Catechismo Nautico o vero de’ particolari doveri della gente marittima. Tratti principalmente dalla S. Bibbia, e dalle massime fondamentali della Religione Opera del sacerdote Marcello Eusebio Scotti. Parte prima [tutto il pubblicato]. Doveri in generale di tutti gli abitatori delle Città marittime.

Autore: SCOTTI, Marcello Eusebio (1742-1800)

Tipografo: Stamperia Simoniana

Dati tipografici: Napoli, 1788

Formato: in ottavo

In 8vo (mm 182x110); pp. XLIV, 281, (3). Segnatura: a-b8 c6 A-R8 S6 (le c. b4v, S5v e S6 bianche). Legatura in piena pergamena coeva, con doppio tassello al dorso recante titolo, autore e numero del tomo in oro. Lievi mancanze e spellature al dorso e ai piatti, angoli un po' danneggiati, aloni e fioriture nel testo dovute alla qualità della carta, ma nel complesso ottima copia genuina.

PRIMA EDIZIONE DI GRANDE RARITÀ. L'autore nato a Napoli nel 1742, da una famiglia originaria dell'isola di Procida, ricevette la prima educazione presso il Collegio dei Cinesi. L'abilità mostrata nello studio convinse ben presto i suoi insegnanti, nonostante la giovane età, a giudicarlo degno di diventare loro collega. Scelse lo stato religioso per potersi più facilmente dedicare ai propri studi e con il passare degli anni crebbe la sua straordinaria abilità sia come studioso che come oratore. Nel 1779 fu chiamato all'Accademia delle scienze e delle lettere di Napoli e successivamente a predicare ad Ischia e ad Aversa. Con la fama, tuttavia, giunsero anche i primi problemi, legati all'accusa mossagli di “spargere nel popolo massime pericolose per la fede”. Non potendo più predicare dal pulpito, Scotti ideò un'opera destinata all'istruzione dei marinai: il Catechismo nautico.

L'opera era suddivisa in tre parti: nella prima erano presentati i doveri generali, nella seconda i doveri dei marinai e dei capitani di nave, mentre nella terza erano esposti i doveri di coloro che fanno parte dell'armata navale. Nella prima parte, l'unica ad essere stata stampata, l'autore presenta i “benefizi innumerevoli di cui la provvidenza ha colmato gli abitanti delle spiagge marittime: insiste sull'obbligo che hanno d'istruirsi nella navigazione e nel commercio, di esercitare i doveri dell'ospitalità, di soccorrere i naufraghi, di prender cura dell'educazione delle loro mogli e delle loro figlie, sì esposte ai pericoli della seduzione nelle lunghe assenze dei loro mariti e dei loro padri…” (Biografia universale antica e moderna, Venezia, Giovanni Battista Missaglia, 1829, p. 158).

“Destinata originariamente all'istruzione dei marittimi dell'isola di Procida, l'opera ebbe vasta diffusione, anche presso i pescatori di Santa Lucia e i corallieri di Torre del Greco” (R. Di Castiglione, La Massoneria nelle due Sicilie e i “fratelli” meridionali del ‘700, Roma, 2006, p. 130). L'opera, che si rifaceva alle massime fondamentali della religione, nonostante fosse stata completata dall'autore, non fu mai pubblicata per intero per mancanza di fondi. Essa apparve nel contesto della riorganizzazione del sistema scolastico dell'isola di Procida. Scotti collaborò anche con le autorità locali per permettere ai figli dei marinai poveri di acquistare libri e quaderni.

Scotti fu membro della massoneria napoletana, probabilmente dal 1785. Nel 1789 venne pubblicata senza autore la Monarchia universale dei papi, opera la cui paternità venne tuttavia ben presto scoperta e della quale la corte di Roma ordinò la soppressione. Per sottrarsi alla “…tempesta, l'autore dovette vivere ritirato…”, dedicandosi ad una serie di volumi sulla liturgia e sulle tradizioni della Chiesa delle origini. Si dedicò inoltre al commento dei Quadri di Filostrato.

Nel 1799 la rivoluzione di Napoli tolse Scotti dai suoi studi. Eletto membro della giunta legislativa, dopo aver accettato con riluttanza la carica, fu esempio di prudenza e moderazione. Ciò tuttavia non gli evitò la sorte che colpì tutti i partigiani della rivoluzione alla restaurazione della monarchia, avvenuta il 13 giugno 1799. Fu imprigionato e messo a morte nel gennaio del 1800. A causa del saccheggio della sua casa di Procida, gran parte dei suoi manoscritti è andata distrutta. Il Catechismo nautico è stato di recente riscoperto e ripubblicato (Procida, 2001) (cfr. R. Salvemini, Introduzione, in: M.E. Scotti, “Catechismo nautico”, Procida, 2001, pp. 3-8).

Catalogo unico, IT\ICCU\CAME\000980 (2 sole copie censite a Napoli e Procida).


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