La Secchia poema eroicomico d'Androvinci Melisone.

Autore TASSONI, Alessandro (1565-1635).
Tipografo Toussaint Dubray
Dati tipografici Paris, 1622
Prezzo 1.800,00

In 12mo (cm 13); legatura francese coeva in marocchino bordeaux con eleganti decorazioni sui piatti e sul dorso, tagli dorati (molto ben conservata); cc. (4), 166, (1), 1 bianca. Mancano dall'origine le 6 carte preliminari contenenti la dedica a Madame de Bonnoeil. Tre sono le tirature identificate di questa prima edizione: la prima reca dieci carte preliminari, la seconda sei (in quanto la dedica viene ridotta da sei a due carte), la terza si distingue dalla seconda perché nell'avviso ai lettori rivela il vero nome dell'autore nascosto sotto lo pseudonimo d'Androvinci Melisone. Trattandosi di un esemplare rilegato in una preziosa legatura coeva e perfettemente conservato, l'assenza della dedica, non riscontrata nelle altre copie censite, potrebbe far pensare o ad una primissima tiratura o ad un esemplare di dono, nel quale volutamente è stato omesso l'omaggio alla Bonnoeil. Ottima copia lievemente fiorita.
RARA PRIMA TIRATURA DELLA PRIMA EDIZIONE della prima redazione della Secchia rapita, il maggior poema eroicomico italiano. Composta fra 1614 e il 1618, l'opera cominciò ad avere dapprima una circolazione manoscritta, attirando su di sé le attenzioni dell'Inquisizione. Dopo alcuni tentativi, anche clandestini, di farla stampare a Modena e a Padova, Tassoni fu costretto dalla censura ecclesiastica ad optare per la Francia. Fu così grazie all'interessamento di Jean Chapelain, amico e collaboratore del Marino, che il poema tassoniano vide la luce a Parigi negli ultimi mesi del 1621. Contemporaneamente all'edizione parigina, apparve sul mercato una contraffazione veneziana del tutto identica.
Al momento di approntare la seconda edizione, che uscì a Roma con falso luogo Ronciglione nel 1624, Tassoni dovette comunque correggere il testo, venedo incontro alle richieste di Urbano VIII, che dopo la revisione ammise di non disdegnarla. Il testo corretto e il titolo mutato in La secchia rapita divennero quelli definitivi, riproposti nelle decine di edizioni che si diedero del poema, dentro e fuori dall'Italia, dopo la morte del poeta.
Vasto poema in dodici canti in ottave, La secchia rapita narra la guerra scoppiata tra Bologna e Modena in seguito al furto da parte dei Modenesi, chiamati Gemignani dal nome del loro santo protettore, di un secchio tarlato che appartiene ai Petroniani, ossia ai Bolognesi. L'Olimpo di Omero prende parte alla guerra, schierandosi chi con una parte, chi con l'altra. Ridicoli personaggi come lo spaccone Conte di Culagna e il vanaglorioso dongiovanni Cavalier Titta completano il quadro satirico del poema, che dileggia le secolari e spesso futili rivalità  storiche delle città  italiane.
Alessandro Tassoni nacque a Modena il 28 settembre 1565. Di nobile famiglia, ma rimasto orfano in giovane età , compì gli studi a Bologna, Ferrara e Pisa. Entrato al servizio del cardinale Ascanio Colonna nel 1599, Tassoni lo seguì in Spagna dal 1600 al 1603. Rientrato in Italia, abitò per lo più a Roma in qualità  di ambasciatore di Carlo Emanuele I di Savoia, che lo scrittore reputava il più grande regnante italiano. Nel 1618 fu chiamato a Torino a svolgere le mansioni di segretario. Nel 1621 si ritirò dall'incarico di corte. Nel 1626 entrò al servizio del cardinale Ludovisi. Dal 1632 alla morte visse presso la corte modenese di Francesco I. Morì a Modena il 25 aprile del 1635.
Temperamento violento e litigioso, Tassoni esordì con una raccolta di meditazioni critiche contro l'autorità  di Aristotele e contro i suoi seguaci a favore dei moderni, intitolata Parte de quisiti (1608): dalla ristampa del 1612 l'opera prese il nome di Varietà  di pensieri divisa in nove parti, cui fu aggiunta una decima parte sugli ingegni antichi e moderni a partire dall'edizione del 1620 intitolata Pensieri diversi. Nelle Considerazioni sopra le rime del Petrarca (1609) egli si oppose invece alla poesia d'imitazione in nome della novità  e della creatività  (cfr. P. Puliatti, Bibliografia di Alessandro Tassoni, Firenze, 1959, pp. 162-191.
Puliatti, op. cit., nr. 97. Gamba, nr. 297. M. Parenti, Prime edizioni italiane, Milano, 1948, p. 483. S.P. Michel, Répertoire des ouvrages imprimés en langue italienne au XVIIe siècle conservés dans les bibliothèques de France, Paris, 1984, VIII, p. 30.