Opera omnia, in unum proxime post illius mortem collecta [...] Accesserunt Andreae Naugerij patricij Veneti, Orationes duae carminaque nonnulla [...]

Autore: FRACASTORO, Girolamo (ca. 1478-1553)-NAVAGERO, Andrea (1483-1529)

Tipografo: eredi di Lucantonio Giunta

Dati tipografici: Venezia, 1555


In 4to (mm. 222x150). Cc. [6], 285, [i.e. 281], [1 bianca], 32. Omesse nella numerazione le cc. 185-188. Segnatura: +6 A-Z4 AA-ZZ4 AAA-ZZZ4 &&&6 a-h4. Bianca la carta &&&6. Marca tipografica al frontespizio. Colophon alle carte &&&5v e h4r. Ritratto di Fracastoro e Navagero in medaglione alla c. +6v. Con numerosi diagrammi in legno nel testo. Legatura ottocentesca in mezza pelle, dorso a nervi con tassello e titolo in oro, taglio picchiettato. Nota di possesso al frontespizio cassata anticamente e di cui rimane leggibile solo la data 1582, piccolo strappo marginale alla c. SSS4, a tratti lievemente brunito, sporadiche fioriture ed ingialliture, ma ottima copia fresca e genuina.

 

Prima edizione edita per le cure di Paolo Ramusio (ca. 1486-1557), amico intimo sia di Fracastoro che di Navagero.

Il volume raccoglie, di Fracastoro, l'Homocentricon, il De causis criticorum dierum libellus, il De sympathia et antipathia rerum liber unus, il De contagione et contagiosis morbis et curatione libri tres, il Naugerius sive de poetica dialogus, il Turrius sive de intellectione dialogus, il Fracastorius sive de anima dialogus, il De vini temperatura sententia, il Syphilidis sive de morbo Gallico libri tres, Ioseph libri duo, e il Carminum liber unus; di Andrea Navagero, due orazioni rispettivamente in morte di Bartolomeo Liviani e di Leonardo Lauretani, e il Carminum liber unus.

Tre le opere del Fracastoro, di carattere astronomico, medico, letterario e filosofico, spiccano in particolare De sympathia et antipathia rerum liber unus e il De contagione et contagiosis morbis et curatione libri tres, pubblicate per la prima volta assieme nel 1546 in un'edizione piuttosto scorretta che Ramusio emendò per la presente ristampa, la prima delle quali, con la sua teoria della simpatia ed antipatia (attrazione e repulsione) delle cose da un punto di vista fisico, segna un significativo passo in avanti verso una teoria corpuscolare della materia, mentre la seconda, il De contagione, rappresenta un fondamentale studio di epidemiologia, in cui Fracastoro espone per la prima volta la teoria della diffusione delle malattie per contagio da germi (seminaria contagiorum). Egli descrive numerose malattie contagiose ed elenca tre possibili modi di contagio: per contatto cutaneo (come nella scabbia e nella lebbra), per trasmissione indiretta attraverso i vestiti e per trasmissione a distanza senza contatto diretto (come nella peste e nel vaiolo). In quest'ultimo caso egli ritiene che il contagio si verifichi attraverso minuscole particelle, composte di vari elementi, che si diffondono scegliendo gli umori ad esse più affini. I seminaria si originano spontaneamente nella putrefazione dei corpi, hanno una propria vita e si muovono liberamente, propagandosi anche a grandi distanze. Per queste ed altre definizioni Fracastoro pare aver intuito, ben prima dell'invenzione dei microscopi, l'esistenza dei microbi.

Altra celebre opera inclusa nel volume è il Syphilis sive Morbus Gallicus (1530), probabilmente il più celebre poema medico di tutti i tempi, che raccoglie tutto il sapere del tempo sulla malattia venerea che si credeva portata in Italia dai Francesi e che Fracastoro propone di curare con il mercurio.

Originario di Verona, Girolamo Fracastoro studiò filosofia, matematica, astronomia e medicina a Padova, dove fu allievo di Pietro Pomponazzi, Nicolò Leonico Tomeo e Girolamo della Torre. Nella città patavina strinse amicizia con Andrea Navagero, Giovanni Battista Ramusio, Pietro Bembo e i futuri cardinali Ercole Gonzaga e Gaspare Contarini. Laureatosi nel 1502, divenne insegnante di logica e conciliarius anatomicus. In quegl'anni ebbe uno screzio con Nicolò Copernico, che si trovava a Padova per lo studio della medicina.

Nel 1508 seguì Bartolomeo d'Alviano in Friuli, ma dopo la cattura di quest'ultimo in seguito alla sconfitta di Agnadello (1509), Fracastoro fece ritorno a Verona, dove si dedicò alla medicina pratica e partecipò alle attività del locale collegio dei fisici. Dal 1511 egli divise la sua residenza fra Verona e la sua villa di Incaffi sul Monte Baldo, dove riceveva amici e letterati per incontri scientifici e filosofici. Nel 1530 pubblicò il poema scientifico Syphillis sive morbus Gallicus, che ebbe un notevole successo, e nel 1538 il trattato astronomico Homocentrica sive de stellis.

Grazie alla grande fama ormai acquisita, nel 1545 Fracastoro fu nominato da Paolo III medico condotto e stipendiato del Concilio di Trento e canonico di Verona. Morì ad Incaffi il 6 agosto del 1553.

 

Durling, 1631; Heirs of Hippocrates, 176; Wellcome, 2396; Osler, 2650; Waller, 3168; Cushing, F-280; Baumgartner-Fulton, 32; Simon, 268; D.S.B., V, pp. 104-107.


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