservata solamente una piccola sezione inserita fra le descrizioni dell'Asia e dell'Africa. D'altra parte, l'America, come del resto l'Oceania, fu non solo scoperta, ma anche inventata attraverso un lungo dibattito riguardante la sua identità , che alla fine non vide certo prevalere l'opinione di Münster.
«Münster constructed America as part of a larger geographical space - an archipelago from the Canaries to the Moluccas. In so doing, he connected it to one of the pressing issues in international politics and commerce: the search for sea-routes to the Spice-Islands that enabled one to bypass and undercut the overland spice trade... Münster's interpretation of the geography of half the globe along commercial lines indicates awareness of the interests of the many German merchants and financiers in the spice trade» (S. Davies, America and Amerindians in Sebastian Münster's 'Cosmographiae universalis libri VI' (1550), in: ''Renaissance Studies'', 25, nr. 3, 2011, pp. 368-369).
La storia, umana e naturale, interessa a Münster in egual misura della geografia e della topografia. In particolare, egli si preoccupa di delineare i cambiamenti storici (spostamenti ed evoluzione dei popoli, ascese e cadute di regni ed imperi, trasformazioni del paesaggio) che ogni territorio ha attraversato durante i secoli. Nel fare cià², non dimentica mai di menzionare le proprio fonti e di confrontarle fra loro, quando possibile.
Münster viene inoltre a giusto titolo considerato come il padre dell'etnografia e dell'antropologia comparata, in quanto egli descrive e compara caratteristiche somatiche, leggi, costumi, cerimonie, pratiche educative, abilità , attività  artigianali, modi di vestire e abitudini alimentari di tutti i popoli che affronta. Per quanto riguarda la religione, egli si limita a descrivere il credo e le pratiche di una certa regione, senza entrare nel merito delle questioni confessionali, al punto che il suo apprezzamento va spesso anche a popoli non cristiani, purché ingegnosi e civili sotto altri aspetti, come per esempio i Turchi.
Da ogni pagina della Cosmographia trapela l'amore di Münster per il sapere e la conoscenza come valori fondanti di una società  socialmente stabile, pacifica e tollerante. In questo senso, abbraccia in toto gli ideali umanistici che erano a fondamento della respublica litterarum, di cui egli era un membro orgoglioso.
Più in particolare, Münster celebra la vita e l'opera di singoli studiosi, descrivendone gli scritti principali e tracciandone una breve biografia. Oltre ai grandi del passato, si sofferma soprattutto su glorie patrie come Erasmo da Rotterdam, Jacob Stöffler, Conrad Celtis, Johannes Reuchlin, Beatus Rhenanus, ecc.
Nonostante il rigore scientifico e lo scrupolo filologico applicati da Münster nella sua opera, affiorano talvolta nella Cosmographia, soprattutto nelle sezioni dedicate ai paesi lontani dell'Asia, dell'Africa e del Nuovo Mondo, molti di quegli aspetti favolosi relativi sia al mondo animale (mostri marini, creature immaginarie, ecc.), sia al mondo umano (cannibali, racconti meravigliosi, ecc.), cosଠtipici della letteratura medievale, che non ci si aspetterebbe di trovare in un'opera siffatta (cfr. M. McLean, The 'Cosmographia' of Sebastian Münster. Describing the World in the Reformation, St. Andrews, 2007, passim).

LA VITA. Sebastian Münster nacque a Ingelheim (Renania-Palatinato) nel 1488. Il padre, Spitalmeister della cittadina, fu in grado di provvedere all'istruzione superiore di almeno due dei suoi figli, tra cui Sebastian. Dopo i primi rudimenti del trivium appresi a Ingelheim, questi continuಠi proprio studi ad Heidelberg, dove presso il Generalstudium dei Francescani si dedicಠalla logica, alla cosmologia, alle matematiche, alle scienze naturali e alla teologia.
Nel 1506 entrಠnell'Ordine francescano. Nello stesso periodo soggiornಠa Lovanio e Friburgo, dove, sotto la guida di Gregor Reisch, per la prima volta attuಠquella inusuale combinazione di studi ebraici, studi biblici e geografia, che lo avrebbe contraddistinto per tutta la vita. Nel 1509 fu mandato presso il monastero di St. Katharina a Rufach, dove, grazie all'insegnamento di Konrad Pellikan, Münster fece rapidi progressi nella conoscenza della lingua ebraica; progressi che avrebbe successivamente consolidato grazie alla collaborazione con lo studioso ebreo Elia Levita.
Quando nel 1511 Pellikan fu mandato a Pforzheim, Münster lo seguà¬, approfittando dell'occasione per visitare la biblioteca di Reuchlin a Stoccarda e per fare la conoscenza di Wolfgang Capito, che viveva nella vicina Bruchsal.
Ma fu solo dopo il suo trasferimento a Tubinga alla fine del 1514, che Münster incontrಠcolui che si sarebbe rivelato decisivo per la sua istruzione in campo scientifico, ossia Johannes Stöffler. Questi, insieme a Pellikan, fu l'unico tra i suoi maestri a cui Münster si rivolse sempre con l'appellativo di ''Praeceptor fidelissimus''. A Tubinga questi cominciಠanche ad insegnare ed incontrಠper la prima volta Philipp Melanchthon.
Nel 1518 Münster giunse per la prima volta a Basilea, rimanendovi fino al 1521. Qui cominciಠla sua carriera di correttore, traduttore ed editore per conto di Adam Petri. Nonostante nella città  svizzera avesse trovato un ambiente intellettuale ed umano a lui particolarmente consono, nel 1521 fu costretto dal suo Ordine a trasferirsi a Heidelberg, dove insegnಠper quattro anni l'ebraico e fu impegnato nella stesura di importanti opere lessicografiche in greco, ebraico ed aramaico.
In quegl'anni Münster, non appena poteva, si recava a Basilea per trovare gli amici. Ma fu solo nel 1529 che egli prese la drastica decisione di lasciare l'abito e trasferirsi definitivamente a Basilea. Qui continuಠla sua attività  di ricerca in campo geografico e continuಠad approfondire la sua conoscenza dell'ebraico attraverso l'insegnamento e la pubblicazione di altre significative opere lessicografiche. Si propose inoltre l'ambizioso progetto di curare un'edizione della Bibbia nella sua lingua originale.
Se nel campo degli studi ebraici Münster fu un gigante che costruଠun vero e proprio ponte fra due culture, non meno significativi furono i suoi contributi in campo matematico ed astronomico.
Dal suo arrivo a Basilea Münster abbracciಠdi fatto il credo protestante, benché egli non dimostrasse mai una particolare propensione verso i dibattiti di natura confessionale. Nel 1529 Johannes Oecolampadius, con il consenso del consiglio cittadino, gli assegnಠla cattedra di ebraico, mentre quella di greco fu data all'amico Simon Grynaeus.
Münster mantenne il suo incarico per tutta la vita, affiancando all'attività  di docente quella di collaboratore editoriale per Heinrich Petri e Hieronymus Froben. Rivestଠpoi anche altri ruoli istituzionali, tra cui quello di rettore dell'università  negli anni 1547-1548.
A Basilea, oltre che dei suoi studenti, con i quali viveva a contatto quotidiano, ospitandoli talvolta anche a casa sua, Münster poteva godere della compagnia dei membri della cosଠdetta Sodalitas Basiliensis, che si era formata anni prima intorno alla carismatica figura di Erasmo. Senza tutti questi contatti (studenti, viaggiatori, stampatori, umanisti, rifugiati, mercanti, ecc.), che solo in una città  come Basilea si potevano incontrare con tanta frequenza, egli sarebbe difficilmente riuscito a portare a termine la sua Cosmographia. Münster morଠdi peste a Basilea nel 1552 (cfr. H.K. Burmeister, Sebastian Münster. Versuch eines biographischen Gesamtbildes, Basel-Stuttgart, 1963, passim).

BIBLIOGRAFIA. VD16, M-6712; J. Sabin, Dictionary of Books Relating to America. From the Discovery to the Present Time, New York, 1956, nr. 51402; K.H. Burmeister, Sebastian Münster. Eine Bibliographie, Wiesbaden, 1964, p. 85, nr. 99.