Novo teatro di machine et edifici per varie et sicure operationi. Co le loro figure tagliate in rame e la dichiaratione, e dimostratione di ciascuna

Autore: ZONCA, Vittorio (1568-1602)

Tipografo: Francesco Bertelli

Dati tipografici: Padova, 1621

Formato: in folio

In folio (mm. 300x206). Pp. [8], 115, [1] e [2] carte fuori paginazione, poste tra le pp. 88-89, recanti 3 incisioni firmate “Ben. W. fe.” (Benjamin Wright). Diversi errori di numerazione. Segnatura: p2 A22A-O4 P2. Bel frontespizio architettonico e 42 tavole calcografiche a piena pagina nel testo. Capilettera xilografici. Pergamena semirigida coeva (minime mancanze al dorso e lievi macchie ai piatti). Al verso del risguardo anteriore ex-libris a stampa “Bibliothèque de Gabriel Koenigs Professeur à l'Université de Paris”; più sopra nota manoscritta di carattere bibliografico firmata “Guidicini, 28 agosto 1826”. Lievi aloni marginali, piccolo strappo verticale al margine inferiore della c. B1 senza danno. Alcune tavole un po' sbiadite, ma nel complesso ottima copia marginosa.

SECONDA EDIZIONE (reimpressione della prima del 1607, sempre del Bertelli, salvo che per una nuova dedica dell'editore a Nicolò de Lazara) di uno dei grandi classici tra i libri di macchine del tardo Rinascimento italiano. Insieme al Branca, al Ramelli, al Veranzio, al Biringuccio, al Cardano, Zonca rappresenta uno degli esponenti di spicco di quella che da A. P. Usher (A History of Mechanical Inventions, New York, 1929) è stata definita la «scuola degli ingegneri italiani», tutti in qualche modo debitori, direttamente o indirettamente, dell'opera di Leonardo. Con essi lo Zonca condivide la superba qualità e la quantità copiosa delle figure, lo scopo pratico di informare artigiani e ingegneri dello sviluppo delle nuove tecnologie, la ricerca di nuove sorgenti di energia e, non da ultimo, il desiderio filantropico di alleggerire e semplificare il lavoro umano.

Tutte le macchine sono illustrate e descritte minuziosamente. Di particolare interesse sono quelle che riguardano la lavorazione delle seta e degli altri tessuti e quelle che riguardano la stampa. L'opera include anche la prima rappresentazione conosciuta di un follone, ossia della macchina utilizzata per la follatura di feltri e tessuti, che talvolta veniva utilizzata come una sorta di lavatrice ante litteram del villaggio (cfr. U. Forti, Storia della tecnica dal Medioevo al Rinascimento, Firenze, 1957, pp. 154-155).

Della figura a pagina 94 (Cartiera overo pistogio che pesta le strazze per far la carta) D. Hunter (Papermaking through eighteen centuries, New York, 1930, p. 167) dice essere «the first illustration of a stamping mill».

Di interesse culinario invece la tavola intitolata Machina da voltar spiedi per cuocer vivande (cfr. Arte della cucina e alimentazione nelle opere a stampa della Biblioteca Nazionale Marciana dal XV al XIX secolo, Roma, 1987, p. 285, nr. 1714).

Alcune figure riportano il monogramma FV, che sta per Francesco Valesio, altre il monogramma Ben W sc, ossia Benjamin Wright, altre ancora un non identificato AH o AHI o AI (cfr. G.K. Nagler, Die Monogrammisten, II, nr. 2535 e I, nr. 1792).

Vittorio Zonca fu un inventore italiano. Nel 1597 fu nominato architetto della città di Padova, carica onoraria che tuttavia non gli consentì, a quanto pare, di esercitare la professione. Il Novo teatro… fu pubblicato postumonel 1607. L'opera godette di grande fortuna, e fu ristampata per ben quattro volte nella prima metà del XVII secolo. L'editore, Pietro Bertelli, fu attivo in quegli anni in Veneto sia come tipografo che come incisore (cfr. Bénézit, I 689).

Riccardi, I 667; Catalogo unico, IT\ICCU\LO1E\008019; Cicognara, 970; Dibner 173; Usher, Mechanical Inventions, 232; Libri, Sciences Mathématiques en Italie, IV, 58-59.


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