Opera nova de Achille Marozzo bolognese, maestro generale de larte de larmi

Autore MAROZZO, Achille (1484-1553).
Tipografo Antonio Bergolli
Dati tipografici Modena, 
Prezzo 15.000,00
Opera nova

«Il vero creatore della scherma italiana, da lui inalzata ad altissimo grado» (Gelli)

 

In 4to (mm. 206x150); legatura moderna in piena pergamena rigida con titolo manoscritto al dorso realizzata con materiale antico; cc. [8], 148. Segnatura: +8 A-S8 T4. Elaborato frontespizio xilografico e 84 figure (di cui 7 ripetute) in legno nel testo, di cui 56 a piena pagina. Ventotto di queste figure recano il monogramma “b”, la cui attribuzione a Francesco Barattini o Giovanni Britto rimane dibattuta. Nei visi dei combattenti effigiati potrebbero esservi i ritratti del maestro e dei suoi allievi. Sul risguardo anteriore firma di appartenenza “Cesare Morbio”. Firme cassate al frontespizio. Aloni e fioriture sparse, margine esterno delle ultime quattro carte abilmente rifatto senza danno al testo, ma nel complesso copia più che buona.

RARA PRIMA EDIZIONE, dedicata al conte Guido Antonio Rangoni, della più celebre ed importante opera italiana di scherma del Cinquecento, che fu più volte ristampata nel corso del secolo. L'edizione veneziana del 1517, che alcune bibliografie danno come prima, si è scoperto essere una tarda ristampa del Sessa con data erronea.

«Il trattato del Marozzo si fonda sui principi della scuola bolognese che dal Moncio allo Zangheri, ha dato all'Italia un vero esercito di eccellenti schermitori e trattatisti. Il Marozzo però, dette un maggiore e miglior sviluppo a questi principi, che non i suoi coetanei. Scolare di Guido Antonio de' Luca, bolognese, dalla cui scuola uscirono molti valentissimi guerrieri [tra cui il celebre Giovanni dalle Bande Nere e il dedicatario della presente opera Guido Rangoni], il Marozzo era gelosissimo dell'arte sua. Infatti, si narra, che prima d'insegnare ad un allievo la nobile arte, esigeva da questi un giuramento… Dal Marozzo molti antichi celebri autori hanno attinto e tra questi non ultimi l'Agrippa, il Fabris, il Morsicato tra gli Italiani. Tra gli stranieri antichi, specie francesi, difficile sarebbe trovare chi non ha copiato totalmente, con lievi modificazioni, l'opera del Marozzo o da questa attinto largamente… Una delle parti più importanti di quest'opera, sono le figure intercalate nel testo, che somigliano, però, a quelle di molti altri libri della stessa epoca. Nell'ultima parte di quest'opera, che tratta del combattimento al pugnale “il n'y a pas deux pages”, dice il Vigeant, “dont la justification soît la même”. Invece dei soliti parallelogrammi, sonvi losanghe, tazze, bicchieri, figure piramidali, nelle quali sembra che il tipografo siasi sbizzarrito a disegnare una pagina con un compositoio. Il Marozzo è stato il primo a scrivere di cose di scherma con principi sufficientemente definiti e pratici; talché, può considerarsi come il vero creatore della scherma italiana, da lui inalzata ad altissimo grado. Tutti i modi di combattere e con qualsiasi arma, allora in uso, sono trattati dall'autore; e trattati con tanta larghezza d'idee, con tanta sapienza d'arte, che tutti coloro che gli tennero dietro furono costretti ad attingere largamente dal suo libro, imitandolo nella forma, copiandolo nella sostanza» (J. Gelli, Bibliografia generale della scherma, Milano, 1895, pp. 134-136).

«We learn that the work concerns offensive and defensive combat, that is written by Achille Marozzo, who calls himself “gladiator of Bologna”, and that it includes all the weapons that men use in hand-to-hand fighting, on foot and on horseback, with illustrations that demonstrate all the effects and guards that can be achieved with the sword (spada), sword and dagger (pugnale), or sword accompanied by the round shield (rotella), hand buckler (targa), large or small shield (brochiero largo o stretto), two-handed sword (spada da due mani), and the various kinds of long-shafted arms (armi inastate). All this, we are told, is to bring light to the generous individuals who delight in the virtue of arms» (W.M. Gaugler, The History of Fencing, Bangor, 1998, pp. 1-2).

Cfr. inoltre A. Marozzo, Opera nova dell'arte delle armi, a cura di G. Rapisardi, Torino, 2005.

Edit 16, CNCE64015; R. Mortimer, Italian 16th Century Books in the Harvard College Library, Cambridge, 1974, II, no. 287; M.J.D. Coockle, A Bibliography of Military Books, London, 1978, no. 744; G.E. Levi-J. Gelli, Bibliografia del duello, Milan, 1903, pp. 143-144.

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