Parva quae vocant naturalia; Opuscula nuper in lucem edita; Dialogi, quotquot extant

Autore LEONICO TOMEO, Niccol (1456-1531).
Tipografo Louis Cyaneus per Simon de Colines
Dati tipografici Paris, 
Prezzo Venduto/Sold
Parva quae vocant naturalia

ARISTOTELES (384-322 a.C.)-LEONICO TOMEO, Niccolò editor (1456-1531). Parva quae vocant naturalia.[insieme a:] LEONICO TOMEO, Niccolò (1456-1531). Opuscula nuper in lucem edita [include: PROCLUS DIADOCHUS (412-485). Explicatio Platonis ex Timaeo]. [insieme a:] LEONICO TOMEO, Niccolò (1456-1531). Dialogi, quotquot extant. Parigi, Louis Cyaneus per Simon de Colines, 1530.

Parte prima (titolo generale dell'opera): Aristotelis Stagiritae Parva quae vocant naturalia. De sensu & sensili. De memoria & reminiscentia. De somno & vigilia. De Insomnijs. De divinatione per somnia. De animalium motione. De animalium incessu. De extensione & brevitate vitae. De iuventute & senectute, morte & vita, & de spiratione. Omnia in latinum conversa, & antiquorum more explicata a Nicolao Leonico Thomaeo. Eiusdem opuscula nuper in lucem edita. Item eiusdem dialogi, quotquot extant. Parisijs, apud Simonem Colinaeum, 1530 (Colophon: Parisijs ex chalcographia Lodovici Cyanii Gandavi, impensis Simonis Colinaei, MDXXX); Parte seconda: Nicolai Leonici Tomaei opuscula nuper in lucem edita, scilicet Paraphrasis in commentariolum Aristotelis de animalium motione. Paraphrasis in eiusdem philosophi libellum de animalium ingressu. Quaestiones quaedam naturales cum amatoriis problematibus XX. Conversio mechanicarum quaestionum Aristotelis cum figuris et annotationibus quibusdam. Procli Lycii Explicatio Platonis ex Timaeo, ubi de animorum generatione agitur, in latinum conversa, cum numerorum harmoniarumque multiplici figura. Parisijs, apud Simonem Colinaeum, 1530 (Colophon: Excudebat Simoni Colinaeo Lodovicus Cyanius Gandavus, MDXXX. Mense Septembri); Parte terza: Nicolai Leonici Tomaei dialogi nuper in lucem editi, Trophonius: sive de divinatione. Bembus: sive de animorum immortalitate. Alverotus: sive de tribus animorum vehiculis. Peripateticus: sive de nominum inventione. Sadoletus: sive de precibus. Sannutus: sive de compescendo luctu. Phoebus: sive de aetatum moribus. Severinus: sive de relativorum natura. Bonominus: sive de alica. Sannutus: sive de alica. Rursum Bembus: sive de animorum essentia. Parisijs, apud Simonem Colinaeum, 1530 (Colophon: Parisijs, ex officina chalcographica Lodovici Cyanij, impensis Simonis Colinaei, MDXXX, Mense Novembri).

Tre parti in un volume in folio (mm. 306x208). Pp. [16], 373, [3]; 126, [2]; 83, [9]. Segnatura: aa8a-y8z6&6; A-H8; AA-EE8FF6. Le carte &6, H8 e FF6 sono bianche. Caratteri latini e greci. Marca di Colines sui tre frontespizi. Capilettera ornati. Con numerosi diagrammi e figure in legno nel testo e sul margine. Legatura coeva in piena pelle scamosciata su cartone, dorso a cinque nervi con etichetta e titolo manoscritto al dorso, tagli colorati (piatti macchiati, piccole mancanze al dorso, minimi danni agli angoli, tracce di legacci). Nota al risguardo anteriore che legge: “Applic. al Coll. Rom.”. Segni di tarlo nel margine inferiore di alcune carte lontano dal testo, lievissima brunitura uniforme, ma ottima copia marginosa e genuina nella sua prima legatura.

PRIMA EDIZIONE COLLETTIVA. Il volume include i “Parva naturalia” di Aristotele nella traduzione e con il commento dell'umanista veneziano di origine greco-albanese Niccolò Leonico Tomeo, nonché gli Opuscula e i Dialogi di quest'ultimo. La prima parte era stata pubblicata per la prima volta a Venezia dal Vitali nel 1523. Gli Opuscula, che includono anche l'Explicatio Platonis ex Timaeo del Proclus nella traduzione dello stesso Leonico, erano apparsi sempre dal Vitali nel 1525. I Dialogi videro invece la luce per la prima volta a Venezia nel 1524 presso i torchi del De Gregori; questa seconda edizione data dal Colines presenta in prima edizione il dialogo De animorum essentia.

Niccolò Leonico Tomeo nacque a Venezia nel 1456 da una famiglia originaria dell'Epiro. Apprese il greco sotto D. Calcondila, sia a Padova che a Firenze e Milano. “Le lezioni presso la cattedra padovana e il successivo insegnamento a Venezia misero in luce la tendenza del Lenico alla conciliazione delle dottrine di Platone e di Aristotele… L'incrocio in Leonico dell'approccio filologico e dell'indagine filosofica condotta sulle opere meno note di Aristotele improntò una generazione intera di intellettuali di rilievo, da P. Valeriano a T. Gabriele, P. Gaurico, L.P. Roselli, L. Filalteo… Significativo anche il magistero esercitato su un gruppo di studiosi inglesi impegnati a completare la loro formazione umanistica tra Venezia e Padova: tra gli altri R. Pace, T. Linacre, W. Latimer e quel C. Tunstall che svolse un ruolo di tramite tra il circolo e la tipografia di A. Manuzio e il Leonico… L'insegnamento a Padova si protrasse, secondo quanto testimoniato dal L. medesimo (Aristotelis Parva quae vocant Naturalia, Venezia, B. Vitali, 1523, c. LXXXII), per un decennio, interrotto per ricoprire la cattedra di lettere greche e latine a Venezia, rimasta scoperta sin dal 1502 per la morte di B. Brugnoli. L'incarico a Venezia, che il Leonico ottenne superando la concorrenza di una figura di rilievo come M. Musuro, è testimoniato dalla fine del 1504 fino al settembre del 1506, quando il Leonico stesso rinunciò alla cattedra... Tornato a Padova, dovette interrompere le lezioni a causa della guerra divampata dopo la Lega di Cambrai... Nel corso del 1508 a Venezia entrò in contatto con Erasmo da Rotterdam: il letterato olandese conservò un ricordo vivido del Leonico, ricordo depositato in più occasioni nel suo epistolario, ove giunse a individuare (in una lettera del luglio 1529) in Bembo e appunto nel Leonico i ‘duo praecipua huius seculi lumina' (Erasmo, VIII, p. 245). Il Leonico trascorse il resto della sua vita a Padova, impegnato, oltre che nell'insegnamento, in un'attività editoriale che si fece man mano più intensa e il cui primo esito è rappresentato dall'edizione aldina del Tolomeo del 1516 (Inerrantium stellarum significationes per Nicolaum Leonicum e Graeco translatae)… Tra gli impegni di maggior rilievo del magistero esercitato dal Leonico vi è la formazione di R. Pole, il quale, sin dal maggio 1521, si impegnò nella lettura delle opere di logica e di scienza naturale sotto la sua guida. Iniziava così, ancora al cospetto del Leonico, la seconda stagione dell'umanesimo inglese radicato a Padova, stagione che coinvolse anche T. Lupset, in seguito importante mediatore della lezione erasmiana in Inghilterra…

Nel 1523 uscì a Venezia, presso B. e M. Vitali, l'edizione dei ‘Parva naturalia', con traduzione e commento del Leonico, dedicata a R. Pace, divenuto segretario di Enrico VIII e diplomatico a Venezia… Nel 1524 uscirono i Dialogi (Venezia, G. de Gregori, con dedica a Pole), raccolta di operette latine: tra queste il Trophonius sive De divinatione, il Sadoletus sive De precibus e l'importante dialogo dedicato a Bembo sul tema dell'immortalità dell'anima… I tentativi filosofici del Leonico miravano a una conciliazione delle posizioni platoniche e aristoteliche sull'anima come motore e sull'anima come forma, in una polemica piuttosto scoperta con Pomponazzi. Consistenti, in questa chiave, l'impiego di materiali provenienti dalla filosofia di Ficino e più generalmente l'avvicinamento a posizioni neoplatoniche, come è visibile nell'Alverotus sive De tribus animorum vehiculis, dove il De vita ficiniano veniva meditato unitamente alla riflessione fisiologica e medica. Da segnalare l'aggiunta, nell'edizione parigina dei Dialogi (S. Colin, 1530) del più tardo De animorum essentia

Risulta di rilievo, entro una parabola intellettuale viva anche in tarda maturità, la testimonianza di un contatto nel 1524 con T. Moro, cui il Leonico aveva inviato una lettera di complimenti e dal quale poi riceveva, per il tramite di J. Clement, una copia dell'Utopia, opera che mostrava di leggere immediatamente e con pieno entusiasmo…

Nel 1525, in corrispondenza di uno scambio epistolare molto intenso tra il Leonico e Pole, ove era discussa la rovente situazione politico-militare in Italia, uscì la stampa degli Opuscula (Venezia, B. Vitali), raccolta dei lavori sull'Aristotele naturale, che il Leonico aveva svolto nel corso di un quarto di secolo. La silloge, dedicata a G. Burgarino, comprendeva versioni del De animalium motione, del De animalium incessu, alcune Quaestiones naturales del Leonico, le pseudo-aristoteliche Quaestiones mechanicae, una versione latina del commento di Proclo al Timeo e, ancora del Leonico, le Quaestiones amatoriae su temi di psicologia e fisiologia amorosa…

In parallelo all'attività di editore ed esegeta di testi aristotelici, il Leonico maturò nella lunga dimora padovana interessi spiccati di antiquaria, accumulando nella sua casa di contrà S. Francesco una significativa collezione… All'inizio del 1531 uscirono i De varia historia libri tres (Venezia, L. Giunta; una stampa lo stesso anno a Basilea, presso J. Froben, e una l'anno successivo a Lione, presso S. Gryphe; altre uscite lionesi nel 1534 e nel 1555)… Sebbene [l'amico] Bembo (III, p. 217) avesse scritto, proprio a Pole, di un Leonico ‘assai gagliardo per gli anni molti che egli ha' all'inizio di febbraio, il Leonico morì a Padova negli ultimi giorni del marzo 1531” (E. Russo, Leonico Tomeo, Niccolò, in: “Dizionario Biografico degli Italiani”, LXIV, 2005, s.v.).

D.J. Geanakoplos, The career of the little-known Renaissance Greek scholar Nicholas Leonicus Tomaeus and the ascendancy of Greco-Byzantine Aristotelianism at Padua University, in: “Byzantina”, XIII, 1985, pp. 357-371; J.M. Woolfson, Padua and the Tudors. English students in Italy 1485-1603, Cambridge 1998, ad indicem; Adams, A-1889; P. Renouard, Bibliographie des éditions de Simon de Colines, 1520-1546, Paris, 1894, 149; Index Aureliensis, 107.925; S.F.W. Hoffmann, Bibliographisches Lexicon der gesammten Literatur der Griechen, Leipzig, 1838, I, 328; B. Moreau, Inventaire chronologique des éditions parisiennes du XVIe siècle, Paris, 1972, III, nr. 1976.

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