Notitia utraque, dignitatum, cum Orientis, tum Occidentis, ultra Arcadii Honoriique tempora. Et in eam Guidi Panciroli [...] commentarium. Eiusdem authoris De magistratibus municipalibus liber: necnon seiunctus etiam à prioribus de Quatuordecim utriusque, tam veteris, quàm novae urbis regionibus libellus; [...] Nunc novissime Francisci Rhuardesii, I.V.D. praestantissimi commentariis illustratum: & d. Gulielmi Marani, [...] tribus indicibus [...] Ultima editio, auctior, et correctior

Autore: PANCIROLI, Guido ed. (1523-1599)

Tipografo: Jean de Gabiano (Colophon: Lugduni, ex typographia Iacobi du Creux dict Molliard, 1608)

Dati tipografici: Lyon, 1608


Cinque parti in un volume in folio. Cc. [16], 1-184, 25 [i.e. 35], [2], [185]-222 [i.e. 208], [12]. Segnatura: ã4 a-b6 A-Z8 ²A-2G4 2H2 2I6 Aa-Bb8 Cc-Dd4 ²a-c4. Bianca la c. O8. Colophon a c. O7r ed in fine. Belle iniziali e testatine istoriate. Con 106 figure in legno nel testo, di cui 104 a mezza o tre quarti di pagina. Primo frontespizio stampato in rosso e nero. Marche tipografiche ai cinque frontespizi. A c. P1 inizia il Commentariorum, in notitiam utranque imperii Romani, liber secundus. In quo dignitates et administrationes, tam civiles, quam militares in partibus Occidentis exacte declarantur di Guido Panciroli; a c. 2A1 il De quattuordecim regionibus urbis Romae earundemque aedificiis tam publicis quam privatis, libellus dello stesso Panciroli; a c. 2I1 le Annotationes Francisci Rhuardesii legum professoris Cadurcensis, in notitiam utramque cum Orientis, tum Occidentis di François Roaldès; a c. Aa1 il De magistratibus municipalibus et corporis artificum libellus del Panciroli. A c. 2a1 cominciano invece gli indici curati da Guillaume Maran.

 

EDIZIONE PIÙ COMPLETA, stampata da Jacques Du Creux per Jean de Gabiano e profusamente illustrata, di questa opera apparsa per la prima volta a Venezia nel 1593 (e ristampata sempre a Venezia nel 1602 con l'aggiunta del trattatello De quattuordecim regionibus urbis Romae) per le cure di Guido Panciroli. L'editio princeps della Notitia dignitatum fu pubblicata da Froben a Basilea nel 1552 sulla base di un manoscritto del IX secolo poi andato perduto.

Si tratta di un'opera erudita di carattere storico-antiquario, composta presumibilmente intorno al V secolo, che descrive l'evoluzione della struttura giuridico-politica ed amministrativa del Basso Impero Romano, sia d'Occidente che d'Oriente, fino ad Onorio ed Arcadio, con particolare attenzione alle cariche pubbliche di entrambe gli imperi.

Il ricco Commentarium del Panciroli, dedicato a Carlo Emanuele di Savoia, fu più volte ristampato ed infine accolto nel settimo volume del Thesaurus antiquitatum Romanarum del Graevius. Degli altri testi che Panciroli scrisse a complemento della sua edizione, espressione del suo interesse antiquario non solo per la ricostruzione delle magistrature e, più in generale, delle istituzioni di Roma antica, ma anche per la configurazione urbanistica della città e per i suoi monumenti, il De Rebus Bellicis compare per la prima volta nella presente edizione.

Guido Panciroli, giurista ed antiquario nato a Reggio Emilia nel 1523 e morto a Padova nel 1599, successe a Matteo Gribaldi Mofa nella cattedra di diritto dell'Università di Padova, per poi passare per un breve periodo ad insegnare a Torino (cfr. G. Rossi, Panciroli, Guido, in: “Dizionario Biografico degli Italiani”, LXXX, 2014, s.v.).

François Roaldès (1519-1589) fu professore di diritto all'Università di Cahors e di Valenza. Guillaume Maran (1546-1621) fu invece professore di diritto a Tolosa. I loro contributi compaiono per la prima volta in questa edizione.

 

Graesse IV, 691 (“Cette édition est plus complète que les deux antérieures (Venise 1593 et 1602) données par le même antiquaire”); Olschki, Choix, XI, 17716-7.

 

(legato con:)

 

RICCHIERI, Ludovico (1469-1525). Ludovici Caelii Rhodigini Lectionum antiquarum libri triginta, recogniti ad auctore, atque ita locupletati, ut tertia plus parte auctiores sint redditi […] cornucopiae seu thesaurus utriusque linguae appellandi. Postrema editio, cui accesserunt capitum & rerum indices omnium locupletissimi. [Frankfurt a.M.], Andreas Wechel Erben, Claude Marne & Johann Aubry, 1599.

 

In folio. Pp. [60], coll. 1430 [i.e. 1434], pp. [157]. Ripetute nella numerazione le colonne 853-856. Segnatura: *2 α-δ6 )(4 a-z6 A-M6 N8(-N8) O-Z6 Aa-Nn6 Oo4 Pp-Zz6, AA-DD6. Bianca le c. δ6. Marca tipografica sul frontespizio. Iniziali e fregi xilografici.

 

Ricchieri iniziò a scrivere le Antiquae lectiones nel 1508 soprattutto durante i suoi soggiorni a Padova e Rovigo. Nel febbraio del 1516 apparvero a stampa i primi sedici libri dell'opera presso i torchi degli eredi di Aldo Manuzio. Una seconda edizione fu pubblicata nel 1517 da Johann Froben a Basilea con il titolo Lectionum antiquarum libri XVI. Ricchieri continuò nel frattempo a lavorare costantemente alla sua opera, ma morì nel 1525. La versione definitiva, ampliata a trenta libri, fu curata postuma dal nipote Camillo Ricchieri e da Giovanni Maria Goretti, e stampata per la prima volta a Basilea da Froben e Episcopius nel 1542, con il titolo Lectionum antiquarum libri XXX e con una nuova dedica a Giovanni Domenico De Cuppis, cardinale di Trani. Ricchieri aveva dedicato il primo libro della sua opera al celebre bibliofilo Jean Grolier (1479-1565), allora tesoriere di Milano. Gli altri quindici libri erano invece stati dedicati a vari amici e studiosi. Le dediche dei quattordici libri aggiunti successivamente sono condivise tra Camillo Ricchieri e Goretti. La presente edizione di Francoforte riproduce il testo apparso per la prima volta nell'edizione del 1542.

“Le Antiquae lectiones [...] rappresentano un enorme deposito di citazioni di autori del mondo greco-latino e medievale, unite ad interpretazioni e riflessioni che riguardano tutto lo scibile, dalla teologia, alla filosofia morale, alla storia, alla poesia, alla medicina, al diritto, alle scienze naturali, alla filologia. La loro pubblicazione permise all'autore di entrare a far parte della nutrita schiera dei cultori del genere enciclopedico, che già in passato aveva trovato rappresentanti illustri ed autorevoli” (M. Marangoni, L'armonia del sapere: I ‘Lectionum antiquarum libri' di Celio Rodigino, Venezia, 1997, p. 15).

Quest'opera enciclopedica, composta sulla falsariga degli Adagia, suscitò alla sua apparizione le lamentele di Erasmo, che ne accusò l'autore di plagio. Con il passare degli anni, tuttavia, Erasmo divenne sempre meno ostile nei confronti di Ricchieri e giunse sino ad apprezzarne la persona e l'opera. I due si conobbero personalmente nel dicembre del 1509 presso la casa di Riccardo Pace durante un incontro cui parteciparono anche Niccolò Leoniceno, Celio Calcagnini e Nicolò Panizzato.

Lodovico Ricchieri, detto anche Lodovicus Caelius Rhodginus in quanto originario di Rovigo, fu professore di greco e latino a Rovigo dal 1491 al 1499 e, di nuovo, nel 1503. Nel 1508 ricoprì la cattedra di eloquenza a Ferrara, dove conobbe Celio Calcagnini. Dopo un viaggio in Francia, Francesco I lo nominò alla cattedra di greco a Milano, carica già ricoperta da Demetrio Calcondila. Morì a Rovigo nel 1525. Il suo allievo Giulio Cesare Scaligero lo definì il Varrone della sua epoca (cfr. G. Oliva, Celio Rodigino. Saggio bibliografico dell'età del Rinascimento, Rovigo, 1868, passim).

 

 

Due opere in un volume (mm. 336x200). Legatura strettamente coeva in pelle di scrofa con ricche impressioni a secco sui piatti, dorso a nervi, taglio a strisce orizzontali di tre colori (dorso un po' iscurito, segni di tarlo, qualche lieve mancanza). Note di possesso al contropiatto anteriore: “Mathiae Berniggeri 1610 / Ex permutatione venit [?] ad Joan: Casp: Kesneru[m] Specto. / E cuius Bibliotheca emit Jo. Hem. Boeclerus 4 R”. Altra nota manoscritta al verso del risguardo libero anteriore. Lieve brunitura uniforme, ma ottima copia genuina e marginosa.

BEL VOLUME MISCELLANEO CONTENETE DUE IMPORTANTI OPERE DI ERUDIZIONE.


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