Dei delitti e delle pene edizione rivista, corretta, e disposta secondo l'ordine della traduzione francese approvato dall'autore coll'aggiunta del commentario alla detta opera di M.r de Voltaire tradotto da celebre autore

Autore: BECCARIA, Cesare (1738-1794)

Tipografo: presso la Società dei Filosofi

Dati tipografici: Londra [i.e. Livorno], 1774


In 8vo (mm. 169x107). Antiporta incisa, pp. [2], XV, [1 bianca], 167, [1 bianca]. Frontespizio calcografico con piccola vignetta raffigurante un prigioniero seminudo avvinto alla base di una colonna. Cartonato colorato coevo, tagli spruzzati in azzurro (lievi abrasioni al dorso e ai piatti). Lievi fioriture marginali, ma ottima copia.

 

Edizione stampata a Livorno da Giovanni Tommaso Masi, titolare della tipografia Coltellini. “Nel 1774, sotto la falsa indicazione di ‘Londra, presso la Società' dei Filosofi', vide la luce un'edizione italiana del Dei delitti e delle pene, che abbandonava il testo vulgato in 47 capitoli e si rifaceva invece all'ordinamento introdotto dal Morellet nella sua versione francese [comprendente 42 capitoli e il Commentario volterriano in appendice]; la tavola allegorica venne incisa di bel nuovo, ricalcando con grande fedeltà il modello originale del Lapi; su un rame di eguali dimensioni venne delineato al bulino l'intero frontespizio […]” (Firpo, p. 508).

Dopo la prima edizione livornese del 1764, la celebre opera del Beccaria venne stampa numerossisime volte, quasi sempre con falsi luoghi di stampa (Monaco, Losanna, Harlem, ecc.) in edizioni più o meno corrette e più o meno legittime - alcune di esse sono contraffazioni di contraffazioni -, a testimoniare l'immensa risonanza che ebbe e le difficoltà che incontrò nella sua diffusione.

 

L. Firpo, Le edizioni italiane delDei delitti e delle pene”, in: “Edizione nazionale delle opere di Cesare Beccaria, I, Milano 1984, p. 581, nr. 16.


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