Tre testimoni fedeli. Del Mutio iustinopolitano. Basilio Cipiano Ireneo

Autore MUZIO, Girolamo (1496-1576)..
Tipografo Bartolomeo Cesano
Dati tipografici Pesaro, 
Prezzo Venduto/Sold
Tre testimoni fedeli

In 8vo (mm 150x100). Carte 118, [2]. Segnatura: A-P8. Marca xilografica al frontespizio ed in fine, capilettera e fregi incisi su legno. Frontespizio arrossato con timbro abraso e restauro al margine inferiore bianco senza danno al testo, fioriure ed aloni marginali. Legatura coeva in pergamena floscia con unghie e nervi passanti, titolo manoscritto lungo il dorso, resti di bindelle (macchie ed abrasioni al dorso e ai piatti). Al frontespizio nota di possesso “Ex Bibliotheca Clerici”.

Edizione originale, dedicata Vittoria Farnese, duchessa di Urbino, di questa operetta di forte impronta antierasmiana, che affronta diverse questioni dottrinali, basandosi sull'autorità di Basilio, Cipriano ed Ireneo. Erasmo viene a più riprese attaccato ed accusato di malignità e falsità. Muzio, in particolare, contesta l'interpretazione che questi dà del pensiero di Cipriano ed Ireneo. La dedica a Vittoria Farnese, inoltre, può forse essere collegata al fatto che alla duchessa di Urbino, qualche anno prima, era stata dedicata la versione italiana della Institutio Christiani matrimonii dello stesso Erasmo (Venezia, Francesco Rocca, 1550). Muzio aveva quindi voluto mettere in discredito Erasmo direttamente agli occhi di colei che avrebbe potuto diventare una simpatizzante del suo pensiero (cfr. S. Seidel Menchi, Erasmus als Ketzer, Leiden, 1993, pp. 283-286 e 470).

Girolamo Muzio, padovano, studiò legge nella sua città natale. Fu per un certo periodo alla corte imperiale di Massimiliano I. A Capo d'Istria, luogo di nascita del padre, incontrò Pier Paolo Vergerio, suo vecchio amico, allora messo papale non ancora convertitosi al nuovo credo. Alla corte ferrarese, dove fu per un certo tempo (1534-1540), divenne un ardente ammiratore di Tullia d'Aragona, la celebre poetessa e cortigiana. In seguito ottenne la protezione di papa Pio V e del cardinale Ferdinando de' Medici. I suoi numerosi scritti contro la dottrina protestante gli valsero il sopranome di “martello degli eretici”.

Edit 16, 77712.

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