Rime di M. Girolamo Parabosco.

Autore PARABOSCO, Girolamo (ca. 1524-1557).
Tipografo Gabriel Giolito de' Ferrari
Dati tipografici Venezia, 1547
Prezzo 680,00

In 12mo; pergamena rigida di poco posteriore, dorso a quattro nervi con titolo manoscritto; cc. 65, (7, di cui le ultime 2 bianche). Marca tipografica sul titolo ed in fine. Titolo un po' sporco, minime fioriture, ma ottima copia genuina.
EDIZIONE IN PARTE ORIGINALE. «Nel 1546 aveva il Parabosco pubblicata la Prima parte delle rime in Venezia, presso Tommaso Botietta in 8vo, dirigendola ad Eleonora de' Medici duchessa di Firenze. In questa nuova pubblicazione del 1547 l'autore riprodusse una parte delle medesime composizioni, insieme con altre inedite e, considerandola come libro nuovo, la dedicò ad Anna da Este principessa di Ferrara, in lode della quale sono i primi sonetti che vi si leggono. Ma il Parabosco, come altri contemporanei, fu solito valersi delle cose proprie in più modi, e farne cucina con più salse. Le ottave in lode di Venezia, che sono stampate in questo libretto (p. 19), furono da lui ristampate l'anno 1548 nel Tempio della Fama; e così ne trasse trentadue ballate o madrigali (salvo errore nel contarli), per aggiungerli con altri nel Primo libro de' madrigali stampato nel 1551; e forse si trovano nei suoi rarissimi e quasi ignoti libri di Madrigali colla musica. La Seconda parte delle rime, dove stanno otto capitoli burleschi, uscì poi in luce nel 1555 a Venezia, presso Francesco e Pietro Rocca fratelli; ed in questa sono ripetuti tre sonetti della edizione giolitina» (S. Bongi, Annali di Gabriel Giolito de' Ferrari, Roma, 1890, I, p. 147).
Le Rime del Parabosco raccolgono per lo più sonetti e canzoni, con qualche sestina ed ottava, di tema amoroso (la bellezza dell'amata, la gelosia, l'amore non corrisposto, ecc). Ma comprendono anche cinque lettere pastorali (Selve) in versi sciolti ed un Egloga dialogata in endecasillabi sciolti che vede come interlocutori Elicone e Bargeo (cfr. F. Bussi, Umanità  ed arte di Girolamo Parabosco. Madrigalista, organista e poligrafo, Piacenza, 1961, pp. 82-87).
Poco si sa della vita del Parabosco. Nato a Piacenza, ricevette la sua prima istruzione dal padre Vincenzo, che era un organista della cattedrale di Brescia. Salvo brevi periodi trascorsi presso altre corti italiane (Firenze, Urbino, Ferrara, Piacenza, Brescia, Padova e Verona), passò la maggior parte della sua vita a Venezia, dove fu allievo del famoso musicista A. Willaert e nel 1551 fu nominato primo musicista della cappella ducale di San Marco. Come compositore scrisse vari pezzi vocali e un libro di Madrigali a cinque voci (1546). Come letterato fu attivo in diverse accademie dell'epoca e in contatto con scrittori ed artisti veneziani, quali A.F. Doni, A. Calmo, P. Aretino e il Tiziano. Fu autore, fra l'altro, di sette commedie e una tragedia, di rime amorose e satirico-didascaliche (1546-1555), di una raccolta di novelle di ispirazione boccaccesca intitolata i Diporti (1550) e di un poema in lode delle dame veneziane intitolato Il Tempio della fama (1548) (cfr. F. Bussi, op. cit., pp. 7-44).
Edit 16, CNCE26060; G. Bianchini, Girolamo Parabosco, scrittore e organista del secolo XVI, Venezia, 1899, p. 262.