Del contratto sociale, o Principj del diritto politico. Di J. J. Rousseau, cittadino di Ginevra, tradotto dal francese da G. Mennini, romano

Autore: ROUSSEAU, Jean-Jacques (1712-1778)

Tipografo: nella stamperia di F. Honnert, strada Colombier, n. 1160

Dati tipografici: Paris, 1796

Formato: in dodicesimo

In 12mo (mm. 178x96). Pp. XI, [1], 220. Segnatura: π6 A-I12 L-P6 Q8. Occhietto. Aloni e fioriture diffuse. Esemplare in barbe ad ampi margini. Cartoncino azzurro coevo. Il frontespizio e le carte preliminari (in particolare l'indice i cui numeri di pagina non trovano corrispondenza nel volume) presentano delle significative varianti tipografiche rispetto ai due esemplari digitalizzati accessibili tramite ICCU.

PRIMA EDIZIONE IN ITALIANO nella traduzione di Giovanni Mennini, a cui l'anno seguente fecero seguito quelle di Celestino Massucco e Niccolò Rota.

Il Conratto sociale, uscito per la prima volta nel 1762, è il testo principale in cui Rousseau esprime la tesi fondamentale che un governo dipenda in modo imprescindibile dal mandato popolare. Nel Discorso sopra l'economia politica, pubblicato per la prima volta all'interno dell'Encyclopédie (vol. V, 1755), egli sostiene la necessità di un controllo sul lusso e sul consumismo della nuova borghesia francese, proponendo una tassazione (una sorta di IVA) sui beni non essenziali. A livello teorico Rousseau ritiene inoltre inevitabile la tassazione, in quanto elemento di ridistribuzione delle ricchezze, e si contrappone alle teorie liberiste del cosìdetto laissez-faire, in quanto minano la stabilità delle relazioni sociali.

“Rousseau's most important political treatise was The Social Contract (1762), a political matrix and symbol of a wider shift in ideas about the nature of reality, the self, and politics in Western society” (W. Gairdner, Jean-Jacques Rousseau and the Romantic Roots of Modern Democracy, in: “Humanitas”, vol. 12, 1999, p. 77).

Catalogo unico, IT\ICCU\TO0E\005811.


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