Rettorica, et Poetica d'Aristotile tradotte di greco in lingua vulgare fiorentina da Bernardo Segni gentil'huomo, & accademico fiorentino

Autore: ARISTOTELES (384-322 a.C.)-SEGNI, Bernardo (1504-1558)

Tipografo: Lorenzo Torrentino

Dati tipografici: Firenze, 1549


SET DI TRE VOLUMI RILEGATI PER IL CONTE DOMENICO ROSA MORANDO DI VERONA

 

In 4to (mm. 216x137). Pp. [12], 355, [25]. Segnatura: [foglia]6 A-Z4 AA-ZZ4 AAA6. La carta finale AAA6 è bianca. Capilettera xilografici. Testo di Aristotele in carattere romano, commento in carattere corsivo. Legatura del Settecento in pergamena rigida con unghie, dorso con fregi e titolo in oro su tassello, taglio azzurro, segnalibro in raso verde (dorso leggermente fiorito). Al contropiatto ex-libris calcografico settecentesco del conte Domenico Rosa Morando di Verona con il suo stemma nobiliare e, più sopra, etichetta posteriore del Dott. Antonio Zambelli (Sgarzerie, Verona). Restauro al margine superiore del titolo senza danno al testo, alcuni fascicoli un po' bruniti, ma ottima copia fresca e marginosa.

Prima edizione della traduzione di Bernardo Segni della Poetica e della Retorica di Aristotele. Anche se apparve solo nel 1549, l'autore vi lavorò sopra per diversi anni, come conferma la versione manoscritta autografa della Retorica ora presso la Biblioteca Marucelliana (ms. C.333, in cui l'epistola dedicatoria al duca di Firenze Cosimo I de Medici è datata 1546, invece del 1548 che è la data che compare nella dedica della prima edizione a stampa). Segni offre ai lettori non solo una traduzione dell'opera di Aristotele ma anche un ricco commento di suo pugno. Il commento alla Retorica appare nel ms. marucelliano in una versione preliminare più breve (cfr. S. Bionda, La Poetica di Aristotele volgarizzata: Bernardo Segni e le sue fonti, in: “Aevum”, 2001, LXXV, pp. 679-94; S. Bionda, Aristotele in Accademia: Bernardo Segni e il volgarizzamento della Retorica, in: “Medioevo e Rinascimento”, 2002, XVI / n.s. XIII, pp. 241-65; inoltre S. Bionda, Un “traduttor dei traduttori”? Bernardo Segni dalla “Retorica” alla “Poetica”, in: “Aristotele fatto volgare: Aristotelian philosophy and the vernacular in the Renaissance (Atti del convegno, Pisa, Scuola Normale Superiore, 27-28 settembre 2012)”, a cura di D. Lines e E. Refini, Pisa, 2014, pp. 77-97).

Edit 16, CNCE2927; Moreni, pp. 44-46; Cranz-Schmitt 108.221; E. Refini, Trattato dei governi di Aristotile, in: “Vernacular Aristotelianism in Renaissance Italy Database (VARIDB)”, online database; S. Bionda, Poetica d'Aristotile tradotta di greco in lingua vulgare fiorentina da Bernardo Segni gentiluomo et accademico fiorentino, Roma, 2015.

 

(si offre insieme:)

 

ARISTOTELES (384-322 a.C.)-SEGNI, Bernardo (1504-1558). Trattato dei governi di Aristotile tradotto di greco in lingua vulgare fiorentina da Bernardo Segni […] Firenze, Lorenzo Torrentino, 1549.

In 4to (mm. 221x132). Pp. 420, [20]. Segnatura: A-Z4 Aa-Zz4 Aaa-Iii4. Testo di Aristotele in carattere romano, commento in carattere corsivo. Capilettera xilografici. Legatura del Settecento in pergamena rigida con unghie, dorso con fregi e titolo in oro su tassello, segnalibro in raso verde. Al contropiatto ex-libris calcografico settecentesco del conte Domenico Rosa Morando di Verona con il suo stemma nobiliare e, più sopra, etichetta posteriore del Dott. Antonio Zambelli (Sgarzerie, Verona). Restauro all'angolo inferiore esterno di c. G4 ben lontano dal testo, alcune carte leggermente brunite, ma ottima copia fresca e marginosa recante diverse postille marginali coeve (un po' sbiadite) all'inizio del volume (libro primo dell'opera).

Prima edizione. Il Trattato dei governi di Bernardo Segni è una traduzione con commento della Politica di Aristotele. L'opera, pubblicata per la prima volta nel 1549 e successivamente ristampata nel 1551 e nel 1559, era già pronta nel 1548, come attestano sia l'epistola dedicatoria al duca di Firenze Cosimo I de Medici che il manoscritto autografo ora all'Archivio di Stato di Firenze (Cerchi 94). La copia autografa, ricca di annotazioni e correzioni dello stesso Segni, fu impiegata dallo stampatore Lorenzo Torrentino per la sua edizione ed è stata oggetto di un approfondito studio da parte di Simone Bionda (La copia di tipografia del “Trattato dei Governi” di Bernardo Segni: breve incursione nel laboratorio del volgarizzatore di Aristotele, in: “Rinascimento”, 2002, II s., XLII, pp. 381-414).

Edit 16, CNCE2928; Moreni, pp. 66-67; Cranz-Schmitt, 108.158; E. Refini, Trattato dei governi di Aristotile, in: “Vernacular Aristotelianism in Renaissance Italy Database (VARIDB)”, online database.

 

(si offre insieme:)

 

ARISTOTELES (384-322 a.C.)-SEGNI, Bernardo (1504-1558). L'Ethica d'Aristotile tradotta in lingua vulgare fiorentina et comentata per Bernardo Segni. Firenze, 1550 (Colophon: Firenze, Lorenzo Torrentino, agosto 1550).

In 4to (mm. 218x138). Pp. 547, [13]. Segnatura: a-z4 A-Z4 Aa-Zz4 AA4. La carta finale AA4 è bianca. Registro, privilegio e colophon a c. AA3v. Frontespizio entro bordura architettonica con le armi medicee in alto ed una veduta della città di Firenze in basso. Capilettera ornati e vari diagrammi in legno nel testo. Carattere corsivo. Legatura del Settecento in pergamena rigida con unghie, dorso con fregi e titolo in oro su tassello, segnalibro in raso verde. Al contropiatto ex-libris calcografico settecentesco del conte Domenico Rosa Morando di Verona con il suo stemma nobiliare e, più sopra, etichetta posteriore del Dott. Antonio Zambelli (Sgarzerie, Verona). Minime fioriture marginali alle prime carte, leggero alone all'angolo inferiore esterno di alcune carte, ma ottima copia fresca e marginosa.

Prima edizione. La traduzione di Bernardo Segni dell'Etica Nicomachea di Aristotele, dedicata al duca Cosimo I, apparve per la prima volta nel 1550 e fu ristampata a Venezia un anno dopo. L'opera, apparentemente basata sul testo greco, include un commento dello stesso Segni (cfr. U. Langer, Aristotle commentary and ethical behaviour: Bernardo Segni on friendship between unequals (Ethica d'Aristotile tradotta in lingua fiorentina et commentata, 1550), in: “Philosophy in the Sixteenth and Seventeenth Centuries. Conversations with Aristotle”, a cura di C. Blackwell e S. Kusukawa, 1999, pp. 107-125; inoltre D.A. Lines, Rethinking Renaissance Aristotelianism: Bernardo Segni's Ethica, the Florentine Academy, and the Vernacular, in: “Renaissance Quarterly”, 66.3, Fall 2013, pp. 824-65).

Edit 16, CNCE2929; Moreni, pp. 104-105; Cranz-Schmitt, 108.176; E. Refini, Trattato dei governi di Aristotile, in: “Vernacular Aristotelianism in Renaissance Italy Database (VARIDB)”, online database.

 

Pregevole set comprendente tre delle quattro traduzioni dall'opera di Aristotele di Bernardo Segni, le uniche apparse mentre l'autore era ancora in vita; la quarta, infatti, relativa all'Anima, apparve postuma a Firenze presso il Marescotti nel 1583 sotto il titolo Il trattato sopra i libri dell'anima d'Aristotile. I tre volumi sono stati rilegati in modo uniforme, ma non contemporaneamente, con ogni probabilità dal loro proprietario di fine Settecento, il conte Domenico Rosa Morando, il cui ex-libris nobiliare appare al contropiatto di tutti e tre i volumi.

“Bernardo Segni was a prominent figure in the cultural landscape of Florence and an active participant in the Accademia Fiorentina in the 1540s and 1550s. He published several significant translations of and commentaries on Aristotelian works in the vernacular, attempting to match the sophistication of previous Latin interpretations, on which he heavily relied. He was also an active political figure and penned acute observations on the events of his time (and in particular on the role of Duke Cosimo) in his Istorie fiorentine, published only long after his death. He also prepared a translation of Sophocles' Oedipus. Segni published translations of and commentaries on Aristotle's Rhetoric and Poetics, Politics, and Nicomachean Ethics, along with one of De anima that appeared posthumously […] Although it is his historical works that have caught the eye, Segni's greatest achievement was as an interpreter and disseminator of Aristotle's works in the vernacular […] His publication in 1549–1550 of the four Aristotelian works listed above was the fruit of several years of labor and was the expression of one of the earliest cultural programs to offer a unified perspective of the Philosopher in the Italian language. He availed himself of a number of Latin models (including the commentaries of Donato Acciaiuoli and Jacques Lefèvre d'Étaples, the translations of Leonardo Bruni, Johannes Argyropoulos, and Francesco Robortello, the expertise and insights of Pier Vettori) and was not himself a philosopher or greatly original; nonetheless, he offered an intelligent synthesis of various interpretations that spoke to the cultural climate of Florence in the 1540s. In particular, he offered his fellow members of the Florentine Academy accessible translations and high-level commentary in a way that complemented the approaches of Benedetto Varchi and Giambattista Gelli. His Ethics commentary, for instance, makes numerous references to Dante and to Italian historical events. His commentary on the Politics is obsequious toward the Academy's patron, Cosimo I. Segni's activity, however, must be seen within the context of the interest of other contemporary figures (including Sperone Speroni, Antonio Brucioli, Alessandro Piccolomini, and others) in encouraging the study of philosophy in the volgare, which had recently attained new status in Italy after the long debates on the questione della lingua” (D.A. Lines, Segni, Bernardo, in: “Encyclopedia of Renaissance Philosophy”, a cura di M. Sgarbi, New York, 2015, s.v.).


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