Rime di Michelagnolo Buonarroti. Raccolte da Michelagnolo suo Nipote

Autore BUONARROTI, Michelangelo (1475-1564)-BUONARROTI, Michelangelo il Giovane ed. (1568-1646).
Tipografo Giovanni Donato and Bernardo Giunti
Dati tipografici Florence, 
Prezzo Venduto/Sold
Rime

In 4to (mm. 215x150); pergamena rigida del Settecento con tassello e titolo in oro al dorso; pp. [12], 88. Segnatura: ¶6 A-L4. Marca tipografica al titolo. Al contropiatto segnatura manoscritta “27.7.”. Primo fascicolo parzialmente staccato, ultimi due fascicoli con fioriture e bruniture sparse, ma nel complesso bella copia genuina e marginosa.

PRIMA EDIZIONE, dedicata da Buonarroti il Giovane al cardinale Maffeo Barberini, che era stato suo compagno di studi, dell'opera poetica del celebre pittore-scultore, che comprende sonetti, canzoni, madrigali, ecc. Michelangelo si dedicò alla poesia per quasi tutta la vita, dapprima in modo marginale, quindi con il passare degli anni con un impegno e un'assiduità sempre crescenti. Benché nel 1546 intendesse procurare un'edizione delle sue poesie (progetto poi sfumato a causa della morte di Luigi del Riccio, che stava riordinandone le carte), in vita Michelangelo non pubblicò nessuna delle sue composizioni. Queste furono raccolte nel 1623 per volontà del pronipote, che tuttavia ebbe il demerito di fornire un testo incompleto ed infedele. Solo nel 1863 l'edizione critica delle poesie michelangiolesche, curata dall'Accademia della Crusca sulla base dei manoscritti autografi, permise di restituire il corpus poetico completo.

I primi sonetti, che risalgono agli anni 1503-'04, intrecciano motivi stilnovistici, danteschi e petrarcheschi con temi realistici e talvolta autobiografici. Risalgono invece al terzo e quarto decennio del secolo i componimenti indirizzati agli amici Vittoria Colonna, Tommaso de' Cavalieri, Luigi del Riccio e Donato Giannotti. In essi Michelangelo eleva il proprio linguaggio e alterna temi affettivi a temi filosofici, in particolare di stampo neoplatonico (amore divino e amore umano, contrasto tra amore e morte, ecc.). Negli ultimi anni le rime sono invece maggiormente centrate sul tema del peccato e della salvezza individuale ed il tono si fa più cupo e angosciato (cfr. Ch. Ryan, The Poetry of Michelangelo. An Introduction, Madison NJ, 1998, passim).

I componimenti di Michelangelo sono inoltre di notevole importanza per comprendere la sua opera artistica (cfr. A. Blunt, Artistic theory in Italy, 1450-1660, Oxford, 1940, pp. 58-81).

Il giovane Buonarroti nacque a Firenze. Il padre Lionardo era nipote del grande Michelangelo. Avviato agli studi letterari, nel 1585 entrò nell'Accademia fiorentina, di cui in seguito divenne censore e console. Dal 1586 al 1591 studiò a Pisa. Rientrato a Firenze, divenne membro dell'Accademia della Crusca. Nel 1600 fu ammesso a corte in qualità di poeta e commediografo ed entrò nelle grazie della granduchessa Cristina di Lorena. Alla morte di Cosimo II, il suo stato a corte divenne sempre più precario. Benché letterariamente ancora attivo, negli ultimi anni di vita si ritirò sempre di più a vita privata. Tra le sue opere più celebri e fortunate ricordiamo le commedie teatrali La Tancia (Firenze, 1612) e La Fiera (Firenze, 1726) (cfr. D.B.I., XV, pp. 178-181).

Gamba, 248; M. Parenti, Prime edizioni italiane, Milano, 1948, p. 108; S.P. Michel, Répertoire des ouvrages imprimés en langue italienne au XVIIe siècle conservés dans les bibliothèques de France, Paris, 1975, V, p. 172; D. Decia-R. Delfiol-L.S. Camerini, I Giunti tipografi editori di Firenze 1571-1625, Firenze, 1979, II, nr. 385; E. Steinmann-R. Wittkower, Michelangelo Bibliographie. 1510-1926, Leipzig, 1927, nr. 307.

  • Rime
  • Rime
  • Rime