Dissertazioni di fisica animale, e vegetabile

Autore SPALLANZANI, Lazzaro (1729-1799).
Tipografo Societ tipografica
Dati tipografici Modena, 
Prezzo Venduto/Sold
Dissertazioni di fisica animale, e vegetabile

Due volumi in 4to (mm. 214x138). Pp. [4], 296; pp. IV, 346, [2: errata] e III tavole fuori testo incise in rame da Domenico Cagnoni. Segnatura: [π]2 A-S8 T4; [π]2 A-X8 Z6. Bella legatura coeva in mezza pelle con punte, dorso a nervi con duplice tassello con titolo in oro e numerazione del volume, piatti ricoperti di bella carta marmorizzata, tagli rossi, segnalibri in raso verde (minimi forellini di tarlo ai dorsi). A tratti lievemente fiorito e con bruniture sparse, ma ottima copia fresca e genuina.

PRIMA EDIZIONE, dedicata al barone Joseph von Sperges, consigliere della cancelleria di stato di Vienna, dell'opera maggiore di Spallanzani, che lo pone tra i fondatori della chimica fisiologica.

Il primo volume contiene sei dissertazioni sulla digestione, nelle quali l'autore dimostra come la digestione sia un processo chimico che avviene per azione della saliva e degli acidi gastrici. Per giungere a queste conclusioni egli sottopose a sperimentazioni non solo cavie animali, ma anche coraggiosamente la propria persona. L'azione solvente degli acidi sul cibo fu da lui determinata in vitro a diverse temperature.

Il secondo volume, che verte prevalentemente sulla generazione animale e vegetale, portando a compimento alcuni dei progetti annunciati dallo Spallanzani nel Prodromo (Modena, 1768), contiene un trattato sulla generazione degli anfibi, una dissertazione sulla fecondazione artificiale (Spallanzani fu il primo a parlare di fecondazione artificiale in un articolo apparso sul “Prodromo della nuova Enciclopedia Italiana” nel 1779), due lettere a Ch. Bonnet ed una dissertazione sulla generazione di diverse piante.

Alla loro uscita le Dissertazioni attirarono su di sé varie critiche, tra cui quelle dell'anatomista scozzese J. Hunter, al quale Spallanzani replicò con una famosa lettera indirizzata a Leopoldo Caldani, che fu stampata a Milano nel 1788.

Lazzaro Spallanzani, originario di Scandiano (RE), si formò presso il seminario dei Gesuiti di Reggio Emilia, quindi nel 1749 si trasferì a Bologna per studiare giurisprudenza. Presso l'Università di Bologna, sotto l'influenza di Laura Bassi Veratti, sua cugina da parte paterna, che vi insegnava fisica e matematica, cominciò tuttavia ad interessarsi alle scienze naturali. Nel 1754 divenne dottore in filosofia e prese gli ordini minori. Dopo i primi anni di insegnamento al Collegio di Reggio Emilia, dal 1763 al 1765 fu docente di filosofia a Modena. In quel periodo ebbe modo di conoscere l'opera di Buffon e dello scienziato inglese J.T. Needham e strinse amicizia con il ginevrino Charles Bonnet. Nel 1769 fu nominato professore di storia naturale presso l'Università di Pavia. Nel 1776 pubblicò gli importanti Opuscoli di fisica animale e vegetabile. Egli mantenne la cattedra pavese fino alla morte, compiendo saltuariamente lunghi viaggi alla ricerca di nuovi reperti per il museo di Pavia e di materiale per le sue ricerche.

Spallanzani fu uno dei più grandi sperimentatori del suo tempo. Si occupò prevalentemente di biologia e di indagini microscopiche sul mondo animale e vegetale, ma dimostrò grandi capacità anche in altri campi, quali la chimica, la fisica, la meteorologia, la mineralogia e la vulcanologia, come dimostrano i sei volumi di Viaggi alle due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino (Pavia, 1792-'97). Le sue opere esercitarono una profonda influenza e furono tradotte in tutte le principali lingue europee (cfr. E. Capanna, Lazzaro Spallanzani: At the roots of modern biology, in: “Journal of Experimental Zoology”, v. 285, n. 3, 15 ottobre 1999, pp. 178-196).

D. Prandi, Bibliografia delle opere di Lazzaro Spallanzani, Firenze, 1951, pp. 40-41; Garrison-Morton, nr. 981; H.M. Evans, Exhibition of First Editions of Epochal Achievements in the History of Science, Berkeley, 1934, nr. 100; Poggendorff, II, 968; Honeyman, nr. 2880. Pritzel, nr. 8812.

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