Ordini provisioni e dichiarationi intorno alle sete, lavori, & uso di esse, cosi nell’opera bianca, come nella tinta, e drapperie, et altri particolari al detto esserciito appartenenti. Riformate, stabilite, & accomodate per benefitio della Cittŕ di Bologna dalla Santitŕ di N.S. Papa Sisto Quinto di suo moto proprio. Pubblicate in Bologna alli 20. & reiterate alli 21. di Novembre MDLXXXIX

Autore BOLOGNA – SILK MANUFACTURE & COMMERCE.
Tipografo Vittorio Benacci
Dati tipografici Bologna, 
Prezzo 850,00
Ordini provisioni e dichiarationi intorno alle sete

In 4to (mm. 225x155). Pp. 16. Segnatura: A8. Frontespizio entro cornice tipografica con al centor lo stemma in legno di papa Sisto V. Iniziale xilografica a c. A1v. Bell'esemplare in barbe. Piccolo restauro al margine inferiore della prima carta che tuttavia rimane ben distante dal testo. Lievi fioriture. Sciolto e senza legatura. La data “1589” è vergata al margine superiore del frontespizio.

FIRST EDITION of these ordinances regulating the manufacture and trade of silk in the territory of Bologna, at that time belonging to the States of the Church. Indeed, among Sixtus's V (Felice Peretti, 1521-1590), first concerns after assuming the papacy, was to optimize industry and trade in the Pa- pal States. In the bull Cum sicut accepimus (May 28, 1586 – Bullarium Romanum, Turin, 1863, vol. VIII, no. XLIX, pp. 711-719) he ordered that mulberry trees had to be planted throughout the States of the Church in all gardens and vineyards, in every field and wood, over all hills and in every valley, whenev- er no corn was growing (cf. G. Tomasetti, L'arte della seta sotto Sisto V in Roma, in: “Studi e documenti di storia e diritto”, 2, 1881, p. 145). Sixtus V clearly saw the importance and the advantages giving sup- port to the silk industry and trade, which contributed in no small share to the well-being and prosperity of a considerable portion of the working classes of the Papal States.

Bologna became a leading silk producer starting in the 15thcentury thanks to technological and process innovations that brought it to prominence on international markets. The silk production process took place within the city walls in the hands of merchant-entrepreneurs. Negotiations for the purchase of silk cocoons took place in what is now Piazza Galvani. The process was a multi-stage affair involving different facilities, people and methods: filament reeling, in which the co- coons were unwound; silk throwing, in which the filaments were twisted and wound onto bobbins; the weaving done at home by hundreds of women; and the fabric finishing in artisans' workshops. Remarkable was also the artificial water distribution system that traces its origin to the 12thcentury. The system is composed of locks (on the Reno and Savena Rivers), canals (Reno, Savena, Moline and Navile) and underground conduits known as chiaviche that extended the water network to many zones of the city. The availability of water, united with the level of technology attained by the silk mills (cf. A. Guenzi & C. Poni, Sinergia di due innova- zioni: chiaviche e mulini da seta a Bologna, in: “Quaderni storici”, 64, 1987, pp. 111-127), allowed the city to play a leadership role in European proto- industry and international trade for over four centuries. Downstream of the city, after the water had been used to power the mills, a port on the Navile Canal took goods and passengers down to the Po River and on to Venice (cf. C. Poni, La seta in Italia: una grande industria prima della rivoluzione industriale, Bologna, 2009, p. 266).

“L'Opera bianca, quella dei veli, doveva impiegare - secondo norme coperative solennemente confermate dal governo e da un Breve di papa Sisto V (1589) - solo sete gregge locali, ricavate cioè da bozzoli prodotti o nella campagna bolognese (e circonvicine) o a Bologna... Tutta la produzione dei bozzoli, di cui era probita l'esportazione, doveva esser venduta sul mercato urbano (il "Pavaglione") ad operatori economici autorizzati: i caldierani "arbitranti" e i mercanti di seta. Una volta entrati in città, la materia greggia non poteva più uscirne se non come prodotto finito. E solo come velo liscip (gazes) o crespo (crêpes). Questo significa che tutto il processo produttivo dell'Opera bianca, ad eccezione dell'allevamento dei bachi da seta, che era sostanzialmente lavoro di contadini, era concentrato in cit- tà: dalla trattatura, alla torcitura, alla tintura, alla tessitura e all'increspatura... Si tratta di un caso ec- cezionale e credo unico di concentrazione verticale urbana” (C. Poni, Per la storia del distretto industriale serico di Bologna, secoli XVI-XIX, in: “Quaderni storici”, 73/a.XXV/1, 1990, p.98).

Edit 16, CNCE 61120; Universal STC, no. 815854; Biblioteca del Senato del Regno, Catalogo della raccolta di statuti, consuetudini, leggi, decreti, ordini e privilegi dei comuni: delle associazioni e degli enti locali ital- iani, dal medioevo alla fine del secolo XVIII, Rome, 1943, p. 177; Z. Zanardi, ed., Bononia manifesta. Bandi, editti, costituzioni e provvedimenti diversi stampati nel XVI secolo per Bologna e il suo territorio, Florence, 1996, p. 299, no. 2090.

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